Senatori della maggioranza inchiodati ai banchi di Palazzo Madama. Gli eletti in Lombardia del Pdl al massimo perdono una votazione su quaranta, quelli del Pd una su dieci. Del resto è qui che il governo aveva una maggioranza più risicata e di conseguenza in Senato i parlamentari lombardi mediamente si assentano solo il 5% delle volte. Più bassa la presenza a Montecitorio, dove i deputati eletti nelle tre circoscrizioni regionali mancano un appello su otto.
Senatori
In seguito alle elezioni dell’aprile 2008 a Palazzo Madama sono arrivati dalla Lombardia complessivamente 47 senatori (tra cui Riccardo Conti, subentrato al presidente della Regione, Roberto Formigoni, e Maria Alessandra Gallone che ha preso il posto di Luigi Scotti, deceduto il 6 dicembre 2008). Esclusi i sei questori del Senato, sottosegretari e membri del Governo, tutti gli altri sono assidui frequentatori dell’aula: su un totale di 428 sedute e 4.191 votazioni elettroniche, la presenza è stata verificata per tutti almeno nell’85 per cento dei casi, o più, tenuto conto degli impegni per missioni autorizzate dalla Presidenza o dei congedi. Fa eccezione solo il professor Umberto Veronesi del Partito Democratico che, per indubbi impegni professionali, non ha partecipato il 65% delle volte, perdendo finora oltre 2.700 verifiche del numero legale. Di contro non si è perso nemmeno un’alzata di mano il senatore Giancarlo Serafini del Pdl (con il 100% di presenze, incluse 99 assenze giustificate da missioni o congedi). Serafini è stato sindacalista negli anni settanta e ottanta, ex consigliere di amministrazione di Inail e Unipol Assicurazioni per approd

are alla politica nel 1995 con la nascita di Forza Italia.
Analizzando la classifica secondo le divisioni di partito, al Senato quello più “indisciplinato” è l’Italia dei valori: a fare media sono le performance dei due soli esponenti Giuliana Carlino e Gianpiero De Toni, rispettivamente con il 13,7% e 12,4% di assenze. Da rilevare che nella top ten regionale dei banchi vuoti a Palazzo Madama si incontra solamente un membro della maggioranza, tutti gli altri appartengono a Partito democratico o Italia dei valori: si tratta di Marcello Dell’Utri del Pdl (al settimo posto) che registra di fatto solamente 246 votazioni elettroniche effettuate (il 5,8% del totale) e ben 3.618 permessi per missioni autorizzate o congedi. Un dato secondo solamente a quello registrato in tutto il Senato dall’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Particolarmente solerti, infine, i senatori lombardi della Lega Nord (nove in tutto), che si perdono in media solo una votazione su cento.
Deputati
Passando a Montecitorio, oltre 5mila presenze dividono il deputato lombardo stakanovista del voto da quello meno assiduo. È quanto emerge dai dati forniti dalla Camera dei deputati relativi alla presenza durante 6.731 votazioni con procedimento elettronico, da inizio legislatura al mese di agosto 2010 (tenuto conto delle missioni autorizzate). Gli eletti a Montecitorio nelle tre circoscrizioni lombarde sono in tutto 97 e, in oltre due anni di attività sono risultati assenti per il 12,5% degli appelli, un po’ meglio della media di tutta la Camera, pari al 15,3 per cento.
Le differenze tra i deputati sono consistenti, soprattutto se si tiene conto che la più presente, Paola Frassinetti del Pdl, ha mancato solo 23 votazioni, mentre Mirko Tremaglia di Futuro e Libertà è risultato assente 5.140 volte, cioè nel 76,4% dei casi. In mezzo a questi due estremi si collocano tutti gli altri, la cui fedeltà al voto in aula risulta piuttosto varia. Quelli che hanno perso almeno un quinto delle votazioni sono ventidue: in particolare tra i primi cinque più assenteisti, oltre all’onorevole Tremaglia, figurano Antonio Angelucci (Pdl), Linda Lanzillotta (M-Api), Enrico Letta (Pd) e Andrea Orsini (Pdl). I dati relativi alla Camera dei deputati evidenziano che non c’è una differenza netta di comportamento tra i rappresentanti di maggioranza e opposizione: in media gli eletti del Pdl in Lombardia risultano assenti nell’11,6% dei casi, quelli del Pd nel 12 per cento. Anche a Palazzo Montecitorio, come accade al Senato, i più presenti sono i rappresentanti della Lega Nord: di votazioni ne perdono solo una su dodici (il 7,9%) e tra i dieci deputati lombardi più presenti la metà sono esponenti del partito di Umberto Bossi. In aula, infine, una volta su cinque non rispondono all’appello gli eletti dell’Udc e dell’Italia dei valori, rispettivamente con il 19 e il 20% di assenze.
I NUMERI
4.191 Votazioni
Il calcolo delle presenze e delle assenze al Senato è stato fatto in base al totale di 4.191 votazioni. Alla Camera, invece, le chiamate al voto complessivamente considerate sono state 6.731
5,4% Palazzo Madama
Incidenza media delle assenze al voto in aula al Senato prendendo in considerazione le votazioni elettroniche e le verifiche del numero legale, escluse quindi le votazioni per alzata di mano
19% Udc
A Palazzo Montecitorio i rappresentanti dell’Udc arrivano al 19% di assenze, molto vicini al 20% dell’Italia dei Valori, il gruppo meno assiduo
15,3% Italia
A livello nazionale il tasso di assenza alla Camera è superiore al 15%, un livello più alto della media dei deputati eletti in Lombardia, pari al 12,5 per cento.
da ilsole24ore.it
cosa devo dire dovete tagliarvi gli stipendi ora no nella prox legislatura fannulloni
dovreste tutti senza esclusione alcuno, arrivar a 3000 euro di atipendio al mese, che non è poco