Cronaca/Editoriali/Interno/Sesso

Il ventre arroventato della Porno Bari capitale delle “escort”

Uomini e donne hanno l’abitudine di congiungersi finché hanno fiato perché costretti a dar pasto a una vorace volontà sessuale. Per questo esistono Jessica, Isabel, Soraya, Claudia, e anche Tony, se vogliamo. E di questo, in fondo, mi parla il rampollo di una famiglia di Bari: siamo o non siamo la capitale delle escort più famose d’Italia? Abbiamo o no divulgato fra gli intemerati l’anglicismo noto fino a ieri soltanto ai consumatori abituali?

Sono con lui e lui è con me, fermo a un angolo. Dico, Giovanni, cosa mi stai raccontando se ti conosco appena e il nome vero che porti l’ho dimenticato? Sei impazzito? Quasi? Traghetta il mio immaginario nelle varianti della carnalità perturbata etero e omosessuale. Faccio sì col capo, «ah ah!, ma guarda…», anche nei resoconti da conato.

E incomincio a intravedere seni nelle buche della posta, virilità impennate in cima ai semafori, turgori muschiati sui banconi delle pescherie, stampe puberali espulse dai bancomat, membri cuccioli che gnaulano nelle buste per il pane: la PornoBari. La PornoBari è ciò che regge l’edificio della società. E’ la guida, la necessità impersonale che ha dato scacco al democratico cristiano Mario Scelba dal ’48, come nel ’58 alla senatrice socialista Lina Merlin: bordelli murati in nome della negazione della natura umana.

La PornoBari è il nocciolo freudiano che si estende ovunque come l’anima: top-escort, accompagnatrici, show-escort, first class, mistress, pin up, trans high class. Galleggiamo su un mare di molluschi salati, l’elemento ci avvolge, effluisce a sinistra, a destra come nel centro post-democristiano, in ogni categoria professionale e classe sociale. Perché domina tutti quanti: eccomi in una casa, c’è Angela in sala pranzo, salentina-romana, appena arrivata. Mangiamo? Mangiamo.

Siamo in tre col proprietario, mi parla: 32 anni, viene in trasferta ogni mese a trovare amici di amici stimati, a turno sesso con tutti, da tutti 300 euro in regalo, stanno arrivando: tre professionisti, un politico, meglio che vada. Quante. Quanti. Militanti e saltuarie che nella storia hanno indirizzato le arti, la filosofia, la psicanalisi, le guerre e quindi gli affari.

Uomini, noti in città, mi raccontano vita e miracoli di amiche che i media hanno cantato nel Tarantini affaire. Uno fra loro, «ciao papà», ne portava una dai suoi in vesti di fidanzata. E lo era, come tutte di tutti quanti. A San Giorgio, Palese, Torre a Mare si agitano gusci intagliati in blocchi di Carrara, si aprono brecce di corallo. Gambe inguainate penzolano da appartamenti di Poggiofranco, in via De Rossi tosoni contro i quali vanno all’assalto mentule in fiamme.

Da una catena di bivani sbuca una venere callipigia dall’odor di clienti della pausa pranzo, contratta con un negoziante un set di bicchieri arancio dai motivi vellicanti, «sono una escort», dichiara, e dispiega i meandri seduta stante in cambio di ciò che avrebbe pagato.

La PornoBari è in ogni parte. E le escort, prostitute avanzate, lo sanno. Mille euro al giorno di guadagno esentasse se vali. Fino a duemila se voli alto. Cinquecento se bastano. Ottanta euro tariffa fissa dei trans, fino a 150 per i sudamericani: internet, annunci, passaparola via cellulari, da un po’ le italiane insidiano il predominio delle immigrate. In diversi alberghi ascolto adesso i singulti cinici del viavai. Appartamenti, centri massaggi, ex garage, feste, matrimoni, vernissage.

Una cortigiana ha avviato una storia con un sacerdote, sono trascorsi due anni e dorme col Tavor. Con tutti le escort adottano un esercizio di sdoppiamento come difesa spontanea: non riconoscono neanche il cliente affezionato. La centesima volta è come la prima. E la prima come la centesima: dopo tre secondi sei un vecchio compagno.

Operatrici umanitarie, sono la colpa degli occhi che andiamo espiando: selve fruscianti, spume accoglienti semenze sparse, garretti tesi e tacchi alti. Ginocchia flesse, fondoschiena di batista incorniciati, mutande guarnite, masse tormentate dal desiderio che sessi diversi nutrono uno per l’altro. Niente, in sostanza, e tutto quanto. Sono la vita adorna che passa nel ventre della PornoBari. (di ALBERTO SELVAGGI – lagazzettadelmezzogiorno.it)

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