Manovra: cosa prevede il decreto Monti

Pensioni e fisco sono due dei pilastri su cui si regge l’architettura della manovra del governo passata venerdì 16 dicembre alla Camera che, grazie ai tagli e alle nuove entrate, anche a carico degli Enti locali, garantirà il pareggio di bilancio nel 2013. Il terzo pilastro invece contiene le misure per la crescita, atte a contrastare il calo del Pil e dare nuovo slancio all’economia.
UN DECRETO DA OLTRE 30 MLD. Una manovra complessiva, dopo gli emendamenti, di circa 32 miliardi di euro, di cui 20 di correzione dei conti. Tra gli interventi dell’esecutivo non è arrivata, neanche negli ultimi emendamenti, la gara sull’assegnazione delle frequenze tivù. Ma l’esecutivo si è impegnato a procedere: ha accolto alcuni ordini del giorno di Pd, Idv e Lega, che lo hanno impegnato ad annullare l’assegnazione gratuita e a indire una successiva asta «a titolo oneroso».
IL NODO ICI PER LA CHIESA. Via libera anche a un ordine del giorno che impegna il governo a occuparsi degli obbligazionisti e azionisti della ‘vecchia’ Alitalia; uno che lo impegna a rivedere la materia dell’Ici per gli immobili della Chiesa e uno che ripropone i temi dell’ammorbidimento delle penalizzazioni per chi anticipa la pensione e dei lavoratori precoci.

Dalle pensioni ai tagli alle Province, le misure del Prof

Le pensioni sono la grande voce di risparmio, 20 miliardi a regime nel 2018, con l’introduzione del metodo contributivo per tutti. In più viene accelerata l’equiparazione dell’età della pensione delle donne a quella degli uomini: dal 2018 sarà di 66 anni. Stretta sulle pensioni di anzianità: ci vogliono almeno 42 anni di contributi, e a regime chi lascerà prima perderà il 2% del trattamento ogni anno.
Cresceranno i contributi per gli autonomi, che arriveranno al 25% nel 2018, per garantire loro un assegno più pesante. Per le pensioni d’oro maxi-prelievo del 15% oltre i 200 mila euro. Per far cassa nei prossimi due anni viene bloccata l’indicizzazione delle pensioni oltre la soglia dei 1.400 euro, cioè tre volte la minima.

NUOVE TASSE. In questo grande capitolo, la voce di maggior impatto è l’anticipo di due anni, cioè dal 2012, dell’Imu, la vecchia Ici anche sulla prima casa. In più ci sarà una rivalutazione monetaria delle rendite catastali che renderà più pesante questo tributo per tutti gli immobili. Ci sarà inoltre un’esenzione di 200 euro per tutti, che aumenta di 50 euro per ogni figlio, fino a un massimo di 400 euro. Vengono anche tassate le auto di grossa cilindrata, le barche e gli aerei privati, con una imposta che calerà nel tempo e sarà compensata dall’incremento delle accise sulle sigarette fai da te.

CAPITALI SCUDATI. I capitali scudati, pari a 182 miliardi, sono soggetti a un’imposta di bollo speciale del 10 per mille negli anni 2012 e 13,5 per mille nel 2013, l’aliquota ordinaria è al 4 per mille. Il Fisco avrà un anno in più, fino al 31 dicembre 2013, per le attività di accertamento legate al recupero delle somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previsti dalla legge finanziaria 2003.

IMPOSTA DI BOLLO. Imposta su tutti i depositi titoli (esempio Fondi di investimento o polizze vita) e non più solo sui conti correnti. I depositi bancari con meno di 5 mila euro non pagheranno più il bollo annuale di 34 euro; quelli delle società saliranno a 100 euro.

REGOLE PER EQUITALIA. I beni espropriati da Equitalia ai debitori verso il Fisco, non saranno più messi all’asta dall’Agenzia, ma potranno essere venduti dal contribuente. Il debitore potrà vendere il bene pignorato o ipotecato e consegnerà l’intera somma a Equitalia, che restituirà al contribuente la somma che eccede il debito. Inoltre le aziende in difficoltà a causa della crisi che sono in ritardo nel pagamento delle cartelle potranno ottenere una ulteriore proroga di 72 mesi. Infine slitta di un anno (a fine 2012) l’uscita di Equitalia dalla riscossione dei Comuni.

TAGLI A POLITICA E PA. Le Camere, con proprie delibere passeranno al metodo contributivo per le pensioni e taglieranno gli stipendi dei parlamentari. È posto un tetto agli stipendi dei manager delle società pubbliche non quotate e per quelli della pubblica amministrazione.

SCURE SULLE PROVINCE. Le Porvince diverranno enti di secondo livello, ma solo alla loro scadenza naturale. Anche gli stipendi dei consiglieri circoscrizionali saranno sì aboliti, ma solo dalla prossima consiliatura. Nuovi tagli anche a Comuni e Regioni: queste potranno aumentare l’addizionale Irpef dallo 0,9 all’1,23% (leggi: Province fino al 2013).

MOSSE PER LO SVILUPPO. Le imprese potranno scaricare dall’Ires l’Irap sul costo del lavoro. In più c’è uno sconto Irap per le assunzioni a tempo indeterminato di donne e giovani under 30. Per favorire la ricapitalizzazione arriva l’Ace, cioè un regime fiscale favorevole ai capitali reinvestiti in azienda.

NODO LIBERALIZZAZIONI. Alla Camera sono saltate quelle sui farmaci di fascia C e quella dei taxi. Arriva una Autority per i trasporti, dalla quale però sono rimaste escluse le autostrade e le strade.

LOTTA ALL’EVASIONE. Scende da 2.500 a 1.000 euro la soglia dei pagamenti in contante. Anche la pubblica amministrazzione pagherà cash solo le somme sotto questa soglia, comprese le pensioni. La commissione massima dovuta dai negozi alle banche per i pagamenti con carte di credito non potrà essere superiore all’1,5%. Mentire al fisco diventa un reato, tranne che per chi ‘sbaglia’ (errori in dichiarazione). Le banche dovranno comunicare all’anagrafe tributaria periodicamente i movimenti dei conti correnti. Le aziende che avranno rapporti online con l’Agenzia delle entrate godranno di un occhio di riguardo.


Fonte: http://www.lettera43.it/economia/macro/34227/fisco-pensioni-crescita-i-pilastri-del-rigore.htm

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