Consulta e Cosentino schiaffo alla democrazia

Non disturbare il manovratore, nella fattispecie Mario Monti e il suo governo. La Consulta boccia i referendum con una sentenza di cui laconicamente si attende il dispositivo, ma che già sin d’ora si può definire molto più ossequiente alla ragion di Stato che al diritto.
Poche ore dopo, la Camera respinge la richiesta di autorizzazione all’arresto per Nicola Cosentino, coordinatore del Pdl in Campania secondo le carte (quelle che Umberto Bossi, in quella che resta la miglior battuta della settimana, dice di aver attentamente letto) fortemente in odore di camorra.
SCAMPATO PERICOLO PER MONTI. Erano due mine, neanche tanto vaganti, che rischiavano di espolodere sotto la poltrona del premier, rischiando di vanificare quello che nella stessa giornata era stato un indubbio successo a suo favore. Ovvero l‘asta sui Bot che ha segnato un formidabile ribasso dei rendimenti, venuta all’indomani dell’incontro berlinese con la Merkel da cui sicuramente Monti è uscito rafforzato.
Ma nel merito, la permanenza del Porcellum e il salvataggio di Cosentino sono due brutte pagine della nostra democrazia.
PORCELLUM, VOLONTÀ POPOLARE CALPESTATA. I cittadini con oltre 1,2 milioni di firme raccolte avevano espresso la loro volontà di cambiare una legge elettorale che lo stesso autore, il leghista Roberto Calderoli, aveva definito una porcata.
La Consulta, secondo le indiscrezioni, avrebbe votato no per evitare un pericoloso vuoto normativo, considerando impraticabile anche il ritorno sic et simpliciter al cosiddetto Mattarellum, ossia alla vecchia legge. Poiché la questione del vuoto legislativo è una bufala, riteniamo che avrebbe fatto un miglior servizio a se stessa e alla Costituzione se avesse dato ai cittadini la possibilità di esprimersi in merito.
LA CASTA TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. Il risultato è che resta in vigore una normativa vergognosa, che toglie agli elettori in diritto di scegliere da chi farsi rappresentare preservando l’arbitrio della partitocrazia. La quale, al di là delle dichiarazioni di principio, non sembra avere alcuna fretta di cambiare una legge che garantisce la sopravvivenza dei suoi apparati.
Idem per la vicenda Cosentino, le cui famose carte rivelano un impianto accusatorio ben pià grave di quello che ha portato in carcere il suo collega Alfonso Papa.
In questo caso il no all’arresto è più politico che mai, poiché evita al governo un contraccolpo che avrebbe rischiato di travolgerlo. Le battagliere dichiarazioni del Pdl alla vigilia, alcune talmente esplicite da essere imbarazzanti nel mettere il relazione l’affaire Cosentino con la permanenza di questo esecutivo, avevano preannunciato il quasi sicuro sovvertimento in Aula della decisione presa dalla Giunta per le autorizzazioni.
CARROCCIO, GUERRA FRATRICIDA.  Il governo è salvo, la maggioranza che lo sostiene plaude in cuor suo al fatto di aver disinnescato la possibile deflagrazione, e le conseguenze se le gratta tutte la Lega, per altro partito di opposizione quindi assolutamente ininfluente sulle sorti di Monti.
Il grottesco balletto avvenuto all’interno del Carroccio mette ancora di più in luce la oramai impossibile convivenza tra un Bossi ancora totalmente prono alle volontà di Berlusconi, e un Roberto Maroni sempre più smanioso di incarnarne la nuova leadership.  (di Paolo Madron)

Fonte: http://www.lettera43.it/attualita/36238/consulta-e-cosentino-la-sconfitta-della-democrazia.htm

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