Impossibile nasconderlo, ridicolo minimizzarne la portata, miope non accorgersene: siamo allo scontro finale, aperto, aspro. Vecchi e nuovi rancori politici (la mancata candidatura a Sindaco di Benevento) si mescolano e si scontrano con le aspirazioni di chi punta al controllo assoluto del partito per conquistare un posto al sole in vista delle prossime elezioni politiche che già si profilano all’orizzonte: la miscela fa paura.
Gli indizi sono tanti e fin troppo grossolani e solo chi è in malafede può far finta di non vederli. Si capisce, nel tumultuoso sovrapporsi della battaglia a colpi di comunicato, che siamo di fronte alle sequenze finali di una vicenda politica che rischia di affossare definitivamente il Popolo della Libertà in terra sannita. Già ridotto ai minimi termini dopo il voto amministrativo per il rinnovo del consiglio comunale di Benevento (mai analizzato in modo serio e compiuto e senza alcun accenno di autocritica da parte di coloro che hanno guidato il partito a questa batosta elettorale) . Lo scontro che si sta consumando sulla stampa fra i due massimi dirigenti provinciali del PdL è solo l’ultimo di una lunga serie di indizi che messi insieme fanno una prova inconfutabile. Ormai, è fin troppo chiaro che l’on. De Girolamo ce la sta mettendo tutta per tirare i piedi al berlusconismo nel Sannio e sta facendo di tutto e di più per condannare il PdL sannita al nanismo politico con la brutale emarginazione di tutti coloro che osano dissentire rispetto alle decisioni assunte dal capo e che non vogliono rinunciare alla libertà di pensiero e di parola in un partito che ha fatto della libertà una bandiera. Chi scrive ha potuto sperimentare sulla propria pelle tale violenza e provoca un senso di angoscia il dover constatare che tutti o quasi tutti coloro che fanno fondato e fatto grande il partito forzista in terra sannita sono stati costretti a scappare da qualche altra parte. Qualcuno prima o poi si dovrà pur chiedere il perché di tale fuga in massa. A tal proposito, non può non essere ricordato e stigmatizzato che l’on. De Girolamo non ha esitato ad inserire nella lista dei delegati per il congresso fondativo del Popolo della Libertà (e poi nel Comitato Provinciale) personaggi che fino al giorno prima avevano esaltato il cosiddetto “rinascimento bassoliniano” a scapito di tanti berlusconiani impenitenti che nel corso degli anni hanno pagato a caro prezzo (dal punto di vista umano e professionale) la loro militanza nel partito forzista. L’on. De Girolamo ha capito subito che il vero problema erano i vecchi berlusconiani. Via loro, tanti mastelliani ex bassoliniani dentro ed ai posti di comando per far andare ogni cosa per il verso giusto. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe solo da ridere. Presidente Berlusconi, segretario Alfano, Presidente Caldoro se ci siete battete un colpo!!!
Il primo congresso provinciale del PdL deve rappresentare un’occasione di confronto e di dibattito, per dare a tutti i cittadini l’occasione di inserirsi nella costruzione di un partito rinnovato e pluralista dove per tutti vi è la possibilità di far sentire la propria voce, il proprio pensiero, il proprio sentire.
Di fronte a tale appuntamento nasce forte l’esigenza di mettere da parte i personalismi e chiamare a raccolta tutti quei moderati che vogliono rappresentare il popolo dei liberi e forti per mettere definitivamente fuori gioco il “nuovismo” anagrafico e/o sessuale (che molto spesso ha fatto rima con opportunismo e trasformismo) e far crescere una classe dirigente in grado di proporre nuove progettualità e di essere credibile di fronte ai cittadini.
Amedeo Ceniccola
Iscritto al PdL tessera n° 81012
Ex Responsabile Enti Locali Forza Italia-Benevento