Folla di studenti indignati in piazza a Bologna contro il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I ragazzi si sono raccolti in piazza Verdi, zona universitaria bolognese, pronti a contestare il capo dello Stato, in città per ricevere la laurea ad honorem in relazioni internazionali. Il presidente è arrivato poco prima delle 11, vestito con i paramenti accademici dell’Università, bordati di viola – colore distintivo della facoltà di Scienze Politiche – ed è entrato in Santa Lucia dall’ingresso posteriore, in via Àde’ Chiari. Il rettore Ivano Dionigi, prima del suo intervento, che ha coinciso con l’inaugurazione dell’ anno accademico 942, ha proposto un minuto di raccoglimento in memoria di Oscar Luigi Scalfaro.
PRESIDIO DEL CENTRO SOCIALE, CORTEI DEGLI STUDENTI. Il centro sociale Tpo e il Collettivo Sadir ha scelto di contestare la visita del presidente Napolitano con in mano sacchi dell’immondizia con attaccato un cartellino che indica la facoltà di laurea e con in testa il copricapo dei nuovi dottori.Circa 30 e 40 manifestanti dei centri sociali erano attorno alle 11.30 fermi in presidio in via Castiglione, lontani almeno 300 metri dall’aula Magna.
I collettivi degli studenti, circa un centinaio, invece hanno scelto per un corteo che ha attraversato la zona universitaria della città, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere l’aula Magna dell’Università dove è in corso la cerimonia per consegnare la laurea da honorem al presidente della Repubblica. La protesta è stata organizzata dalla Rete-Occupy Bologna ed è partita alle 10.30 da piazza Verdi verso l’aula Magna SLucia. Gli studenti hanno imboccato via Petroni, forse nel tentativo di aggirare il blocco di polizia e carabinieri che si trovano sotto le Due Torri verso via Castiglione.
Campeggiano striscioni con le scritte «Presidente Napolitano, la laurea te la diamo noi oggi» e ancora «Profumo d’austerity», facendo riferimento alla presenza del ministro dell’Istruzione Profumo nella cittadina emiliana.
Alcuni ragazzi hanno in mano cartelloni su cui hanno riprodotto il disegno di una pergamena che simboleggerebbe i vari tipi di laurea che vorrebbero consegnare al Capo dello stato: una ad esempio per il «ddl Gelmini», una per «il governo delle banche», alle «politiche di austerity» e per «il bombardamento libico».
Questo corteo ha proceduto con vari stop-and-go a causa dei blocchi della polizia. Per due volte è stato fermato (via Guerrazzi e via Sampieri) e ha dovuto imboccare vicoli laterali, per poi imboccare la centrale Strada Maggiore contromano nel traffico. In piazza della Mercanzia sono volate botte con un giovane, probabilmente estraneo al collettivo, che però è stato isolato dagli altri studenti.
MINISTRO CANCELLIERI: «TUTTA LA CITTÀ È CON NAPOLITANO». «L’impressione che abbiamo è che tutto si stia svolgendo tranquillamente. Sono state enfatizzate delle cose, ma sicuramente tutta la città è con lui. Così come tutto il Paese». A dirlo il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, poco prima di entrare nell’aula universitaria già gremita di persone per la prossima cerimonia.
APPELLO FIOM,VOGLIAMO RISPETTO DIRITTI. La direzione aziendale della Magneti Marelli (Fiat) di Bologna ha comunicato questa mattina che i delegati alla sicurezza eletti dai lavoratori, e che dovrebbero stare in carica tre anni, non sono più riconosciuti tali, quindi secondo la Fiat i delegati alla sicurezza eletti nelle liste Fiom non hanno più titolo e agibilità. Per questo il segretario Fiom di Bologna, Bruno Papignani, ha commentato: «Ci pare che sia un discreto benvenuto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita a Bologna. In sostanza Fiat se ne infischia delle leggi, della Costituzione, dell’ Italia, figuriamoci della democrazia. Immagino che anche i segretari di Cisl e Uil saranno ad applaudire il presidente quando parlerà di diritti e Costituzione, scordandosi per un attimo che sono i complici di quanto sta avvenendo». In una lettera indirizzata proprio a Napolitano in occasione della sua visita a Bologna, la Fiom ha rilevato che «la crisi economica non può in alcun modo giustificare la cacciata della Democrazia dai luoghi di lavoro e la limitazione della Costituzione italiana. Anche dentro i cancelli delle fabbriche vogliamo continuare a essere cittadini, anche oltre quei cancelli vogliamo che sia applicata la Costituzione nello spirito dei Padri costituenti». (di Francesca D’elia)
Fonte: http://www.lettera43.it/attualita/38066/bologna-studenti-in-piazza-contro-napolitano.htm
Questi vorrebbero imputare al Presidente Napolitano la responsabilità per il ddl Gelmini, il governo delle banche, le politiche di austerity e per il bombardamento in Libia?
E sarebbero studenti? Quanti soldi buttati!