Dal voto su Nicola Cosentino al sondaggio – censurato – sul gradimento di Mario Monti, passando per le tensioni tra Cerchio magico e maroniani: sono settimane difficili per Radio Padania Libera. L’emittente dei lumbàrd non pare aver cominciato il 2012 nel migliore dei modi, costretta alla scomoda posizione di filtro tra una Base sempre più amareggiata e una dirigenza di partito che fatica nell’obiettivo di ricucire il rapporto con gli elettori.
VOCE E TERMOMETRO LÚMBARD. Nata dall’acquisizione di Radio Varese da parte della Lega Lombarda nel 1990, Radio Padania è sempre stata non solo la voce ma anche l’orecchio del partito. Un megafono per gli slogan dei politici, ma anche un’antenna per misurare la pancia del popolo leghista e mantenere un contatto diretto con i padani, elettori o meno.
Finanziamenti pubblici: 700 mila euro all’anno
Sulle frequenze della radio, che oggi – come ha reso noto il suo amministratore Cesare Bossetti – riceve contributi pubblici per circa 700 mila euro all’anno, è passato di tutto: l’entusiasmo anti-Azzurri per il gol subito dall’Italia nella partita contro il Paraguay ai Mondiali 2010; il dolore e la commozione che sconvolsero il popolo del Carroccio quando nel 2004 Umberto Bossi venne colpito da un ictus (e la successiva indignazione per il gossip che attribuiva il malore a un incontro bollente con la showgirl Luisa Corna); fino alle risse on air, come quella di poche settimane fa, quando il conduttore Roberto Ortelli è stato travolto da decine di telefonate di ascoltatori imbufaliti per il salvataggio di Cosentino.
Giornata di fuoco sfociata in litigi, comunicazioni interrotte, persino insulti a chi telefonava per protestare.
Oggi le acque si sono calmate, ma rimangono alcuni segnali che fanno pensare. Pochi giorni fa il sondaggio pubblicato dal sito della radio sull’operato del governo Monti ha registrato un risultato sconcertante: quasi l’80% dei votanti si diceva favorevole all’operato dell’esecutivo tecnico, poco più del 10% si dichiarava «arrabbiato».
LO SCOLLAMENTO DALLA BASE. Con i sondaggi, la radio non pare aver un buon feeling. Anche il 31 gennaio un nuovo quesito ha restituito un’immagine della Base poco in linea rispetto ai vertici di partito. Alla domanda se negli ultimi tre mesi sia aumentato il carovita per le famiglie italiane, il 39% dei votanti ha affermato beffardamente «per niente», mentre solo il 23,5 e il 7% hanno risposto rispettivamente «tantissimo» e «tanto».
SONDAGGI TRUCCABILI. Un’altra conferma dello scollamento dell’elettorato dal Palazzo? «Intanto bisogna precisare che metà dei nostri ascoltatori, almeno a giudicare dalla telefonate, non sono elettori della Lega», tiene a precisare a Lettera43.it il responsabile Matteo Salvini. «A chiamarci, soprattutto da quando c’è il governo Monti, sono tanti del Pd, e soprattutto del Pdl, infuriati per come stanno andando avanti le cose. I sondaggi poi, sul nostro sito sono aperti a tutti senza controlli tecnici, quindi basta poco a qualche buontempone per organizzarsi con degli amici e creare un risultato artefatto».
Salvini: «La radio ci serve a capire che aria tira»
Secondo l’europarlamentare sono molto più indicative le telefonate che la radio riceve ogni giorno. «Circa 600», dice il segretario milanese della Lega, «e se uno ha pazienza di ascoltarle emerge qual è il polso degli ascoltatori. Certo capitano casi in cui riceviamo proteste e lamentele, che fanno più rumore delle normali telefonate di apprezzamento e sostegno. Questo succede però proprio perché a Radio Padania possono telefonare tutti e i microfoni sono aperti, specialmente quando ci sono dei problemi».
Secondo Salvini, la radio serve anche a questo: capire che aria tira. «Il caso Cosentino, per esempio ha messo in luce dei malumori di cui bisogna prendere atto», ammette il leader milanese del Carroccio.
LA LETTERA DELL’AMMINISTRATORE. Tutto nella norma, quindi. Risse, insulti e censure inclusi. Chissà allora quali parole userà Bossetti nella tradizionale lettera beneaugurante di inizio anno indirizzata agli ascoltatori. Anche se già il fatto che il messaggio non sia stato diffuso a fine gennaio non fa preagire nulla di buono.
Forse per il 2012 trovare le parole giuste per mettere d’accordo tutti sarà più difficile rispetto allo scorso anno, quando Bossetti plaudeva agli «amministratori, che si sono sempre distinti per carattere e onestà, come ha insegnato Umberto Bossi». E sottolineava: «Siamo l’unica radio che da voce alla gente e a chi la rappresenta senza nessun tipo di filtro e senza nessuna censura».
Erano decisamente altri tempi. (di Jonathan Russo)
Fonte: http://www.lettera43.it/economia/media/38229/good-morning-padania.htm
E chi mai l’ha ascoltata radio padania, e il quotidiano neppure, mai letto, nonostante sia un Veronese, la lega mi fa schifo, sono come la vecchia e cara DC, guardate il sindaco Tosi, condannato per frasi razziste, entrato in Unicredit, lui ed i suoi scagnozzi, mette la moglie a fare un lavoro d’oro, da impiegata a manager in un giorno senza le referenze necessarie, una laurea almeno…, e i veronesi lo votano. Ecco l’intelligenza di chi ascolta la lega. Si deve aggiungere altro?