Licenziamenti e Fornero: un binomio che nell’ultimo periodo è più stretto che mai. E continua a esserlo.
Fermo restando che «quello dei dipendenti pubblici non è un mercato, perchè ha regole diverse» l’auspicio del ministro del Lavoro è che «qualcosa di simile a ciò che abbiamo fatto per i dipendenti privati, relativamente alla possibilità di licenziare, sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici».
Un appello a cui ha risposto, abbastanza stizzito, il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi secondo cui il tema dei licenziamenti degli statali «è già previsto nel testo predisposto per la legge delega».
«AL LAVORO CON PATRONI GRIFFI». Fornero, conversando con i giornalisti al termine del suo intervento alla facoltà di Economia dell’Università di Torino, ha ricordato che proprio Patroni Griffi ha questa delega. «Siamo in contatto, stiamo lavorando insieme. Non vogliamo difformità di trattamento».
«Non è possibile», ha aggiunto, «che noi diciamo certe cose sul settore privato e poi non le applichiamo nel pubblico».
La possibilità di applicare le nuove norme potrebbe arrivare però in un momento in cui le risorse disponibili per la pubblica amministrazione sono in forte diminuzione.
«LA SPENDING REVIEW SARÀ TOSTISSIMA». «La spending review sarà tostissima», ha assicurato il ministro del Lavoro, che ha concluso: «ci sarà un taglio fortissimo sulla spesa pubblica improduttiva e sugli sprechi».
Intanto, nel giorno delle critiche del neo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi alla riforma del lavoro, il premier Mario Monti ha risposto: «È quasi normale che tutte le parti sociali abbiano trovato non ottimale la riforma. Abbiamo seguito obiettivi le indicazioni di organismi, come l’Ocse e l’Fmi, che non hanno a cuore interessi di categoria ma interessi generali».
LA CGIL CRITICA FORNERO. Parole che hanno fatto arrabbiare sia l’opposizione politica al governo, in parlamento e fuori, sia la Cgil che ha ricordato a Fornero di essere il ministro del Lavoro e «non dei licenziamenti».
E hanno messo in imbarazzo i partiti di maggioranza impegnati a trovare un punto di equilibrio sulla riforma del lavoro.
Il 24 maggio Pdl e Pd si sono reciprocamente impegnati a presentare non più di 10-15 emendamenti in aula. Ma il relatore Maurizio Castro (Pdl) ha avvertito: «È come il gioco degli shangai della nostra infanzia, se tocchi una cosa rischi di far saltare tutto».
Fonte: http://www.lettera43.it/attualita/pubblico-voglia-di-licenziare_4367552003.htm
Chi può credere che questa illustre signora voglia proporre di applicare anche ai dipendenti delle PA quel famoso art 18 che le sta tanto a cuore. Sono chiacchiere e lacrime da coccodrillo/a. Il sadismo dimostrato verso chi effettivamente produce è incomprensibile, mentre lei ed i suoi amici di governo non penserebbero mai di sfiorare quel settore del pubblico per paura di una reazione che potrebbe inficiare il loro insediamento governativo. Sanno bene che le redini le tengono i funzionari, dirigenti, e capetti vari e se si mettono di traverso cono cavoli. Ma il popolo sovrano che produce non ha bisogno di tutta quella gente inamovibile per essere amministrato con questi assurdi risultati. Qualcuno ebbe a dire “è finito il tempo delle vacche grasse” crediamo che anche per questi signori debba finire.
..PS:
Questo sempre ad avercelo un lavoro!