L’operaio indiano che a Piacenza ha strangolato la moglie 27enne incinta Kaur Balwinde perché vestiva all’Occidentale e ha gettato il cadavere nel Po, ha «inquinato il nostro sacro fiume».
Il chiaro messaggio, scritto venerdì primo giugno su Facebook dal capogruppo leghista al Comune di Udine Luca Dordolo, ha attirato commenti critici e offese oltre a richieste di dimissioni da parte di esponenti del centrosinistra.
«Vorrei vedere io se andassimo a defecare o sgozzare mucche e maiali sul Gange, cosa direbbero», ha aggiunto. «Ah già, già lo fanno… Ah beh, allora…».
IL CARROCCIO SI DISTACCA. Per la Lega quelle di Dordolo sono state parole un po’ troppo forti.
Così per bocca del nuovo segretario regionale Matteo Piesente ha chiesto le sue dimissioni. «Mi scuso», ha affermato Piasente «con tutti i cittadini. È una vergogna, una cosa talmente grave che ha danneggiato l’immagine della Lega e di tutti i militanti. Questa non è la Lega 2.0 che vogliamo. Dordolo dovrebbe dimettersi da solo. Io, di certo, lo chiederò».
«NON VOLEVO OFFENDERE». «Si tratta di humour nero e di provocazioni forti», ha replicato Dordolo «che vengono strumentalizzate. La mia intenzione non era quella di offendere né le donne né gli stranieri operosi e disposti a integrarsi in questo Paese».
Ai consiglieri della maggioranza di centrosinistra a Udine, che gli hanno chiesto di dimettersi, il capogruppo leghista ha respinto la richiesta ai mittenti.
«Pensino piuttosto», ha concluso «a rivedere le loro fallimentari politiche sul multiculturalismo, che anche a Udine hanno portato a una mancata integrazione degli stranieri».
Aziz (Pd): «La Lega dovrebbe spingere per le sue dimissioni»
Il vicesegretario del Pd di Udine, Hosam Aziz, ha chiesto un intervento del segretario della Lega Nord del Friuli Venezia Giulia, Matteo Piasente.
Per Aziz è «indispensabile un intervento delle segreteria regionale, a meno che i vertici della Lega non condividano con il silenzio le dichiarazioni di Dordolo. Ma se la Lega, come penso, non le condivide, dovrebbe essere conseguente e chiedere a Dordolo le dimissioni da consigliere comunale visto che sembra inaccettabile che un partito sia rappresentato in un consiglio comunale di una città medaglia d’oro per la Resistenza da chi diffonde il seme del razzismo e della violenza politica».
RIFONDAZIONE: «PAROLE FASCISTE». Per il segretario di Rifondazione Carmelo Seracusa quelle di Dordolo «sono parole irricevibili, aberranti e di chiaro stampo fascista che mirano alla costruzione di una cultura dell’odio, l’antitesi di qualsiasi idea democratica».
Le forze politiche, secondo Seracusa «devono reagire prendendo in modo netto le distanze da un simile personaggio. Devono farlo i colleghi di coalizione di centrodestra, a livello sia comunale che regionale, perché il silenzio o il semplice minimizzare l’accaduto è sinonimo di complicità».
Fonte: http://www.lettera43.it/cronaca/indiana-morta-nel-po-ha-inquinato-il-fiume_4367553097.htm
