Cronaca/Economia/Interno

La crisi rischia di scatenare il panico

La nuova preoccupazione del governo si chiama “panico”. Ieri un’altra botta micidiale: -3,4 miliardi di entrate. Che vanno a unirsi ai 4,2 necessari per evitare l’aumento dell’Iva. E siamo solo all’inizio visto che i dati della produzione sono ancora peggiori. Si fa strada un’altra manovra d’estate. Difficile che il governo riesca a evitarla. Per giunta l’altra botta arriva stamattina. L’Europa si ferma e l’Italia ha messo la retromarcia. Secondo la stima dell’Eurostat il Pil europeo è stabile nel primo trimestre 2012: il dato è invariato rispetto al periodo precedente, quando aveva registrato una flessione dello 0,3%, mentre rispetto al corrispondente trimestre dell’anno scorso è sceso dello 0,1% in Eurozona e salito dello 0,1% in Ue 27.

Il dato italiano mostra una flessione dello 0,8% rispetto all’ultimo trimestre 2011 e dell’1,3% se il confronto è annuale. Come se non bastasse arriva oggi sul Corriere della Sera un siluro pazzesco contro il governo, e Mario Monti in particolare, a firma di due economisti: Alberto Alesina e Francesco Giavazzi. Il secondo, sia chiaro, è consulente del governo per la revisione dei contributi alle imprese. In poche parole il due Alesian-Giavazzi sostiene che il governo non ha sbagliato un provvedimento ma ha totalmente sbagliato rotta.

Alleluja. In questo quadro il rischio è che davvero gli italiani si lancino agli sportelli a ritirare contanti. O a investire in titoli di Stato tedeschi. Ormai siamo legati a un filo. In Grecia si attendo le elezioni del 17 giugno ma il rischio che ne venga fuori un Paese in conflitto con la Ue. La Spagna scricchiola pesantemente. L’Italia segue a ruota. Sulla produzione è la Cenerentola d’Europa. Qui rischia di tracimare tutto.  (ilportaborse.com)

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Un pensiero su “La crisi rischia di scatenare il panico

  1. Perché meravigliarsi la cosa era scontata fin dalla comparsa del suo piano per allontanarci del “baratro” giocare con i risparmi degli altri per caso non è il divertimento dei bancarellari. Qualcuno di loro per caso ha mai prodotto della ricchezza reale, o meglio hanno mai prodotto qualcosa che non sia speculazione.
    Oggi non stanno giocando con la pelle di chi produce ricchezza.

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