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Senato, Lusi in manette

Sì all’arresto di Luigi Lusi. Lo ha deciso l’Aula del Senato il 20 giugno, al termine del voto sul caso dell’ex tesoriere della Margherita indagato per appropriazione indebita dei rimborsi elettorali del partito.
Il voto è stato a scrutinio palese con 155 sì, 13 no e un astenuto.
«Sono una persona che sta vivendo un incubo», ha detto Lusi subito dopo il voto.
Il senatore ha poi chiesto al commesso di avere il tabulato delle votazioni.
Dopo aver guardato con attenzione il documento e averne sottolineato delle parti, ha rimesso tutte le sue carte nella borsa e ha lasciato, senza salutare nessuno, l’Aula di palazzo Madama.
IL PDL NON HA PARTECIPATO. Si tratta della prima volta che i senatori votano nominalmente su una richiesta d’arresto ma prima dell’ex tesoriere della Margherita c’erano stati altri cinque parlamentari condannati dalle Camere. Il Pdl, come annunciato in precedenza, al momento del voto ha abbandonato l’emiciclo.
RUTELLI NON HA VOTATO. Lasciando l’Aula, Lusi ha commentato così l’esito del voto palese: «Ho notato che il senatore Bianco ha votato, almeno Rutelli ha avuto la decenza di non votare».
E ancora: «Se la Lega non avesse partecipato non ci sarebbe stato il numero legale».
INTERROGATORIO IL 21 GIUGNO. L’ex tesoriere della Margherita si è costituito al carcere di Rebibbia.
Potrebbe svolgersi già il 21 giugno l’interrogatorio di garanzia di Lusi, il quale deve comparire davanti al gup Simonetta D’Alessandro, che il 3 maggio scorso ha firmato il provvedimento con cui chiedeva l’arresto per il reato di associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita.

Maroni: «È andata come doveva andare»

In precedenza, nel suo discorso al Senato, Lusi aveva chiesto: «Non fatemi diventare un capro espiatorio». E aveva denifito «esclusivamente politico» il voto palese.
Il leghista Roberto Maroni ha commentato: «È andata come doveva andare. L’arresto è sempre una brutta cosa ma non c’erano alternative».
PAPA: «AGNELLO SACRIFICALE DEL PD». Invece il deputato Pdl Alfonso Papa ha difeso l’ex tesoriere della Margherita: «Questo è il risultato dell’ennesima genuflessione del parlamento al giustizialismo e alla demagogia».
Secondo Papa, Lusi è «l’agnello sacrificale di un regolamento di conti interno al Partito democratico».
BELISARIO: «PDL COME PONZIO PILATO». Ma il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, ha replicato: «Il Pdl ha fatto come Ponzio Pilato e se ne è lavato le mani con un comportamento molto grave, che gli italiani sapranno valutare, mentre solo due settimane fa ha salvato uno di loro, Sergio De Gregorio».
DE GREGORIO E DELL’UTRI CONTRO L’ARRESTO. Quest’ultimo fa parte dei 13 senatori che hanno votato contro l’arresto di Lusi. Appartengono in maggioranza al centrodestra e due al gruppo misto. Quelli del Pdl sono: Diana De Feo; Sergio De Gregorio; Marcello Dell’Utri; Piero Longo; Marcello Pera; Guido Possa. I senatori di Coesione Nazionale sono Valerio Carrara; Mario Ferrara; Salvo Fleres; Elio Palmizio e Riccardo Villari. Hanno votato contro, dopo averlo annunciato in Aula, anche il repubblicano Antonio Del Pennino e Alberto Tedesco, entrambi del gruppo misto.
Il senatore che si è astenuto è l’ex leghista Piergiorgio Stiffoni, ora passato al misto.

 

Fonte: http://www.lettera43.it/politica/senato-lusi-in-manette_4367555184.htm

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2 pensieri su “Senato, Lusi in manette

  1. L’arresto di questo senatore, cittadino italiano, deliberato dalla casta mira a scaricare le colpe su un individuo “sacrificale” senza dover entrare nel merito di cosa si tratta. Nessuno sapeva nessuno era a conoscenza che 80.000.000 di € e sicuramente molti tanti di più prendessero il volo in vari rivoli e conti correnti e che 160 MILIARDI di Lire sparissero senza che nessuno ci intingesse il becco. Credo che quei signori ‘sempre politicanti’ sottovalutino l’intelligenza del cosiddetto popolo sovrano (ma che di fatto non è) sapendo bene che votò un referendum contro “il finanziamento dei partiti” e poi il tutto venne eluso definendo “rimborsi elettorali” quello che era stato negato. Questo è il rispetto che la classe ‘si fa per dire’ politica ha nei confronti del popolo. Il capo dello stato o gli ex nel suo mutismo in merito firmarono questa legge, complimenti al popolo. Per cambiare quindi questo stato di fatto dove è sufficiente cambiare il nome da finanziamento a rimborso elettorale per annullare l’espressa volontà del popolo ‘sovrano’ cosa dovrebbe fare il popolo ? credo proprio che alla luce degli eventi politici ultimi con l’arrivo dei cosiddetti tecnici ci resti poco da fare, se non iniziare con bastoni e calci contro tutto quello che rappresenta il sistema attuale politico, senza dimenticare degli annessi e connessi, che da anni gestiscono l’intera nazione all’ombra della casta.

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