Cronaca/Mondo

Turchia e la legge del taglione: uccide e taglia la testa al suo violentatore

Un dramma nella provincia turca scuote tutto il Paese: una ragazza di 26 anni ha sparato al suo stupratore e lo ha ucciso, dopodichè ha tagliato la testa dell’uomo e l’ha gettata sulla piazza del paese. Ora minaccia il suicidio se non può abortire il bambino che tiene in grembo. Un caso spinoso in un Paese dove l’esecutivo è intenzionato a vietare l’interruzione volontaria di gravidanza.

DELITTO D’ONORE - Ha deciso di farsi giustizia da sola. Con un gesto brutale e draconiano ha regolato i conti col suo aguzzino una volta per tutte. La protagonista della triste vicenda è la giovane Nevin Y’nin. Siamo a Isparta, provincia della Turchia occidentale. L’uomo avrebbe abusato ripetutamente della ragazza, mettendola a tacere con la minaccia di distribuire foto nude di lei ai vicini di casa. Sulla testa della giovane ora pende anche una seria minaccia di morte. Nella Turchia rurale, ma anche in quella delle grandi città, è infatti ancora aperta la piaga dei controversi «delitti d’onore» (in forte aumento dal 2005 secondo le statistiche): le famiglie puniscono le sospette adultere, le donne sessualmente «perverse» e vittime di violenza sessuale, facendole assassinare dai propri famigliari o costringendole al suicidio per evitare così lunghi anni di carcere a padri, mariti e fratelli, chiamati dalla legge d’onore a vendicare l’onta subita. La vera ragione di questi omicidi di mogli, madri, sorelle o figlie – purtroppo – è spesso legata al denaro, al sostentamento delle famiglie coinvolte.

VIOLENZA – Il martirio di Nevin è iniziato una notte quando il suo stupratore ha fatto irruzione in casa e si è avventato con ferocia e a mano armata su di lei. Da allora l’uomo le ha fatto visita una volta alla settimana costringendola ogni volta ad avere rapporti sessuali. Un tormento andato avanti fino a quando non è stata la stessa Nevin a decidere di rovesciare i termini commettendo anche lei un «delitto d’onore». Come riferisce il quotidiano Hürriyet, alla domanda dei concittadini su chi fosse quella testa gettata in strada, la ragazza ha risposto: «Di uno che si è preso gioco del mio onore».

ABORTO – La raccapricciante vicenda sta scuotendo in questi giorni tutta la Turchia. La ragazza – nel frattempo in carcere – è infatti al quinto mese di gravidanza e vuole ad ogni costo abortire quel figlio concepito col suo violentatore. Se le verrà impedito – ha minacciato – intende uccidersi. Da qualche mese a questa parte in Turchia è in atto un vero e proprio giro di vite contro l’aborto: il premier islamico conservatore Tayyep Recip Erdogan aveva già annunciato a maggio l’intenzione del suo governo di presentare «in tempi rapidi» un disegno di legge contro interruzione volontaria di gravidanza. Attualmente l’aborto in Turchia è vietato dopo la decima settimana di gravidanza. Secondo quanto racconta l’agenzia di stampa turca, Dogan, Nevin Y’nin avrebbe già dei figli di due e sei anni; voleva abortire prima di assassinare l’uomo, non poteva perchè si trovava già alla 14esima settimana. Prima di decapitare il suo aguzzino la donna ha sparato diversi colpi con un fucile a pallini mirando ai genitali, ha spiegato la polizia. «Minacciava di raccontarlo in giro», ha confessato Nevin nell’interrogatorio. «Quest’anno mia figlia inizia la scuola e tutti l’avrebbero presa in giro. Ora nessuno può più farle del male. Tutti diranno: è la figlia della donna che ha salvato il suo onore».  (Elmar Burchia – corriere.it)

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