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Campania: Biocidio, tumori senza registro e l’appello di Antonio Giordano

Il teatrino di questi giorni sul registro dei tumori in Campania ha avuto un solo merito: riaccendere i riflettori sulla nostra salute. Fermo restando la grande mobilitazione davanti al Pascale di medici, attivisti e cittadini, abbiamo assistito a uno squallido gioco delle parti. Per la prima volta si sono alzate voci indignate che in questi hanno taciuto: politici, rappresentanti istituzionali e gruppi editoriali. L’Europa sarebbe stata pronta a farsi carico per non perdere lo strumento e Caldoro ha inscenato un colpo di teatro, rendendo operativo il registro (ma senza soldi).  A proposito di denaro, la motivazione dei Tecnici al governo fa riferimento al capitolo di spesa: 1,5 milioni di euro che peserebbero sul disavanzo sanitario nella nostra regione.

La legge regionale che istituisce il registro è stata fortemente voluta dai medici democratici e da tanti cittadini attivi nei comitati. Eppure ad oggi non si è vista traccia dell’applicazione di questa misura. Gli unici dati sullo stato di salute dei cittadini campani è stato fornito dal professore Antonio Giordano (e dal prof Giulio Tarro), “Campania, terra di veleni”: la ricerca è costata solo 150mila euro. Il dubbio lo fornisce proprio il direttore dello Sbarro Institute sulla sua pagina facebook, citando un capitolo del suo studio: «Registro dei tumori, strumento di salute pubblica o centro di potere?». Lo stesso professore Giordano, durante la presentazione pubblica del suo volume, aveva esortato i medici di base a stilare un proprio registro dei tumori attraverso il lavoro quotidiano che svolgono sui loro pazienti nei rispettivi distretti sanitari. La domanda di Giordano s’incunea nelle fondamenta stesse del sistema sanitario regionale e sugli intrecci tra clientelismo politico e affari delle aziende private. Sono davvero indispensabili tutti quei soldi per attivare il registro o quel capitolo di spesa così esoso è stata un’abile manovra per arenare sul nascere la possibilità di un monitoraggio delle malattie tumorali nella nostra regione? Ci sono tanti, troppi interessi che non hanno sede solo in Campania. A fine luglio fu la Fondazione Veronesi ad escludere il nesso tra rifiuti e cancro, tra presenza di inceneritori-discariche e aumento delle malattie. I dati, invece, parlano chiaro: c’è un aumento delle malattie tumorali in Campania e il nostro Dna si è indebolito.

Adesso non c’è più tempo. Lo stesso Giordano ha lanciato un manifesto appello (adesioni a shrolab@gmail.com) a cui hanno aderito già decine di giovani medici del Sud: «Il tempo è già scaduto – scirve lo scienziato napoletano – perché il cancro non aspetta. Il cancro è oggi; incurante delle distinzioni di sesso, di razza, di religione, di classe. Che ci piaccia o no il cancro opera come “ ‘na livella”».

Partiti, sindacati e istituzioni tacciono. Occorre una mobilitazione forte dei cittadini, dei comitati, dei medici democratici, degli intellettuali liberi e delle associazioni: bisogna fermare il Biocidio. Occhi aperti, però, perché gia siamo in campagna elettorale. Sono spuntati come funghi i nuovi campioni della salute, pronti ad arraffarsi un po’ di voti: chi comanda (e chi ha comandato) è alla finestra e aspetta solo il momento giusto.

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