Nell’Italia degli sprechi e della tardiva e incompiuta spending review. Nell’Italia in cui la politica integra e pulita cerca il common ground su cui ricucire il rapporto tra classe dirigente e tessuto civile; dove chi viene “nominato” diventa subito una star, piazza la sua foto sui giornali e trascorre il proprio tempo passando da uno studio televisivo all’altro; dove l’Eletto non tentenna un solo istante ad andare in vacanza con l’auto di servizio, a spese della collettività che gli paga lo stipendio e, per festeggiare la fine del proprio mandato, addirittura si commissiona una statua autocelebrativa; dove è possibile assistere in continuazione a scandali politici a sfondo finanziario; dove c’è gente, vestita e calzata come Fiorito, che ruba senza regole, mentre Imu e imposizione indiretta portano al 55% la pressione sui contribuenti, divorando ogni precedente assalto al risparmio delle famiglie; dove, oggi, nessuna persona sana di mente (e onesta) può pensare seriamente, e con l’ingenuità del suo entusiasmo civile, di ottenere un “lavoro” solo con la forza delle idee, dei progetti, insomma della pura e semplice professionalità; dove la qualità, quel che sei, quel che vali, quel che pensi non conta; dove la classe politica reagisce soltanto quando le toccano gli affari propri. In quest’Italia, in questa nostra Provincia, c’è anche un altro aspetto del modo di fare politica per la gente e tra la gente che oggi emerge. Esistono ancora persone che si impegnano e lottano per la propria collettività con passione e anche e soprattutto si assumono il rischio di perdere e per questo non esitano un istante più del necessario a staccarsi dalla propria poltrona. Gesto tanto più apprezzabile quanto raro. Persone che non aspettano gli eventi ma li determinano. Persone coraggiose, come Luisa Fusco. La cui congruenza tra il dire e il fare, la cui coerenza di fondo nelle scelte compiute, gli fa onore. Persone coraggiose, come Luisa Fusco che, pur rimettendo le deleghe, vuole garantire alla propria maggioranza di poter raggiungere gli obiettivi prefissati nel rispetto dei tempi stabiliti. Casi virtuosi, come quello di Luisa, che pure vengono intercettati qua e là, mi pare costituiscano, a mio modesto e fallibile giudizio, esempi da (ri)conoscere.
Raffaele Pengue
Coordinatore Valle Telesina “Grande Sud”
Riceviamo & Pubblichiamo