Cronaca/Interno

E’ giallo sui salari dei militari sia in patria che in missione di pace

Quella in Afghanistan è una missione di pace che però prevede azioni di guerra. Questa l’ammissione del ministro della Difesa La Russa. Sono però due circostanze molto diverse sul piano dei salari dei militari, spiega il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze. Ma le stranezze sui salari dei soldati italiani non si fermano qui.

Si riaccende il dibattito sul rinnovo dei contratti di lavoro alle Forze Armate e alle forze di Polizia. Al centro, l’art. 4 del nuovo contatto di categoria che riguarda le indennità per i militari, siglato dai Cocer in bianco, come denunciò Luca Marco Comellini del Partito per la Difesa dei Militari (PdM). Per il generale Domenico Rossi, presidente del Cocer Interforze e vicecapo di Stato Maggiore, si è trattato di un semplice disguido: “Non ci sono copie firmate in bianco: il documento firmato, che conteneva la tabella non compilata aveva anche in allegato il propetto con tutte le cifre – dice a CNRmedia – Però è stata pubblicata solo la versione in bianco”. Secondo indiscrezioni però sarebbe in corso anche una istruttotria presso la Corte dei Conti per verificare la copertura finanziaria di questo nuovo contratto che innalzerebbe del 180% le indennità dei gradi intermedi. Circostanza che comporterebbe per lo Stato un ulteriore esborso di circa 7 milioni di euro

Quello delle indennità dei militari, sia in missione all’estero che in patria, resta un problema aperto. Oggi il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha riferito in Parlamento sull’attentato di sabato scorso costato la vita a quattro 4 alpini in Afghanistan.”E’ una missione di pace ma comporta atti che possono essere definiti di guerra”, ha ammesso. Per il generale Rossi il  trattamento economico previsto in caso di guerra e in missione di  pace cambia notevolmente. “Non è possibile equiparare uno status di guerra ad un intervento in una missione di pace – spiega il generale –  Il trattamento di missione è strettamente legato ad una attività svolta all’estero, sia di pace che di ricostruzione. Se nell’ambito della missione ci sono situazioni particolarmente cruente o di conflittualità, nulla toglie all’obbiettivo finale della missione. Lo  stato di guerra è un’altra cosa“. In questo caso, infatti, non sono previste maggiorazioni di stipendio. Oltre allo stipendio base i soldati in missione in Afghanistan ricevono una diaria che va dai 130 ai 160 euro per un colonnello e per i tre gradi di generale. Si tratta di somme apparentemente considerevoli, che portano la paga netta mensile a quasi 4 mila euro per un soldato semplice e a oltre 7 mila per un tenente generale (vedi tabella). Tuttavia se un soldato muore in missione, ma non è regolarmente sposato, la compagna rischia di non poter ottenere alcun indennizzo. “Per quanto riguarda i risarcimenti siamo soggetti alle leggi ordinarie dello stato e non a leggi speciali nostre- spiega il generale Rossi – Ragion per cui i riconoscimenti stanno a andando a coloro che sulla base delle leggi ordinarie possono essere riconosciuti come aventi diritto”.

Ancora più strana pare però la situazione dei nostri militari impegnati in missioni all’estero ma in zone molto meno “calde”:  quelli che vanno in missione in Germania ricevono, per esempio, una somma che va dai 153,39 fino ai 189,18 euro giornalieri, mentre in Liechtenstein l’integrazione è ancora più alta, dai 160,20 fino ai 200,01 euro.

Disparità ancora più notevoli per quanto riguarda gli stipendi con i colleghi europei: un soldato italiano ha, come paga base, appena 826,33 euro cui va aggiunto un 30% di indennità varie, per un totale di stipendio di poco più di 1000 euro. Il suo collega inglese, senza indennità, riceve 1520,76 euro mensili, un generale francese al più alto grado 6972,66 euro, un tenente colonnello inglese 6964,30 euro, un tenente tedesco 2200 euro contro i 1577,77 di stipendio base del suo omologo italiano.

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2 thoughts on “E’ giallo sui salari dei militari sia in patria che in missione di pace

  1. La disparità di trattamento tra stipendi militari italiani ed omologhi europei, aldilà della propaganda, ha radici più profonde. E’ vero che un generale francese prende qualcosa in più del suo collega italiano, però, è anche vero l’esubero di colonnelli e generali nelle forze armate italiane rispetto a quelle europee. Basta riprendersi alcune audizioni in commissione difesa per capire il soprannumero di alti gradi in che proporzione è collocato, altro che leggera differenza di stipendio con i cugini europei! Per non parlare delle leggi “ad hoc” di omogenizzazione stipendiale ai gradi superiori anche in mancanza della promozione giuridica .
    Ferdinando

  2. DEVONO ESSERE SELEZIONATI MEGLIO E PAGATI MEGLIO;ALMENO IL 15% IN PIU.TUTTI,DAL SOLDATO SEMPLICA AL GENERALE D’ARMATA

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