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Il grande esodo dal Pdl: 2.500 amministratori locali sono già passati con Fini, in arrivo altri 4 deputati

Mercoledì una conferenza stampa sancirà il passaggio di altri tre, forse quattro deputati berlusconiani al nuovo gruppo di Futuro e Libertà, giusto alla vigilia della kermesse di Perugia che nel fine settimana sancirà il lancio in grande stile del partito di Fini.
La fuga dal Pdl è un tam tam battente, in Transatlantico, e porta dritto ai toscani della fronda anti Verdini, Alessio Bonciani e Roberto Tortoli.
Ma anche all’abruzzese Daniele Toto, già dimissionario dal coordinamento a Chieti.
A Roberto Rosso, ex sottosegretario con cinque legislature alle spalle (e scarse chance di ricandidatura).
Ancora, a Giancarlo Mazzuca, emiliano, convocato di gran carriera ieri sera da Cicchitto alla sede di Via dell’Umiltà.
Stando ai finiani saranno almeno tre di loro ad annunciare mercoledì l’adesione a Fli. Se così sarà, il gruppo scavalcherà per numero di deputati anche l’Udc, oggi entrambe le sigle a quota 35.
Coordinatori e capigruppo sono stati precettati da Berlusconi affinché venga tentato il tutto per tutto per trattenere i malpancisti alla Camera e riportare a più miti consigli i trenta senatori riottosi che martedì sera hanno presentato al gruppo un documento polemico su Pdl e tenuta del governo. “Parlate con loro, trovate voi il modo, non voglio più sentir parlare di malumori” ha intimato il presidente del Consiglio a Cicchitto, a Gasparri, a Verdini poco prima che i coordinatori si riunissero in serata per trovare un compromesso sul nodo della “democrazia interna” invocata da più parti.
Risultato: una giunta consultiva di cinque dirigenti affiancherà i coordinatori e vice locali, d’ora in poi eletti e non più nominati. Basterà per convincere gli insoddisfatti?
Ma dalla Sicilia alla Lombardia, la “fuga” riguarda soprattutto i dirigenti locali.
Da Generazione Italia stimano in circa 2.500 gli amministratori, consiglieri per lo più, che avrebbero abbandonato il Pdl: una settantina in Piemonte, decine in Lombardia, una quarantina nella Toscana di Verdini, un centinaio in Sardegna, il boom tra Sicilia e Campania.
“Il Pdl è totalmente sfasciato anche a livello nazionale, non ha senso continuare a tenerlo cosi” infierisce da La7 il sottosegretario Gianfranco Micciché, ideatore di “Forza del Sud”.
“Molti passeranno con noi, tre anche prima di Perugia, ci stiamo lavorando io e Italo Bocchino”, svela Fabio Granata mandando su tutte le furie i berlusconiani.
Nel frattempo i finiani annunciano che è pronto anche il simbolo, con forti richiami al tricolore e al momento senza il nome di Fini, da inserire in corsa in caso di elezioni anticipate, tanto più che i sondaggi danno il presidente della Camera a 42 punti di gradimento e il partito all’8%.
Sul simbolo non viene fornito alcun dettaglio onde evitare che qualcuno possa registarne il logo. (destradipopolo.net)

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