Cronaca/Interno

Zaia attacca: “Uno scandalo 250 milioni per i calcinacci di Pompei, il contrasto stride, siamo stufi”

PADOVA — Un forum in redazione per approfondire, con i protagonisti della politica e dell’economia venete, i temi scottanti del dopo-alluvione. Con il governatore del Veneto, Luca Zaia, che ribadisce la volontà di trattenere le tasse pagate dai veneti e il presidente di Confindustria veneto Andrea Tomat che non si sottrae rispetto alla minaccia fiscale: «Non è che la cosa mi piaccia ma la dobbiamo fare. Quella del Veneto è una minaccia costruttiva, Zaia ha fatto bene a porre il problema». Al forum hanno partecipato anche Giorgio Santini, vicesegretario nazionale della Cisl, Fabio Innocenzi, direttore generale della Cassa di risparmio del Veneto, e Angelo Ferro, anima dell’Ucid, l’associazione degli imprenditori cattolici.

CORRIERE DEL VENETO: Dal Veneto che non è abituato a chiedere e a lamentarsi, oggi sale una richiesta di maggiore attenzione in termini finanziari e anche di considerazione da parte del governo nazionale. La Lega e il presidente Luca Zaia hanno proposto una variante di sciopero fiscale: dirottare le tasse dei veneti in un conto corrente della Regione dove trattenere la parte che servirebbe a ristorare i danni provocati dagli allagamenti. Su può fare veramente o è soltanto una provocazione?

Luca Zaia
Luca Zaia

ZAIA: Innanzitutto, diventerà un elemento forte di negoziazione con il governo. Io la vedrei così: stabilito l’ammontare dell’indennizzo nazionale – un miliardo, un miliardo e mezzo, quello che sarà – a me sembrerebbe più razionale stabilire che la Regione incassa l’acconto Irpef fino alla concorrenza con la cifra necessaria a rimborsare i danni dell’alluvione. Oltre quella cifra, ciò che rimane verrà girato a pie’ pari nelle casse nazionali. Questo a me sembra un discorso ragionevole. Però dico anche, con obiettività, che i cittadini non vanno messi nei guai. Noi stiamo facendo una verifica legale rispetto al fatto se potrà essere la Regione a sostenere il colpo dell’inevitabile contenzioso con lo Stato centrale o se questo ricadrà sul singolo cittadino: io non mi sento di mandare l’Ufficio Entrate nelle case dei veneti perché hanno mandato i soldi delle loro imposte, magari per atto di solidarietà, nelle casse della Regione anziché in quelle dell’Erario statale.

CDV: I legali sono già al lavoro?

ZAIA: Assolutamente sì. Il tema è questo: se facciamo versare l’Irpef in un conto regionale che guai avranno i singoli cittadini? Li possiamo surrogare noi e accollarci tutti i guai legali come ente pubblico regionale? Questa è una verifica che stiamo facendo.

CDV: Oggi il vicepresidente di Confindustria Vicenza, Vescovi, dichiara: non lo dico da leghista, però ci sentiamo di sposare questa battaglia, questa grande provocazione dello sciopero fiscale. Le imprese venete potranno veramente aderire a questo tipo di proposta? È eversiva o è compatibile?

Andrea Tomat
Andrea Tomat

TOMAT: A me sembra che il governatore Zaia abbia posto molto bene i termini della questione. Qui c’è una preoccupazione molto chiara, che esprimiamo da tempo: l’indisponibilità diretta sulle risorse solleva perplessità molto elevate sulle capacità sia di ripristino che di investimento. C’è un problema di fondi, qui abbiamo un presidente di Regione che ha un territorio che sta subendo una situazione molto grave, un territorio importante per il Paese, ma, se mi è consentito, è netta la sensazione che ci sia una certa distanza di Roma. Inoltre, il nostro modo di fare e di agire ha tempi, modi, capacità, determinazione, puntualità e precisione che non hanno niente a che vedere con una certa burocrazia che non sta qui. Questo è il senso profondo del problema. Poi, giustamente, il tema è: trattenere le tasse è una provocazione o una vera soluzione? È chiaro che qui non si tratta di andare casa per casa a prendere i soldi e a metterli in un forziere piuttosto che in un altro. Si tratta piuttosto di mandare il segnale che ci si può spingere anche molto avanti, anche se in termini generali non è che piaccia fare questi discorsi. Riconosco che questa è una preoccupazione vera e fondata, e sono il primo a mettermi in testa rispetto a questa cosa. Non mi piace, ma lo dobbiamo fare.

CDV: Quindi è una minaccia concreta?

ZAIA: E’ federalismo reale, questo.

CDV: Santini, rispetto a questa minaccia «costruttiva», cosa pensa? Ritiene che davvero il Veneto sia in credito, sotto profilo delle risorse e dell’attenzione?

Giorgio Santini
Giorgio Santini

SANTINI: Hanno fatto molto bene la Regione, gli industriali e tutti coloro che hanno alzato il pugno: c’è stato uno scarto tra la gravità del fenomeno e l’approccio del governo nazionale. Io credo che in questo momento sia necessaria una forte e determinata posizione negoziale con lo Stato. Per esempio, sul piano fiscale va ricordato che dopo il terremoto dell’Aquila sono stati bloccati i pagamenti fiscali per le persone fisiche, società e attività economiche. Questo è un primo punto di negoziato: il governo può deciderlo anche per i veneti alluvionati, semplicemente reiterando decreti che ha già fatto o poi prorogato.

CDV: Innocenzi, lei qui rappresenta il mondo del credito. Il presidente Zaia ha detto l’altro giorno che le banche devono fare la loro parte. Sino a che punto possono svolgere il loro ruolo in una catastrofe del genere?

Fabio Innocenzi
Fabio Innocenzi

INNOCENZI: Io credo che gli istituti di credito abbiano consapevolezza di almeno quattro problemi. Il primo: mettere dei plafond di crediti a disponibilità immediata e a condizioni assolutamente buone per chi ne ha bisogno. Il secondo: le moratorie. Non solo Cassa del Veneto ma altre banche sono intervenute comunicando la moratoria per le imprese e anche per le famiglie alluvionate. La terza misura è banale ma va detta: mettersi a disposizione per rendere facili i trasferimenti dei fondi, i conti, tutto ciò che è serve a rendere fluidi i trasferimenti. Infine, laddove serva, anche provare a dare una mano con atti di liberalità, intervenendo sul singolo comune o sul singolo caso.

ZAIA: Ne approfitto per aggiungere una cosa. Oggi abbiamo un gran contingente di cittadini che ha bisogno di piccoli prestiti d’onore, i 10mila euro per ricomprarsi subito la caldaia, il frigorifero, il congelatore, magari l’auto. Se poi c’è qualche sofferenza siamo qua. Però, care banche, fatelo subito: io trovo cittadini che hanno necessità di avere i contanti. Purtroppo sono tanti e non vorrei che alla fine fossero gli unici che pagano l’alluvione, perché non hanno associazioni di categoria che li rappresentano. Chiedo alle banche di lanciare questa operazione-serenità».

Angelo Ferro
Angelo Ferro

FERRO: Io penso che si tratti di creare un welfare sussidiario. Famiglie e imprese sono state colpite mentre vivevano una situazione economica già depressa e stagnante. Perciò dobbiamo dare forza al governatore Zaia, perché negozi con il governo centrale. E’ triste vedere che è stato subito messo in piedi un intervento per la Calabria, come se vivesse una situazione drammatica. Poi si è visto che erano delle fenditure sul terreno che niente avevano a che vedere con le cose che abbiamo vissuto qua. Chi sa piangere ha ormai una capacità mediatica di influenzare le decisioni. Noi veneti non siamo capaci di piangere. Anzi, abbiamo la voglia di non piangere mai, ma di combattere e di riuscire a superare le difficoltà».

ZAIA: Poi staremo a vedere la porcheria che sta venendo avanti in queste ore per la Casa dei gladiatori crollata a Pompei. Stanno già parlando di un finanziamento di 250 milioni di euro sull’unghia per rimettere le rovine in maniera ordinata.

CDV: Secondo lei è una vergogna che la finanzino subito?

ZAIA: No, è stridente il contrasto globale con il Veneto. Non sarà mica possibile vedere la gente con le carriole nuove che mette in sicurezza quel mucchio di rovinassi. Noi siamo stanchi di queste cose, è una vergogna quello che stiamo vedendo: noi veneti ne abbiamo le scatole piene. CDV: Però il paragone con Pompei…

ZAIA: Ma vi rendete conto che abbiamo dovuto tirar su per i capelli la notizia dell’alluvione in Veneto, altrimenti nemmeno la davano? E lì subito 250 milioni per quattro rovinassi. Conviene che non ci pensino nemmeno a darli, sennò altro che rivolta fiscale… E’ una vergogna».

CDV: Ma non è che radicalizzando lo scontro e la minaccia di trattenere le tasse, c’è il rischio che da Roma se la cavino dicendo: ma cosa vogliono questi leghisti? Il rischio, cioè, che non venga compreso che invece quello del Veneto è un grido trasversale e autentico?

ZAIA: In generale, sta uscendo un dato concreto politico-sociologico-storico: questa alluvione rischia di essere l’alluvione della rivoluzione per il Veneto. Non è solo una catastrofe di cui si devono sanare i danni, qui i cittadini rischiano di avere l’innesco della rivoluzione. Pacifica, gandhiana, ma sempre rivoluzione. Io chiedo: se questa alluvione l’avessimo avuta dieci o vent’anni fa, il Veneto sarebbe stato ugualmente incazzato? No, solo oggi ha acquisito consapevolezza del suo ruolo. Io penso che il Veneto abbia preso coscienza di una contabilità che è devastante: la regione pacifica, solidale, che conosce la sussidiarietà e che fa volontariato, cosa ha portato a casa? Ceffoni e 250 milioni per rifare la Domus dei gladiatori a Pompei. Non esiste. Adesso passiamo alle vie più dure, definitive. Chi conosce i libri di storia sa che le rivoluzioni le ha sempre fatte il popolo, mai le istituzioni. E l’innesco non si sa mai da dove parte. Magari da un’alluvione.

CDV: Quindi oggi il popolo veneto è praticamente affamato?

ZAIA: Il popolo è incazzato e affamato, e le rivoluzioni si fanno con la pancia vuota. Qui siamo alla soglia di una rivoluzione che è pacifica ma che dobbiamo fare, quella delle riforme istituzionali. In giro io trovo gente arrabbiata e questa dose di arrabbiatura fa bene al Veneto.

CDV: Alcuni lettori ci chiedono: ma perché Zaia non va sui luoghi dell’alluvione?

ZAIA: Ci sono andato, ma ho evitato tassativamente di fare passerella. Non voglio che la tragedia si trasformi in palcoscenico mediatico per me, e per gli altri che ci fanno dibattito sopra.

CDV: Alcuni ministri, però, ci sono andati.

ZAIA: Ognuno fa le proprie scelte, io non biasimo nessuno. Ho visto cosa è accaduto con la tromba d’aria a Vallà di Riese: mai più. Abbiamo trasformato la calamità di un paese in un evento mediatico. Ho ben chiari tutti i danni, li ho visti in prima persona, e quando sei in mezzo al pantano non hai bisogno di uno che viene a darti una pacca sulla spalla, perché non te ne fai niente. La gente ha bisogno di sapere che ha un governatore che va a Roma e batte i pugni.

CDV: Ha detto che serve un governatore che vada a Roma a battere i pugni. E se tra qualche giorno a Roma non trovasse più nessuno?

ZAIA: I governi possono cadere e cambiare ma, finché non si va a votare, questo governo è il nostro interlocutore per i fondi dell’alluvione. Chiariamo questo aspetto: se domattina ci dovessero essere le dimissioni del presidente del Consiglio – e io non me lo auguro -, finché non ci sarà un nuovo premier il nostro interlocutore resta Berlusconi. Non ci può essere vacanza di governo. E noi questa partita vogliamo chiuderla nel giro di una mesata.

6 thoughts on “Zaia attacca: “Uno scandalo 250 milioni per i calcinacci di Pompei, il contrasto stride, siamo stufi”

  1. Pingback: Sandro Bondi difende la sua posizione sulla questione pompeiana | Memorie dal Mediterraneo | Archeologia e Didattica

  2. Che lurido provocatore ignorante. Anche nella disgrazia trova modo di attizzare la rabbia dei suoi schifosi sostenitori. Là dove si poteva unire cerca di dividere con una sguaiataggine e una volgarità degna del partito di cui fa parte.

  3. … mica e stupido, cavalca i suoi elettori, io conosco un mare di padani che non vengono al sud per paura come il film! sai quanti purtroppo non conoscono Roma una città qualunque, loro lavorano bevono fanno gruppetto ecc. provinciali, menomale non tutti. Zaia con quei capelli patetici di un mezzo pelato che volete che nascondino sotto……………..grandi speranze huuuuuuu

  4. La lega staccherà la spina al sud, stasera ho visto in tv anno zero e la lega raddoppierà i voti, anche grazie a santoro.

  5. Salve,
    ANARCHIA FISCALE
    siamo arrivati al punto di dichiarare chiaramente di non pagare le tasse e trattenerle per spese…………..a propria discrezione………….ma cose’ anarchia fiscale.

  6. Da buon ultimo, arrivo e commento. Non rifuggggirò da un tono recriminoso!!!
    Nel mondo della cultura è certamente una cosa grave. Molto, ma molto più grave è il commento di Zaia.
    Per carità, comprendo bene il personaggio, che a mio vedere è buono a riempirsi la capigliatura di gel. Dovrebbe però dedicarsi anche a qualche cosa di diverso. Per esempio ogni tanto potrebbe leggere qualche paginetta.
    Magari all’inizio, per non affaticarsi di botto, potrebbe leggere qualche fumetto (inferiore però a “Topolino”, qualcosa come il vecchio “Capitan Miki” o Blek Macigno). Poi, pian piano, altro.
    A scanso di equivoci dico:
    Aiutare le popolazioni venete è doveroso e impellente. E’ uno dei compiti di qualsiasi Stato. Anche del nostro. E aggiungo che perfino i leghisti (Italiani a convenienza) devono essere aiutati in simili circostanze.
    Poi mi chiedo.
    Ma un politico del rango di uno Zaia non sa che nel bilancio dello Stato esistono in bilancio accantonamenti sia per le calamità naturali (determinate dalla mancanza di tutela per l’ambiente con le licenze facili, dall’aver intrappolato i fiumi di pianure con innaturali argini che tolgono lo sfogo naturale ai corsi d’acqua) sia per la tutela dei Beni Culturali?
    E poi, e per finire: ma da un elemento così (calcinacci), cosa ci si può aspettare? Ergo, forse pecco per eccesso, se gli si affidasse il Colosseo, cosa ne farebbe?
    Non rispondete, prego. Rispondo io per voi.
    Lo abbatterebbe, e nella sua area vi farebbe un bel centro commerciale con albergo, beauty farm, ristorante, appartamentini per le “escort” con simpatico concorso di punteggio a premi, e altro.
    E’ una persona che come il suo capo, dalla statura non certo di corazziere, non ha idee. Ha solo interessi!
    Oggi è avvenuto un altro crollo tra i reperti di Pompei. Il suo amichetto Sandrino non ha fatto niente per preservare. Sarà buono ad altre azioni “preservatrici” forse.

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