Cronaca/Interno

Dalla casalinga all’imprenditrice. Corso di burlesque, è boom di iscrizioni

L’arte di spogliarsi approda in Veneto, dal 16 novembre all’Oasi 2000 di Padova. Piume di struzzo e giarrettiere per superare lo stress

 

Il capo ti stressa? Il lavoro ti soffoca? In famiglia nemmeno ti vedono? Ci pensa il burlesque. Piume di struzzo, movenze da pin up e calze autoreggenti per sviluppare sicurezza, ironia e capacità di sdrammatizzare. Parte a Padova la prima scuola di burlesque, pensato come «corso di sopravvivenza per le donne di oggi». Perchè quando stress, doppio lavoro e giornate come alla guerra tolgono il fiato e scatenano l’ansia, lo striptease tra guèpiere e giarrettiere sembra abbia effetto antidepressivo: ricarica, porta grinta, sicurezza di sè. E un esibizione a sorpresa tra le mura domestiche in bustino e autoreggenti, risolve anche il sentirsi «non viste» e «non ascoltate». Così a Padova parte il primo esperimento per imparare a spogliarsi ridendo, sulle orme della mitica Dita Von Teese che nei suoi show si muove sinuosa e irresistibile dentro una simil-coppa Martini gigante. L’appeal che ha acquisito questa tecnica è tale, dalle performance della Von Teese al film «Burlesque» con Christina Aguilera e Cher, che la proposta padovana ha visto prenotarsi «casalinghe disperate» a frotte. Non solo: si sono fatte sentire imprenditrici e manager, gruppi di operaie tramite i Cral aziendali, studentesse e professioniste. L’idea che ha smosso signore e signorine ansiose di buttarsi dietro le spalle faticose giornate di lavoro e ritrovare il gusto di «prendersi con ironia» è di un’esperta di comunicazione padovana, Angela Bigi, che già qualche tempo fa si era inventata «Cinemamme»: al cinema con neonati o bimbi piccoli in una sala attrezzata. Adesso tocca al «metodo salvavita », che nei volantini promozionali è definito proprio «corso di sopravvivenza per donne d’oggi». E prevede «peeling » and «teasing», uso del guanto e del boa, shake and shimmi, bump and grind, snodamento del bacino e dei fianchi, pasties, nappine da seno, tutto per imparare come farle roteare, ventagli di piume, eccetera.

Il corso è ogni martedì sera, dalle 21, dal 16 novembre, all’ «Oasi 2000» di Padova (tel 049/ 8712600), seguirà uno spettacolo di fine anno in un teatro importante, con incasso da devolvere in beneficenza. L’insegnante, fedele alla fiosofia burlesque che prevede ognuna si scelga un personaggio da interpretare e un nome d’arte, fa sapere solo la sua identità artistica: «Ginger Ale», padovana che ha studiato la tecnica a Londra. E spiega che «il burlesque insegna a divertirsi e a divertire, a muoversi con padronanza di sè, a sfilare guanti o calze autoreggenti inchiodando lo sguardo di chi assiste e a sviluppare la femminilità mescolando movenze da pin up con passi di danza e accessori glamour». A Milano e Roma questa arte di spogliarsi in modo sexy e divertente, di cui è regina Dita Von Teese (memorabile il suo show al festival di Sanremo), si insegna già in svariati corsi. Ma per il Veneto è una novità. Altre palestre propongono lezioni che si avvicinano al burlesque, però l’iniziativa di Padova ha l’ufficialità di una docente «laureata» proprio nella disciplina originale.

E se camminare da show-girl, imparare le «pose fotografiche», roteare le nappine da seno o fare dondolare i fianchi possono sembrare giochetti, richiedono invece ore di allenamento e complicati trucchi del mestiere. Perciò ognuna delle lezioni padovane è organizzata in modo da avere prima un momento di riscaldamento yoga e «durante» una buona dose di autostima. Del «pacchetto burlesque» fanno parte anche la «creazione del personaggio», la «scelta del nome d’arte», le coreografie, la gestualità e la capacità di improvvisare: «importantissima per sedurre», come sottolinea Ginger Ale. La proposta degli spogliarelli creativi è già approdata anche al direttivo dell’associazione imprenditrici e potrebbe diventare una delle prossime attività ricreative consigliate alle associate. Anche perchè il progetto dello «spettacolo finale» per beneficenza sta diventando un evento importante, corteggiato dagli sponsor, con tanto di costumiste professioniste assoldate per creare la scenografia delle aspiranti «pin up», tra cui pare ci siano già nomi noti dell’industria e della politica del Veneto.

Francesca Visentin

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