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Airola (BN), Marsicano: approvato il Piano Urbanistico Attuativo

Il Piano Urbanistico Attuativo approvata dalla giunta comunale in data 7.12.10 su proposta dell’assessore Marsicano, dopo un lavoro caparbio e certosino, unitamente alla struttura tecnica dell’ente che nell’occasione si ringrazia, ha ad oggetto uno strumento urbanistico rivolto alla conservazione e valorizzazione del centro storico e dei suoi nuclei antichi classificati come beni e gruppi di beni dall’art. 2.1 della medesima L.R., a contenuto essenzialmente disciplinare secondo la speciale funzione  ad esso attribuita dal richiamato articolo 5 (comma 3)  in quanto deve contenere ” tutte le indicazioni atte a qualificare un progetto d’intervento esteso a tutte le componenti architettoniche, paesistiche ed ambientali,  mediante  dettagliata disciplina attuativa.”-

ü  esso significa un piano esecutivo di attuazione a contenuto essenzialmente disciplinare sia delle modalità di intervento nei comparti perimetrati nel PRG ex articolo 27.1 della legge 457/78, destinati al recupero del patrimonio edilizio esistente significandone le disposizioni necessarie per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni o gruppi di beni di cui all’articolo 2.1 della L.R. 26/02, sia della normativa della zona omogenea A , ove, a mente dell’articolo 10.1 delle N. di A., la  definitiva  sistemazione  potrà essere  attuata dopo la formazione,  ad  iniziativa  del Comune, di Piani Particolareggiati estesi ai comparti delimitati sulla cartografia del PRG…. stante l’equivalenza tra intervento pubblico con quello privato determinata per tutti i PUA dall’articolo 27.1 della L.R. 16/2004;

ü  La specificità di tutti gli interventi va letta, in uno a quelli disciplinati nel Piano del colore per l’edilizia storica,(gia’ approvato e vigente su poposta dell’assessorato all’Urbanistica) strumento regolamentare che “concorre” alla formazione del P.I. sì come approvato con la consiliare n. 6/2008.   Il P.I. è finalizzato alla riqualificazione urbanistica della trama delle percorrenze nei vari nuclei del centro storico in uno alla rigenerazione fisica e funzionale degli invasi spaziali che le delimitano e dei complessi edilizi che su essi prospettano. Progetti portanti in tale sistema diventano: 1. il processo di acquisizione e riuso del Castello Medievale, attualmente di proprietà privata ed in stato di abbandono, in uno alle aree limitrofe collinari ove una progettazione esecutiva mirata potrà definire degli spazi attrezzati di godimento del bene monumentale da assoggettare a recupero scientifico di mantenimento senza possibilità di riuso o ricostruzione, 2. il processo di miglioramento della fruibilità dei percorsi interni al centro storico mediante l’integrazione con nuovi spazi attrezzati per il verde ed i parcheggi e la rigenerazione delle componenti formali ed impiantistiche secondo precise regole sui materiali, per mezzo  di successive progettazioni esecutive; 3. la rigenerazione di isolati distinti per unità minime di intervento attraverso comparti di trasformazione che possano garantire ai privati riuniti in consorzi volontari modi di ristrutturazione urbanistica conformemente alle indicazioni  sulle tecniche, materiali e armature compositive che il P.I. fornisce nelle Norme.

ü  Per il soddisfacimento di tali intendimenti vengono individuati due sistemi operativi o procedimentali: 1. l’apposizione di vincolo di destinazione e salvaguardia preordinato all’esproprio su aree e/o manufatti, 2. l’esecuzione, ad iniziativa privata, di trasformazioni edilizie ed urbanistiche anche per Unità Minime d’Intervento.

ü    Nel primo caso trattasi di sottoporre a vincolo fondi in collina di Monteoliveto con il Castello in esso incluso, spazi urbani inedificati, edificati e pertinenziali  .

ü  Nell’altro trattasi di individuare comparti omogenei da riqualificare mediante comparti edificatori (art. 33 L.R. 16/04) a valere quali programmi integrati di riqualificazione edilizia siccome alla disciplina di cui alla L. 179/92 ed alla L.R. 3/96. Contribuiscono all’intero processo “pensato” per la riqualificazione, gli interventi sulle strutture a rete e sui fabbricati “pubblici” in disuso sicchè costituiscono parte integrante di essi le progettazioni esecutive di cui l’Ente è già dotato anche per altre finalità (POR, L.R. 51/78 ecc) : in particolare, quelli rivolti al recupero ed alla rinnovazione d’uso dei beni immobili (l’ex MACELLO alla via Lavatoio, la ex Chiesa del Carmine in corso Matteotti, la ex Piazza Mercato, la piazzetta S. Michele) e dei sistemi d’urbanizzazione mediante riorganizzazione degli spazi urbani e delle reti tecnologiche (il quartiere Portisi, il percorso “Monteoliveto”)

ü  CONCORRONO, poi, alla costituzione del P.I. : Il Piano del Colore per l’edilizia storica (art. 6,L.R. 26/02 ed art.11 del Regolamento 376/03, sì come al progetto approvato con delibera di Consiliare n. 6 del 03.07.2008, Il Programma di Valorizzazione del centro, dei centri e dei nuclei storici ex (art.1.2, L.R. 26/02 ed art. 2 del Regolamento 376/03) sì come al progetto approvato con delibera di Consiliare n. 6 del 29.03.04 (per intero riportato nell’ALLEGATO 2 alla tavola 17),

 

Sostanzialmente con la successiva pubblicazione nel BURC nel mese di Gennaio 2011:

su un ampia area adiacente al Castello medievale e sul relativo rudere viene apposto vinvolo di destinazione e espropriativo quinquennale;

inoltre nelle succitate aree del centro storico , viene approvato un piano di riqualificazione urbana;

entro 5 anni puo’ essere approvato il progetto che comporta la dichiarazione di pubblica utilita’ delle opere ivi previste;

l’approvazione del lavoro svolto, dara’ preferenza per il Comune di Airola a finanziamenti Regionali, statali ed europei per l’attuazione delle opere definitive;

Nella qualita’ di Asssesore esprimo grande soddisfazione per la innovativa programmazione avviataed attuata;

finalmente si pongono in essere  atti concreti e propedeutici per consentire l’acquisizione e la riqualificazione del castello e dell’annessa area della collina di monteoliveto;

finalmente si pone mano ad una riqualificazione del centro storico, sfuggendo alla sterile politica dei PRG, che spesso si articolano in una cementificazione diffusa, trascurando i centri storici, dove e’ possibile recuperare nuovi volumi, senza aggredire l’ambiente e il territorio.

Assessore urbanistica ed edilizia

Dott. Giuseppe Marsicano

 

Riceviamo & Pubblichiamo

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