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Fli, Pontone lascia e torna al Pdl

Roma, 17 feb. (Adnkronos) – Dopo Giuseppe Menardi, anche il senatore Franco Pontone è in procinto di lasciare il gruppo di Futuro e libertà. La decisione, a quanto si apprende da fonti della maggioranza, è presa. L’ex amministratore di An, da tempo in ‘sofferenza’ in Fli, non solo sta per formalizzare il suo addio al gruppo nel giro di poche ore, anche se gli è stato chiesto un rinvio di qualche giorno, ma avrebbe deciso di tornare al gruppo del Popolo della libertà.

Il mattino a palazzo Madama non ha insomma l’oro in bocca per i senatori futuristi che vedono sempre più a rischio la sopravvivenza del gruppo. E se anche la notizia di un incontro tra il presidente della commissione Finanze Mario Baldassarri e Gianfranco Fini rappresenta già qualcosa rispetto all’assenza di comunicazioni post-Assemblea costituente, l’esito del colloquio non sembra aver schiarito le idee a chi non sa se sentirsi lasciato a se stesso o tenuto ad adeguarsi a una linea che pare essere decisa una volta per tutte.

Nel ‘transatlantico’ del palazzo peraltro quasi deserto dopo una seduta dedicata a un’interrogazione sui licei musicali, chi ha parlato con Baldassarri riferisce di un incontro con il presidente della Camera in cui Fini avrebbe manifestato la determinazione totale a proseguire lungo la strada intrapresa: quello che dovevo dire l’ho detto a Milano, sarebbe stato il succo del discorso. La linea è questa e non cambia. Quanto alle nomine, il presidente avrebbe fatto capire che il tira e molla e le beghe tra i possibili numeri 2 del partito erano arrivati a un livello non più tollerabile.
A questo punto, al Senato, da un lato è aperta la ‘caccia grossa’ al finiano arrabbiato e/o abbandonato; dall’altra, spiega un senatore, chi non se la sente di buttare a mare l’esperienza maturata in questi anni, sta studiando la praticabilità di un gruppo del Nuovo polo per l’Italia insieme ai centristi, Api, Mpa. Al momento, nessuno parrebbe intenzionato a tornare, puramente e semplicemente, nel Pdl.
Nel frattempo però il vicepresidente di Fli Italo Bocchino ha convocato per venerdì 18 febbraio alle 13, presso la Sala Poli di Palazzo Marini (via Poli, 13), la prima riunione della segreteria politica nazionale, composta da membri non parlamentari, indicati durante l’Assemblea Costituente di Milano.
Dal canto suo Adolfo Urso ha smentito quanto riportato stamane da alcuni quotidiani. “Come noto a tutti i giornalisti che lo hanno ripetutamente contattato, Adolfo Urso in questi ultimi giorni non ha espresso alcun commento né rilasciata alcuna dichiarazione alla stampa. Ogni frase a lui attribuita risulta pertanto del tutto priva di ogni fondamento”, riferisce l’ufficio stampa del deputato di Fli.
In un articolo comparso sul ‘Corriere della sera’ si parla di un Urso tormentato dal “cinismo di Gianfranco”. “Perché io – avrebbe confidato secondo il quotidiano milanese — ho dato tutto e messo tutto in gioco. Persino in famiglia, dove c’era chi non condivideva la mia scelta”.
“Non entrerò in Fli al Senato, né in un eventuale gruppo del Nuovo polo a palazzo Madama”, dice all’ADNKRONOS Adriana Poli Bortone, leader di Io Sud, che mostra una certa delusione rispetto al percorso imboccato dai futuristi: “Sono stata a Mirabello e a Bastia Umbra. Mi hanno anche invitata all’Assemblea costituente di Milano, dove ho mandato un messaggio. Il problema – prosegue – è che io ho la mia idea di partito per il Sud. Se qualcuno vuole confrontarsi e mettere insieme delle idee, ne possiamo parlare”. “Il Nuovo polo di per sé, senza sapere per cosa e con chi, sinceramente, dopo un anno di attenzione verso di loro, adesso non ne vedo le ragioni. E poi – continua – non è chiaro cosa stanno disegnando, né chi ne sarà il condottiero, né se è solo un contenitore in vista delle elezioni. Le quali, peraltro, mi paiono una prospettiva più lontana”.
Per Sofia Ventura, docente in Scienza politica all’Università di Bologna e autrice del j’accuse contro le veline pubblicato sul web-magazine di ‘Fare Futuro’, ”Fini dovrebbe valutare i pro e contro della sua scelta di restare alla Camera. Conservando la presidenza ne risente la sua leadership e questo pregiudica il suo progetto politico proprio nella fase nascente”. La Ventura ribadisce l’invito a Fini a dimettersi da presidente della Camera per riprendere in mano le redini di Futuro e libertà, soprattutto ora, dopo le divisioni emerse a Milano. ”Capisco che la presidenza della Camera – dice Ventura all’ADNKRONOS – è una posizione di potere, ma mi chiedo se non sia più importante sul piano dell’effetto sull’opinione pubblica muoversi liberamente da deputato semplice e leader effettivo di Fli, presentandosi anche in tv come sta facendo Casini. Libero dai lacci e lacciuoli della terza carica dello Stato, Fini potrebbe consolidare pienamente la sua leadership e risolvere più facilmente i conflitti nati dentro Fli in questi mesi”. La ”verità”, avverte, è ”che non riesce a convincere che il suo progetto politico è vincente”. ”Certamente – spiega – a Milano Fini ha preso delle decisioni importanti e coraggiose come quella di nominare un laico vero come Della Vedova capogruppo del partito”. Ma non basta: deve lasciare lo scranno più alto di Montecitorio e ”occuparsi in prima persona del suo nuovo soggetto politico”. Ora Fini ne perde in ”efficacia politica”.

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