Cronaca/Interno/Scienza e Tecnologia

INGV: Una collaborazione tra geofisici ed etno-antropologi in un progetto per l’Africa e l’Asia

Il progetto FP7 MIA-VITA (Mitigate and assess risk from volcanic impact on terrain and human activities) è volto a fornire le migliori informazioni alla popolazione locale sui rischi naturali, pianificazione organizzata,  prevenzioni e strumenti per aiutare le etnie locali a percepire meglio il rischio, in collaborazione con le strutture gestionali nazionali (MINADT) ed  i regni locali nella regione di Fako, Cameroon

 

 

MIAVITA è il progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del settimo programma quadro (2008-2012) per la mitigazione e la gestione del rischio vulcanico nei paesi in via di sviluppo. L’iniziativa è stata avviata ad ottobre 2008 ed ha una durata di 48 mesi. Vi partecipano quindici enti, tra cui l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

L’INGV ha l’obiettivo di monitorare sia da satellite che da terra il Mt. Cameroun, l’Isola di Fogo,  il Merapi e alcuni siti delle Filippine.

Il progetto compendia la ricerca scientifica per lo studio ed il monitoraggio vulcanico con l’analisi degli aspetti  socio – economici delle comunità resilienti, in collaborazione con i partner camerunensi di MINIMIDT (Ministere de l’Industrie, Mines et du Developpement Technologique).

“Lavorando intorno al Mt. Camerun, abbiamo portato a termine 108 interviste sul campo raccolte in diversi contesti (famiglie allargate, chiefdoms, quartieri periferici, ecc.) di diverse etnie e religioni; sia i  dati etno-antropologici, che quelli raccolti in campo geologico, idrologico, e vulcanologico sono stati integrati in un ambiente interattivo GIS prodotto da MINIMIDT”,commenta l’etno-archeologa  Maria Ilaria Pannaccione Apa dell’INGV, che in un poster presentato all’EGU 2011 spiega in maniera chiara e dettagliata il progetto (Vedi poster allegato).

D’altro canto i geofisici lavorano sul sistema di prevenzione basato su una valutazione della pericolosità vulcanica e la realizzazione di scenari di danno.

Ma quali sono gli obiettivi principali dell’iniziativa, ce lo racconta la vulcanologa Maria Fabrizia Buongiorno, responsabile dell’Unità Funzionale di Telerilevamento dell’INGV,  in un’intervista che sottolinea l’importanza di gestione delle crisi vulcaniche, attraverso lo studio di un monitoraggio a costi sostenibili adatto ai paesi in via di sviluppo e basato sulla combinazione di dati satellitari e non, di un sistema rapido di allertamento e di un sistema efficace e sicuro di comunicazione.

Potete ascoltare il suo contributo audio su http://www.freerumble.com/audio.php?t=audio&id=1244. Lo scopo della riduzione della vulnerabilità e sviluppo di capacità di recupero post-evento avrà come soluzione finale anche la stesura di un handbook – o linee Guida – in inglese, francese e spagnolo per il training finale. Il libro sarà divulgato nei paesi in via di sviluppo, con lo scopo di fornire uno strumento di interazione nella gestione delle crisi vulcaniche tra la parte operativa e la parte scientifica.

egu_11_poster__cc-2.pdf

Sonia Topazio (Capo Ufficio Stampa INGV)

ufficio stampa@ingv.it

06.51860543-515

Per maggiori informazioni: mariafabrizia.buongiorno@ingv.it. mariailaria.pannaccioneapa@ingv.it

Riceviamo & Pubblichiamo

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