Cronaca/Interno/Scienza e Tecnologia

Al via la seconda spedizione del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” condotta dall’associazione italiana “Macromicro” in collaborazione con l’Ingv

I grandi cambiamenti della Terra, che coinvolgono l’atmosfera e il clima, condizionano pesantemente la biosfera e l’ambiente dell’uomo. Questi cambiamenti sono dimostrati da termometri terrestri precisi e molto affidabili: i ghiacciai.

 

L’esperienza degli ultimi cento anni sullo studio dei cambiamenti climatici ha prodotto molta letteratura e illustri climatologi si sono riuniti in panel mondiali per discutere del problema.

Tra i tanti protagonisti nel campo naturalistico/ambientale grande contributo alla scienza arriva dall’associazione italiana no profit “Macromicro” impegnata nel progetto fotografico-scientifico dal titolo: “Sulle Tracce dei Ghiacciai”, volto a studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai montani più importanti della Terra.

A fine luglio un team specializzato di esperti alpinisti, ricercatori e fotografi partirà per il Caucaso (sistema montuoso che si allunga per circa 1100-1200 km tra il Mar Nero e il Mar Caspio), per effettuare fotografie e per compiere misurazioni glaciologiche. Il tutto verrà seguito da una troupe televisiva specializzata che girerà un documentario in alta definizione sulle attività della spedizione.

Il team della spedizione è composto da grandi nomi tra cui anche quello del ricercatore Stefano Urbini dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il fotografo Fabiano Ventura, i glaciologi Kenneth Hewitt e Riccardo Scotti, il regista Marco Preti e il cameramen Luca Venchiarutti. A seguire il lavoro del team sarà un apposito Comitato Scientifico costituito da illustri nomi nel panorama scientifico internazionale, come Claudio Smiraglia (Professore Ordinario presso la Facoltà di Scienze dell’ “Università Statale di Milano”), Kenneth Hewitt (Professore Emerito di Geografia e Studi Ambientali e ricercatore associato del “Cold Regions Research Centre” della “Wilfrid Laurier University” a Waterloo-Ontario, Canada), Christoph Mayer (dell’ “Accademia delle Scienze di Monaco di Baviera” e membro della “Commissione Glaciologia Tedesca”). La spedizione in Caucaso, che durerà dal 28 luglio al 1 settembre 2011, è la seconda di un piano di cinque spedizioni (il Karakorum, il Caucaso, l’Alaska, le Ande e le Alpi) in tre continenti, previste per avere, a fine progetto, il polso della situazione a livello mondiale. La prima, che si è svolta in Karakorum nel 2009, ha avuto un grande successo scientifico e mediatico.

 

 

 

 

Il nostro scopo- affermano Fabiano Ventura e Stefano Urbini dell’INGV, rispettivamente fotografo e esperto glaciologo del progetto- è quello di ripetere le fotografie di antichi esploratori di fine Ottocento – inizio Novecento per compararle con le nuove immagini da noi realizzate e scattate dallo stesso punto geografico, per studiare ed evidenziare le variazioni in atto sul pianeta Terra. I glaciologi sul campo- continua Ventura- faranno misurazioni e acquisiranno dati, che, associati alle immagini comparative, daranno risultati che riferiranno sui cambiamenti climatici associati ai ghiacciai. In definitiva, vorremmo sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche legate alla gestione sostenibile delle risorse naturali”.

Secondo quanto evidenziano dagli esperti, gli scatti fotografici in Caucaso seguiranno i percorsi dei pionieri, che nella storia hanno preceduto i nostri attuali protagonisti.  Solo per ricordare qualche nome in campo italiano: le opere fotografiche di Vittorio Sella (1889, 1890 e 1896), Mario Piacenza (1910), Vittorio Ronchetti (durante gli anni ’10 e ’20 del secolo scorso) e Andrea Pollitzer (1929), o dei grandi pionieri stranieri come Hermann Woolley, Albert Frederik Mummery, Douglas William Freshfield, Mor Dechy e Vilem Heckel.

Molti ghiacciai stanno scomparendo (entro il 2050 l’88% è a rischio estinzione), ma dai risultati ottenuti dalla prima spedizione, si può dire che molti ghiacciai del Karakorum sono stabili e alcuni addirittura sembrano in crescita. E come saranno i dati della spedizione in Caucaso? Non ci resta che seguire le orme del team, soprattutto sul sito web www.macromicro.it, che verrà aggiornato dagli stessi esperti, in tempo reale, sia in lingua inglese che italiana, durante tutto il tempo di svolgimento della spedizione.

Per illustrare le attività svolte sul campo, al ritorno dalla spedizione, è prevista anche l’organizzazione di una conferenza stampa presso la sede centrale dell’ “Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia”.

Gli sponsor dell’avventurosa missione sono: “Enel Green Power” – “Montura” – “Digital Fotoroma” – “Mclink” – “Archivio Pollitzer”

Gli sponsor tecnici sono: “Montura” – “Lowepro” – “Ferrino” – “Mclink” – “La Sportiva” – “Digital Fotoroma” – “Gitzo” – “Fujifilm” – “Intermatica”

Media partner: “Radio 24” – “Terra” – “SD Cinematografica” – “Centro Epson Meteo”

Il documentario sulla spedizione verrà prodotto e distribuito da “SD Cinematografica”

Sonia Topazio

 

Per maggiori informazioni:

Stefano Urbini  stefano.urbini@ingv.it 06.51860369

ufficio stampa@ingv.it

 

Stefano Urbini

Geologo, PhD in Geofisica lavora come ricercatore all’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, dove svolge la sua attività di ricerca nel campo delle prospezioni geofisiche applicate alle risorse ambientali. Ha partecipato a 13 spedizioni scientifiche in Antartide organizzate dal Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA) delle quali 4 come membro del progetto internazionale “ITASE” (International Trans Antarctic Scientific Exploration) finalizzato alla determinazione della storia climatica degli ultimi 250 mila anni.  E’ stato membro della spedizione “Kamil crater” (Egitto) volta alla caratterizzazione geofisica di un cratere d’impatto meteoritico nel deserto del Sahara nell’ambito degli accordi italo-egiziani EISY 2009 (Egypt-Italy Science Year 2009). Inoltre ha collaborato, in qualità di esperto in geofisica applicata, con la commissione preparatoria dell’ONU per la messa al bando dei test nucleari (CTBTO) nell’ambito delle On Site Inspections (OSI).  Attualmente è impegnato con il progetto SHARE-PAPRIKA (gestito dal Consorzio Ev-K2-CNR) su una ricerca volta alla determinazione dello spessore del ghiacciaio del Baltoro (Karakorum) tramite misure di Radio Echo Sounding.

 

 

Stefano Urbini

Geologist, PhD in Geophysics, he is a researcher of the Italian National Institute for Geophysics and Volcanology (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Rome – Italy) where he is involved in the application of geophysical techniques in the field of environmental resources.

He took part in 13 scientific expeditions in Antarctica managed by the Italian National programme for Antarctic researches (PNRA). In four of them, he was a member of the International Trans Antarctic Expedition (ITASE) programme, focused on the study of the last 250 thousand years climate changes.

He was a member of the Kamil Crater expedition, with the aim of geophysical characterization of an impact crater in the Sahara desert on behalf of the EISY 2009 (Egypt-Italy Science Year, 2009) agreement.

He  collaborated, as applied geophysics expert,  with the preparatory commission for the Comprehensive nuclear-Test Ban Treaty Organization (CTBTO) on the field of the On Site Inspections (OSI).

He is the INGV scientific responsible of the “Determination of the ice thickness of Baltoro glacier by radar measurements” in the frame of SHARE-PAPRIKA project managed by the Ev-K2-CNR consortium.

 

Riceviamo & Pubblichiamo

 

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