Cronaca/Giustizia/Interno

In corso il processo per l’omicidio di Sarah, Sabrina piange

Taranto, 10 gen. (TMNews) – E’ in corso la prima udienza del processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne uccisa il 26 agosto del 2010 ad Avetrana. In aula, all’interno della gabbia, ci sono anche Sabrina Misseri e Cosima Serrano. Le due donne, accusate di omicidio, sequestro di persona e occultamento di cadavere, sono le uniche due detenute per il delitto della quindicenne.

Sabrina, la 24enne accusata per l’omicidio della cugina, piange, in disparte nella gabbia degli imputati dell’aula. Aveva chiesto di essere protetta, non voleva essere ripresa dalle telecamere e dai flash dei fotografi, e oggi resta indietro, alle spalle della madre Cosima. Capelli lunghi, cappotto nero, i suoi occhiali da vista neri, Sabrina si passa spesso un fazzolettino sugli occhi. La madre, ferma e imperturbabile è davanti, mani conserte, gli occhi fissi all’aula.

I rappresentanti legali della famiglia di Sarah hanno chiesto che le riprese vengano sospese quando in aula saranno mostrate le foto della vittima. C’è chi si è alzato presto e ha viaggiato, chi vive a Taranto e ha sempre seguito le vicende del caso Scazzi e oggi vuole esserci: 70 persone sono state ammesse ad assistere all’udienza, previo apposito pass. Occupano la sinistra dell’aula, dall’altro lato dei giornalisti. “Sono situazioni che fanno male al cuore, mi vengono le lacrime agli occhi”, dice un’anziana signora,che spera “i colpevoli vengano puniti”. “Abbiamo seguito tutto fin dall’inizio – spiegano altre due donne – e secondo noi il colpevole è nella famiglia: Sarah è entrata in quella casa e non è mai più uscita”.

Una donna, si passa una mano sugli occhi: “Io ho una figlia, sono passata prima al cimitero, da Sarah”. Nell’aula della Corte di Assise la prima ad arrivare stamattina è stata Concetta Serrano, la madre di Sarah. La donna in silenzio, è entrata nell’aula accompagnata dal marito Giacomo e dal figlio Claudio e dagli avvocati di parte civile Valter Biscotti, Nicodemo Gentile e Antonio Cozza. Il volto contratto ed emaciato, si è seduta nella seconda fila, dietro ai difensori dei principali imputati, assediata dalle telecamere e dai flash dei fotografi, è rimasta in silenzio, immobile.

Cosima è in carcere dal 26 maggio 2011, Sabrina dal 15 ottobre 2010 e la giovane risponde anche di calunnia ai danni della ex badante di casa Scazzi. Alla sbarra anche Michele Misseri, marito e padre delle due donne. Il contadino di Avetrana è accusato di occultamento di cadavere. Dello stesso reato rispondono, secondo l’accusa, anche il fratello di Misseri, Carmine, e il nipote Cosimo Cosma. Infine, sono imputati per favoreggiamento personale Antonio Colazzo, Giuseppe Nigro, Cosima Prudenzano (parenti del fioraio Giovanni Buccolieri che raccontò di aver visto, il 26 agosto 2010, Cosima intimare in strada a Sarah di salire in auto dove per l’accusa c’era anche Sabrina, salvo poi ritrattare e spiegare che si era trattato di un sogno) e Vito Russo, ex legale di Sabrina, accusato anche di intralcio alla giustizia. In aula, nei prossimi mesi, compariranno più di 200 testimoni.

La Corte di Assise è composta da donne: il presidente Cesarina Trunfio, il giudice a latere Fulvia Misserini, e sei giudici popolari. I togati dovranno decidere del destino dei 9 imputati.

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