Cronaca/Economia/Fisco/Interno

Befera: dove passa Attilio non cresce più l’erba

L’altrieri, una notizia ferale è comparsa nell’etere: “Attilio Befera è stato confermato direttore dell’Agenzia delle entrate dal Consiglio dei ministri su proposta di Mario Monti, nella sua veste di ministro dell’Economia”. Il “tronista del fisco”, l’immaginetta dello Stato ladrone e canaglia (uso le parole di Giannino e Ostellino) ha avuto confermato l’incarico che, salvo conguagli, vedrà riconfermato quel suo stipendietto da fame che, spicciolo più spicciolo meno, è di circa mezzo milione di euro all’anno.

Nonostante a Monti faccia schifo il posto fisso, al gran capo dei gabellieri ha assicurato il lavoro a tempo indeterminato e, con ogni probabilità, da oggi (salvo maltempo) avremo modo di godere delle etero-apparizioni di quel grand’uomo di Stato che capeggia Equitalia. Al solito, riciclerà le peggio battute che più vanno di moda in questi tempi di “ingsoc”, del tipo: “Chi fa lavori in nero dà il pane avvelenato ai propri figli”! “Chi non paga le tasse ruba i soldi agli altri”! “L’evasore è un parassita della società”!

Che fare, accettare pedissequamente queste banalità demagogiche? Oppure, rispondere sissignore? No.

Partirei col citare Guido Crosetto, parlamentare pidiellino che del dirigente equitaliano ha detto: “Befera? Non è tanto a posto. Si è montato la testa per tutte queste interviste e comparsate tv. Befera – ha aggiunto Crosetto alla Zanzara – è stato messo lì per un patto tra Tremonti e Il Sole 24 Ore”. Quando si dice poteri forti…

A cotanta chiarezza aggiungerei qualche ragione sostanziale per smetterla di subire gli insulti dei corifei della gabella altrui, che guardano ad Equitalia come al messia sulla terra. Quando vi dicono che le tasse servono per avere in cambio i servizi pubblici, rispondete loro che non è vero e ricordategli che le imposte servono a mantenere un parafernale di parassiti che non ha eguali in tutto l’Occidente. Fior di studi lo dimostrano. Ricordate loro, inoltre, le inchieste sui dipendenti del Comune di Roma fatta dalle “Iene” (che è solo la punta dell’iceberg Italia), sui miliardi di euro spesi per fare guerre in mezzo mondo benché la Costituzione (che i “Befera-boys” amano tanto) le guerre le ripudia, oppure ancora sulla montagna di altrettanti miliardi che le mezze maniche (e i politici) intascano per realizzare opere pubbliche o appaltare servizi ospedalieri, che alla fine della torta vengono a costare 5, 10 volte tanto ai contribuenti.

Ricordategli notizie come questa: “Da 20 anni aspetta risarcimento, ma Equitalia le pignora lo stipendio”. Tutto ciò grazie ad un sistema giudiziario che – come han dimostrato le inchieste del nostro James Condor – è di gran lunga il più inefficiente, iniquo e sanzionato di tutta Europa. La Turchia ci fa un baffo.

Vien da ridere quando “Brokeback Monti” parla di equità. Il sistema fiscale italiano è quanto di più iniquo esista: redditometri, studi di settore, patrimoniali fatte in corso d’opera, IMU, IRAP (la tassa sulle perdite aziendali), accise, i quasi duemila (2000) balzelli esistenti che han portato la pressione fiscale al 70%, le 250.000 leggi in vigore, i circa 10 milioni di parassiti che non producono nulla e percepiscono stipendi pubblici e para-pubblici (che fanno PIL), una casta voracissima. Questo è il paese dell’Equitax! Che ci resta da fare?

Un tempo c’era Attila. Oggi, c’è Attilio, al quale si può applicare lo stesso detto che rese celebre il re degli Unni: dove passa lui non cresce più l’erba. Ovvio che nessuno investa un euro in Pulcinella-land. Per chi fa impresa il costo annuale della sola burocrazia è pari a 12.000 euro all’anno (fonte PriceWatersHouseCooper), una tassa ulteriore sotto mentite spoglie. C’è chi se ne va di corsa, chi rimane e accetta passivamente che il cappio che gli stringe il collo finisca col soffocarlo e chi ha scelto orgogliosamente di difendersi, di resistere.

Dato che esula dai doveri dell’uomo quello di farsi sottomettere sino al punto da essere ridotto in schiavitù, è tempo che una rivolta seria prenda definitivamente corpo, con o senza forconi. Il limite della sopportazione è ampiamente superato.  (di LEONARDO FACCO – lindipendenza.com)

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