Cronaca/Interno

Sara Scazzi, testimone: “Sabrina disse come era vestita Sarah”. Ma come poteva saperlo?

TARANTO – «Sabrina Misseri mi disse come era vestita Sarah il giorno della scomparsa». Arriva a sette ore dall’inizio della sesta udienza per l’omicidio della 15enne di Avetrana la dichiarazione che mette in difficoltà la difesa di Sabrina Misseri e rende traballante l’alibi della 23enne accusata in concorso con la madre di aver ucciso Sarah, strangolandola, il 26 agosto del 2010. A smentire Sabrina, che ha sempre dichiarato di non aver mai incontrato Sarah il pomeriggio della sua scomparsa, e dunque di non poter sapere cosa indossava, è stato Alessio Pisello, il ragazzo di Avetrana che faceva parte della comitiva di Sabrina e Sarah.

Pisello, interrogato dai pubblici ministeri Mariano Buccoliero e Pietro Argentino e contro esaminato dai difensori dei nove imputati, è stato uno dei sette testimoni comparsi ieri dinanzi alla corte d’assise nelle dieci lunghe ore di udienza. Pisello dunque sostiene che Sabrina già pochi minuti dopo l’allarme per la scomparsa di Sarah, quel pomeriggio del 26 agosto, le indicò l’abbigliamento da mare che indossava la cuginetta. Al telefono disse di averlo saputo da Concetta, la mamma di Sarah, ma la donna in aula e durante l’intera istruttoria ha invece smentito.

Ad aprire il dibattimento era stata Alessandra Spagnoletti, 13 anni a marzo, sorella di Mariangela, la migliore amica di Sabrina Misseri. Alessandra il pomeriggio del 26 agosto 2010 doveva andare al mare con la sorella, Sabrina e Sarah. «Siamo arrivati davanti a casa Misseri – ha ricordato la ragazzina – e Sabrina era già fuori, sulla strada. Sarah ancora non era arrivata. Sabrina ci chiese se l’avevamo vista. Poi l’ha chiamata al cellulare ma disse che dopo un paio di squilli, cadeva la linea. Sabrina era molto preoccupata, aveva gli occhi lucidi e diceva l’hanno presa, l’hanno presa. Noi le dicevamo stai tranquilla che ora la cerchiamo. Sabrina era sempre preoccupata. Siamo andati da Concetta, poi siamo tornati a casa di Sabrina dove abbiamo trovato Michele Misseri in strada, vicino alla sua auto».

Dichiarazioni confermate da Mariangela Spagnoletti che si è confermata anche ieri in aula una delle principali testimoni a favore dell’accusa, e che ha poi raccontato alla corte come ha conosciuto Sabrina e quali erano i rapporti con Ivano e Sarah. «Frequentavo Sabrina dal dicembre 2009, quando diventai sua cliente. Da lei ho conosciuto anche Sarah. A giugno 2010 poi iniziato a frequentare gli altri componenti comitiva come Ivano Russo e Ivano Pisello. Ci vedevamo ogni giorno. Io sapevo che a Sabrina piaceva Ivano. Le mi parlava sempre di Ivano e mi disse che gli interessava come ragazzo. Me lo ha detto appena sono diventata sua cliente. Voleva avere una storia con lui. Sabrina gliel’ha anche detto a Ivano e glielo faceva capire in mille maniere. Sabrina mi diceva di continue liti con Ivano perchè era ambiguo, la trattava male. Una volta gli fece una scenata di gelosia perché stava parlando con una ragazza. Anche con me si è arrabbiata una volta sulla spiaggia perché Ivano si sedette accanto a me, aggiungendo che se lei non ci fosse stata chissà cosa io avrei fatto con Ivano».

Mariangela poi ha spiegato cosa accade la sera del 25 agosto, con la famosa frase «si vende, si vende per due coccole» detta da Sabrina nei confronti di Sarah, aggiungendo che secondo lei «Ivano coccolava Sarah ma come segno di protezione, non penso che aveva interessi verso quella che in fondo era una bambina. Sabrina, però, con qualche frase mi fece capire di essere gelosa di Sarah».

Un colpo alla ricostruzione dell’accusa è venuta, però, dalla deposizione dell’imprenditore di Avetrana Giuseppe Olivieri, presso il quale due donne, la moglie del super testimone Antonio Petarra (che vide Sarah alle 13.50 andare verso casa Misseri) e un’altra signora, facevano le pulizie. Le due donne la scorsa udienza hanno detto ai giudici che andavano a fare le pulizie ogni giorno dalle 14 alle 17: Olivieri ha invece ridimensionato il loro impegno lavorativo ad appena un’ora alla settimana, senza peraltro un orario prestabilito di inizio. Prossima udienza il 28 febbraio.  (di MIMMO MAZZA – lagazzettadelmezzogiorno.it)

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