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Ho conosciuto Valentina Nappi

È una mattina di caldo napoletano e quasi non si respira. La città è completamente deserta: in Italia c’è crisi, ma le vacanze rimangono un rito irrinunciabile. Valentina viene dal paese in cui sono nato – Pompei. In marzo, avevo letto la sua intervista sul Corriere della Sera on-line per la rubrica “Solferino – 28 anni”. Ero a Londra per una conferenza sul sistema bancario dell’Unione Europea e mentre gli speakers parlavano ad una sala addormentata, ho iniziato a spulciare il suo blog. Le ho scritto immediatamente: una lunga e-mail che forse lei non ha mai letto.

Ero curioso, anzi forse addirittura ansioso di conoscerla. Di capire perché una ventenne di Pompei volesse fare la pornostar: non l’attrice hard, la “pornostar”. Valentina sostiene di voler diventare un’icona e – per questo – mi era sembrata a prima “lettura” una megalomane esibizionista, sul genere dell’americana Sasha Grey: conoscendola, mi sarei ricreduto.

Per effetto della deformazione professionale da “lobbista”, guardo sempre con attenzione le persone che incontro per la prima volta: le scruto, le osservo in cerca di tic e debolezze. Guardando Valentina per la prima volta, ho capito immediatamente che non ha l’insicurezza tipica delle esibizioniste. Per la verità, non è nemmeno sicura di sé in modo violento e antipatico: la sensazione dominante è quella di aver a che fare con una persona serena. Non è una ragazza che pretende di conoscere il mondo, ma una curiosa che non si vergogna di apprendere. Ha delle idee forti che esprime a volte con eccessiva durezza: ma ha anche una capacità d’apprendimento e d’ascolto inusuale per le ragazze della sua età.

Vista dal vivo, Valentina ha un culo divino: avete presente quella canzone di Gino Paoli che parla di Parigi e dice “ma cosa guardi intorno, pensiamo invece a lei, io metterei il suo culo tra i trofei… un culo bianco e tondo che non finiva mai, meglio dei paradisi di Versailles…”? Parlandole, si comprende immediatamente il suo amore viscerale ed il profondo rispetto per il lavoro che fa. Ha lo stesso entusiasmo di una neolaureata in archeologia alla vista del Colosseo e tradisce l’emozione e il desiderio di dimostrare che è all’altezza. Valentina non vuole piacere: si piace. Quando commenta il suo lavoro, appare perfettamente consapevole dei suoi punti deboli, dei suoi errori e della sua inesperienza: la sua capacità autocritica e la sua auto-ironia sono forse ancora più belle del suo culo. Valentina ha l’orgoglio della pioniera, ma la sua consapevolezza è talmente candida che non da fastidio.

Non ho notato alcuna differenza tra la sua recita ed il suo modo di comportarsi quando interagisce con me. Che si tratti di praticare una fellatio multipla o di parlare di religione con il sottoscritto, Valentina non abbandona il suo naturale ghigno di appagamento: che sia sessuale o culturale, non fa alcuna differenza. Siamo andati ad una mostra di foto di Kubrick. Osservando le foto, mi ha detto che trova naturale concentrarsi sulle luci e sul fuoco: mentre le guarda, il suo occhio è esperto e non tradisce emozioni.

All’uscita, qualcuno ci ha rincorso e le ha chiesto se fosse lei, se fosse veramente Valentina Nappi. Quando questo ragazzo ha detto “sono un tuo ammiratore”, per un attimo mi è sembrato che intendesse dire: “sono un ammiratore della tua sfida”. Lo ha detto come si potrebbe dire di ammirare un artista, un musicista o uno scrittore.

Sembra strano da dire, ma Valentina non va in strada con l’obiettivo di attirare l’attenzione: se pensate alle provocazioni “da gossip” delle tette al vento e dei vestitini alzati, siete sulla strada sbagliata. Parimenti, se pensate che sia timida o pudica, non avete capito nulla. Semplicemente, Valentina va oltre il pudore: in quest’ottica di pensiero non esiste lo scandalo poiché non esistono i parametri per qualificare un comportamento come scandaloso.

A tavola è una iena: mangia con voracità e con gioia. Il suo rapporto col cibo sembra riflettere il suo rapporto con il sesso: crapulone e intenso, e tuttavia alla costante ricerca della qualità estrema. Nella scelta dei ristoranti è quasi pedante, ma la curiosità che ha verso il cibo – verso la perfezione della cucina – è un elemento caratteristico della sua personalità. Valentina ama la pulizia del gesto, tipica della cultura orientale, ma paradossalmente non la pratica in scena – dove invece mostra un corpo da antica romana e le emozioni tipiche della donna mediterranea.

Per assurdo, le idee di Valentina sono “pensiero forte” in un periodo di relativismo: non sempre condivido questa sua tendenza a pensare in modo estremo, ma devo ammettere che la sua nettezza colpisce. I suoi valori sono valori assoluti, diversi dai valori dei nostri padri ma in ogni caso assoluti. Valentina indica una strada nuova e al tempo stesso antica: pratica la sacrosanta virtù iconoclasta della “rottura con il passato” e lo fa senza rimpianti. Le generazioni che ci hanno preceduto hanno tutte avuto a che fare con il desiderio di spazzare via i loro genitori e di inventarsi il futuro: la nostra ha pagato la sua pigrizia – e la sua mancanza d’indipendenza – con la stagnazione economica e culturale.

Valentina è impegnata in una sfida difficile: essere una donna “nuova”, al tempo stesso femminile e seducente, intelligente e riflessiva; consapevole dei propri diritti eppure serena nei confronti del resto del mondo, soprattutto di quello maschile. Questo è evidente – per esempio – nel suo rifiuto di celebrare il mito di Moana. Magari inconsapevolmente, in un paese che venera Andreotti e celebra Montezemolo, Valentina fa quello che tanti altri giovani – nei loro rispettivi campi – non sono nemmeno in grado di immaginare: spazza via i ricordi e progetta un futuro diverso, di cose “mai viste”.

È possibile che la durezza del mondo che frequenta la costringerà in futuro a diventare cinica. Io preferisco pensare che manterrà questa splendida spensieratezza, come un Dorian Gray che rimane giovane mentre il suo ritratto invecchia.   (Alfonso Ricciardelli – ilfuturista.it)

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27 thoughts on “Ho conosciuto Valentina Nappi

  1. oggi come ieri le mignotte e le donne-oggetto incantano i superficiali, che sono capaci di lodi e ammirazioni profonde.. come se oggetto di cotanto sperticarsi le mani dagli applausi non fossero ragazze degradate e degradanti per tutto il genere femminile e non solo, ma eroine.. di cosa poi? bah… a ognuno i suoi valori e i suoi “eroi”

    • Chi sei, una bigotta che pensa che i suoi valori siano universalmente giusti? Ma quale degrado e degrado, si tratta di liberissima scelta, nessuno ha plagiato questa Nappi e lei stessa non pretende certo di rappresentare (figuriamoci poi addirittura di “degradare”) l’intero genere femminile, smettiamola di far comunella “donne vere contro donne oggetto contro uomini contro etc. etc.” e tutte queste categorie del piffero, siamo prima di tutto individui pensanti e dotati di libero arbitrio e capacità di intendere e volere, esercitiamolo e rispettiamone l’esercizio da parte di altri per come meglio credono, finchè non ledono la nostra personale libertà (e, credimi, non sono per niente un fanatico della “libertà”, eh! anzi, il fatto è che sono convinto che avere tutte queste libertà economiche e giuridiche globalizzate, senza liberalizzare anche l’intimità, non serva a un cavolo!) e non tangono il nostro spazio vitale (un po’ come quegli odiosi fumatori che ci fumano a due passi alla faccia nostra. La Nappi non è un'”eroina”, nessuno la esalta, se ne esalta la capacità di filosofeggiare, di pensare in modo libero, una cosa che riusciva a fare forse solo la grande Moana Pozzi, che tutto si può dire tranne che fosse un’incolta superficialotta facile!

  2. “Sia che si tratti di praticare una fellatio multipla […] con il sottoscritto”… Mavaffanculo Ricciardelli, raccontala a degli sprovveduti.

  3. mignotte erano nel passato e mignotte saran nel futuro,
    donne piegate per denaro facile da questo mercato che non conosce crisi, non mertivoli di stima

  4. Come sempre ognuno ha il suo prezzo. E visto che il solo “campare” oggigiorno e’ sempre piu’ difficile e’ ovvio che molte ragazze cadano nelle rete del facile guadagno.
    Vediamo poi se a 40 anni ripenseranno con gioia al loro passato, sempre che riescano ad arrivarci.

  5. Premetto che ho guardato un paio di suoi capolavori prima di voler scrivere due righe.
    Mi riferisco a questo: http://xhamster.com/movies/1395462/italian_valentina_nappi_gangbanged_s88.html
    Dove dopo 4 (quattro, contatele) frasi in uno sbiascicato inglese da luogo a quella che si chiama ganbang.
    Che sia l’archetipo della società sessista fallocrate che si rivale sul corpo martoriato delle donne?
    O sarà semplicemente una ragazza che usa e abusa del suo corpo dietro una facciata di “arte” di “libertà” di “freschezza”?
    O che dire di questo: http://videos.freeones.com/v_babes/Valentina_Nappi/11178/ in cui, sempre in uno sbiascicato inglese, ripete ossessivamente la frase:”i’m waiting a big dick” “I suppose a very big dick”
    Che dire, anche la prosa, la dialettica è il suo forte!
    Ma come si possono scrivere certe castronerie… Tristezza infinita per questa ragazza che abusa del suo corpo e denigra il corpo delle donne e tristezza infinita per chi cerca una qualsivoglia “scusa” o “motivazione” per la sua “sfida” o “ideale”.
    Qui l’unico ideale è la lussuria fine a se stessa.
    E a i soldi.

  6. Mi sono scompisciato dal ridere a leggere i precedenti commenti.

    Povero Riccia-qualcosa, ha solo tentato (fallendo miseramente) di nobilitare un atto semplicemente miserabile: una scopata con una puttana.

    Il diavolo arrosti questi culattoni!

  7. Ii sesso secondo me è fondamentale nella vita come il cibo l’acqua o l’aria che respiriamo ,se il mestiere più antico del mondo è la prostituzione ,allora viva queste donne che ci fanno stare bene,ci sono donne mignotte che lo fanno gratis…

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  10. Una persona che ha un’idea che fa indignare la gente comune, la quale poi nel segreto delle proprie case è tutt’altro che schifata, io la ammiro. Ha avuto coraggio e ne ha nel non curarsi del giudizio quasi sempre ipocrita del prossimo e sebbene abbia scelto un campo discutibile lo fa in un modo che non può non suscitare ammirazione per chi non ha il paraocchi.

    Non la trovo volgare ma perchè proprio non lo è, quando parla usa la testa, certo i limiti ce li abbiamo tutti, ma il buon gusto pochi… eppure lei, ironia della sorte, ha buon gusto pur facendo il porno… parlo del buon gusto del modo di atteggiarsi, di parlare di muoversi…
    eppoi non è spocchiosa e mi pare alquanto sincera, è una bellezza ….
    io la vorrei come amica e ovviamente, un pensiero ce lo farei… certo vorrei vedere ad averla vicino e non farci il pensiero,.,, anche se non fosse una esperta del settore che “tira” di più chi non la corteggerebbe una ragazza così ?

    Il difetto sarebbe che fa il porno ? E cosa è il porno se non un confine che non esiste ?
    Una fellattio è porno e un balletto col tanga no ?
    ditelo a mia nonna che il balletto col tanga non è una zozzeria…
    Il porno è un confine della mente… alcuni lo vedono li altri la….
    il volgare nel sesso è solo un problema degli altri.

    Unica critica che mi sento di farle è di fare un porno un pò scontato… insomma è un genere che potrebbe anche annoiare se uno non è infunato… ecco che se riuscisse a portare il porno dentro un contesto diverso, non so quale al momento, forse potrebbe fare la differenza tra la pletora di film su cui basta “prenderne uno a casaccio” e uno che poi ti verrebbe anche la voglia di rivedere….

    Certo un culo come quello di Valentina, e dico culo perchè la parola rende giustizia perfetta a questo magnifica parte femminile, io ne farei una scultura per poi potermelo rimirare nelle sere d’inverno, col un pò di fuoco nel camino e magari un buon panciuto calice di vino tra le dita e con in mente il vago pensiero che la scultura d’improvviso diventi vera e faccia l’amore, come solo chi sa come farlo… lo sa fare…

    • “questa” non solo parla ma fa anche quello che gli pare e piace in un settore dove tutti danno giudizi e sentenze….. chiaro che fa rosicare parecchio a tal punto che qualcuno dice che non sa nemmeno parlare…
      Per quello che fa poi parlare non è il primo requisito… ma non lo è nemmeno per il musicista, lo scultore, il mimo, ecc ecc…..
      nel suo campo, discutibile che sia, disprezzabile che sia… è un’artista.
      Quindi chi non apprezza guardi da un’altra parte ma giudicare…. giudichi se stesso,

  11. Premesso che ci passerei molto volentieri un paio d’ore! Ma questa a 20 anni è piena di cellulite, ha il culo moscio e si è rifatta il naso!

  12. Non si capisce cosa hanno da ridire tutti questi bigotti assurdi che non apprezzano Valentina Nappi e l’articolo (anche se sopra le righe).

    Mignotta, un grande cervello, usa e abusa del proprio corpo? ma vi rendete conto di essere anormali e sottosviluppati mentali?
    La ragazza fa quel che le piace, non infrange leggi, si diverte… mica deve dare conto a certi soggetti mentalmente instabili che trovano il tempo di leggere, commentare e guardare cose che disprezzano.
    Siete difettosi nel dna. Se una cosa non vi piace non guardatela.
    Il difetto sta in Valentina, o in tali soggetti? Non vi piace? Levatevi dai cosiddetti. Tanto lei si diverte in modo sano e voi poveri squinternati non potete farci niente. Se esistesse una cura dovreste essere sottoposti a ricovero forzoso.

    • è chiaro che le bigotte invidiano il fatto che qualcuno possa fare quello che gli pare senza il loro benestare, oltre alla gioventù, la bellezza… che non hanno (le bigotte sono quasi sempre delle racchie)
      … e i bigotti ovviamente hanno mogli bigotte che oltre a essere bruttine gliela fanno anche pesare …

  13. ROB , ascolta
    ma la tua di moglie come?
    Lavora di bocca?
    Me la presenti che la faccio divertite un pò…

  14. Volgarissima ed “eccitante” quanto un foruncolo sul naso sta Nappi. E quando apre bocca per parlare si atteggia a (pseudo) intellettuale, ma è veramente becera ed ottusa. Limitandomi alle pornostar (lei comunque è star di sta ceppa) è ai livelli più bassi, una cosa di infima categoria, una schifezza che non eccita nessuna persona sana di mente. Da evitare accuratamente.

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