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Il Portaborse: “L’Opus Dei e le relazioni con la politica in Campania”

(http://ilportaborse.com) – Chi muove i fili nella Campania di Caldoro e del post-bassolinismo? Per provare a rispondere diamo un’occhiata a uomini e strutture che orbitano nella costellazione caldoriana. Con alcuni nomi già noti è in particolare un’organizzazione ad imporsi. Di essa spesso si parla in Italia, la si conosce di meno a Napoli. Ed invece sotto il Vesuvio ha molte centrali e forti influenze: è l’Opus Dei.

Raffaele Calabrò, uno & trino
Il principale punto di riferimento è Raffaele Calabrò: madre (Elisa), sorella (Lea), moglie e cognato sono tutti appartenenti all’Opus Dei. Calabrò è ordinario di cardiologia alla Sun e primario di Cardiologia all’ospedale Monaldi. La sua carriera politica è lunga come quella medica e universitaria: introdotto da Paolo Cirino Pomicino in una Napoli travolta da tangentopoli negli anni ’90, Calabrò entra in politica come volto nuovo della società civile: eletto consigliere regionale con Forza Italia nel ’95, col governatore Rastrelli è prima Assessore alla Sanità (’95/’97) e poi Presidente del consiglio regionale (‘98). Nel 2008 fa il grande salto al Senato col Pdl, ma poco prima, nel 2006, non ha disdegnato di approdare nella Margherita di Rutelli: sempre in quel periodo viene nominato presidente della Commissione di controllo sugli atti amministrativi delle Asl, nomina del presidente Antonio Bassolino. Nel 2007 abbandona il centrosinistra per tornare all’ovile berlusconiano. Ultima annotazione: nel 2011 firma con Roberto Formigoni una lettera aperta per chiedere ai cattolici di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, sotto processo a Milano.

Gli amici degli amici…
Quando Calabrò diviene assessore negli anni ‘90 gode già del sostegno di amici influenti dell’Opus Dei: in primis i magistrati di stretta osservanza Maria Lidia De Luca (di cui parliamo più avanti a proposito dell’Istituto Belforte) e Raffaele Raimondi. Con Calabrò non mancano gli imprenditori. I più influenti sono alcuni costruttori, coinvolti nei casini di tangentopoli e notoriamente seguaci del verbo di Josemaria Escrivà de Balaguer: si tratta di Bruno Brancaccio e di suo cognato Bruno Capaldo.
All’esordio in giunta, Calabrò insedia in segreteria Letizia Balsamo, sorella del costruttore Isidoro (Balsamo Costruzioni Generali, azienda molto vorace nel post-terremoto), ma soprattutto moglie del’ingegner Vincenzo Mario Greco, coinvolto  negli impicci di Pomicino.

L’evergreen: Paolo Cirino Pomicino
Inutile ripercorrerne tutta la “fulgida” carriera. Ecco solo alcuni trascorsi recenti: dopo tangentopoli torna nell’arena con Clemente Mastella che lo candida nell’Udeur alle elezioni per l’Europarlamento nel 2004. Due anni dopo, il gran ritorno a Montecitorio. Come ? Grazie alla solida alleanza con il Nuovo Psi, partitino fondato da Stefano Caldoro, che lo crea da una delle tante costole della diaspora post-craxiana. Candidato a Napoli, Pomicino è eletto senza preferenze mentre Caldoro rimane (temporaneamente) fuori dalla Camera. Con la fine della breve legislatura prodiana, anche Stefano torna tra gli scranni che contano. L’asse con Caldoro è il jolly di Pomicino: nel marzo 2011 ‘O Ministro è nominato Presidente di Tangenziale Napoli Spa. Il governatore non c’entra nulla con la nomina, ma c’è da scommettere che, se la regione fosse ancora nella mani di Bassolino, la designazione sarebbe stata diversa. Ovviamente Pomicino è da tempo legato all’Opus Dei. Non a caso ha introdotto Calabrò in politica.

Il redivivo: Nello Polese
Vecchio arnese della prima repubblica, sindaco di Napoli in anni bui, si dimette nel 1993: vanta 3 mesi di galera, oltre 20 processi e la sospensione dall’università. Ma tra assoluzioni, peregrinazioni e proscioglimenti vari, nel febbraio 2011, grazie all’amico Stefano Caldoro eccolo nominato capo dell’Eav, la più grande azienda di trasporti dopo le ferrovie di stato. Oltre 4mila addetti, un buco di 500 milioni di euro creato da Bassolino & C., Eav è l’azienda regionale più importante. Come se non bastasse il figlio di Nello, Arturo Polese, guida in regione il Nucleo di valutazione sui Fondi Ue. Padre e figlio, inutile dirlo, sono vecchi e consolidati conoscenti dell’Opus Dei. I loro incarichi sono da capogiro nella Campania prossima al crac.

Istituti, scuole, università: a Napoli si “studia” Ovra
A Napoli, con università di grande prestigio (Federico II, Sun, Parthenope, Suor Orsola Benincasa, Orientale), sono attive residenze universitarie, istituti di ricerca e scuole di alta formazione. Si tratta di strutture selettive, accessibili a pochi, conosciute ma non certo aperte a tutti. Vantano un timbro determinante: Opus Dei.  Vediamo quali sono e cosa fanno:

Istituto Belforte
È nel quartiere borghese del Vomero, voluto e pensato solo per le donne. Ospita elementari, medie e liceo linguistico. È affiliato alle Residenze Rui, centri nevralgici dell’Ovra in tutta Italia. Diretta dalla ferrea militante opusdeista Maria Ruju, per anni ha avuto tra i propri riferimenti Nober Manoukian, capitano d’industria e figura di primo piano nell’Opus Dei, più volte celebrato al Torrescalla (residenza universitaria fin dagli anni ’60 sponsorizzata da Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri). Tra le attività della Belforte ci sono i corsi di giornalismo dove sgomitano per fare lezione i direttori delle testate che contano. L’Istituto per anni ha fatto da promoter ad “Euripe”, evento promosso a Napoli con la motivazione formale di fornire orientamento universitario, ma all’atto pratico funzionale al selezionato proselitismo dell’Ovra. Belforte è legata all’Arsef (Associazione Regionale Studio Educazione e Famiglia) che nel gennaio 2005 è stata inclusa nell’elenco dei soggetti accreditati dal Miur (Ministero Istruzione, Università, Ricerca Scientifica). Vice Ministro era un certo Stefano Caldoro. Nel Consiglio di Amministrazione figura Lea Calabrò, sorella di Raffaele.

I.P.E. / Istituto per le ricerche e le attività educative
Nasce a Napoli nel ’79 su input di professori, professionisti ed imprenditori: sulla carta è un ente morale ma non disdegna soldini pubblici, a cominciare dalla regione. Una prova ? Sul Burc (bollettino regionale) del 2010: 6mila euro (cifra esigua, ma elargita da Caldoro in una Regione con deficit da record). Presidente dell’Istituto è Raffaele Calabrò, che tra le molteplici cariche che ricopre vanta quella di consulente di Caldoro per le politiche sanitarie. Sulla carta la consulenza è gratuita, ma come abbiamo visto l’Istituto guidato da Calabrò prende spiccioli ricavati dalle tasse dei contribuenti. La Campania ha una sanità indebitata e commissariata, in giunta non c’è un assessore al ramo: è Caldoro il commissario, ma chi governa i processi è il professore-primario-senatore, la stella più luminosa dell’Opus Dei partenopeo. Nel Cda dell’Ipe, poi, ci sono almeno quattro opusdeisti conclamati: Luigi Cuccurullo, ordinario anatomia patologica alla Sun; Maria Lidia De Luca, magistrato; Mario Spasiano, ordinario diritto amministrativo alla Sun; Lorenzo Burdo. All’apertura della nuova ed esclusiva sede in pieno centro a Napoli, avvenuta nell’ottobre 2003, ospite d’eccezione è il Sottosegretario di Stato Stefano Caldoro.

Residenze universitarie “Monterone” e “Villalta”
Sono entrambe dell’Ipe: Monterone è in via Crispi, esclusiva strada con palazzine in stile liberty, ed è per soli uomini; Villalta si torva non lontano, nell’altra elitaria arteria di via Martucci, ed è riservata alle donne. Attuando la rigida separazione tra i sessi, imposta dal ferreo regime dell’Ovra, i due collegi sono super-selezionati. Ospitano solo 50 studenti, la retta annuale per studio, vitto e alloggio è sui 7mila euro circa. Le stanze somigliano a quelle degli hotel 5 stelle, non certo agli ostelli della gioventù. Donne e uomini che si “formano” nei due campus/collegi non faticano a trovare lavoro e, soprattutto, non lo trovano a livelli umili: entrano in aziende ed istituzioni dalla porta principale. Le due università sono la fucina dell’Opus Dei che, così, seleziona, disciplina e forma la classe dirigente del futuro. Girando sul web si può scaricare una brochure aggiornata con i numeri dei laureati assunti dai grandi aziende e gruppi industriali nei settori più disparati. L’Ipe non a caso vanta numerosi partner: banche, società di revisione, grandi multinazionali, aziende leader dei mercati. Sui siti web dei due collegi universitari appositi spazi sono riservati all’ideologia dell’Ovra e soprattutto al “percorso” spirituale di formazione che essa offre. Ufficialmente chi entra in collegio non ha obblighi, ma agli iscritti viene “consigliato” ripetutamente di intraprendere il viaggio introspettivo dell’Ovra.

Questo resoconto vuole contribuire a farcapire cosa succede in Campania e chi controlla Napoli al tempo di Caldoro. L’Opus Dei, fondata nel 1928, è una prelatura personale della Santa Sede. Non spetta a me sapere e dire se fa cose lecite o meno. Qualcuno la chiama la “mafia santa”, a ciascuno il suo giudizio. Mi limito solo a divulgare notizie utili ed attuali che spiegano quanto è influente e fin dove si estende il potere dell’Ovra sotto il Vesuvio.

 Elenco opus Napoli

 

http://ilportaborse.com/2012/10/lopus-dei-e-le-relazioni-con-la-politica-in-campania/

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One thought on “Il Portaborse: “L’Opus Dei e le relazioni con la politica in Campania”

  1. Perchè meravigliarsi più di tanto di quel che avviene in Italia? L’Italia è un paese ormai alla deriva, che non può marciare senza ” un aiuto esterno” , prima del muro di Berlino erano gli S.U.A. che ci riteneva “terra di confino”, ora dobbiamo cavarcela da soli, e diventa impossibile, avendo due sanguisughe addosso. IN PRIMIS vi sono i ” politici” e in secondo la CHIESA. I politici oltre a fare gli affari personali ubbidiscono alla Chiesa. Vi sembra poco quello che paghiamo alla Chiesa? l 8 per mille, paghiamo i preti, paghiamo gli insegnanti di religione, esentiamo la Chiesa dall’IMU, e via di queto passo. La stessa entr nelle nostre istituzioni, con ” raccomandazioni” scegliendo uomini mediocri e servili, cosa vogliamo di più.
    michele

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