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Chi non è con Silvio è contro Silvio: al pranzo – vertice passa la “linea dura”

vignetta-baraldi-berlu-261621(Carlo Tarallo per Dagospia) – Il governo traballa. Il vertice di Arcore si conclude all’insegna del “se Berlusconi decade, il Governo non c’è più”. I primi spifferi raccontano di una riunione a tratti tesa, con le “colombe” sulla difensiva e i “falchi” scatenati e lo stesso Alfano che avrebbe affermato che, in caso di un voto in Giunta che metta Berlusconi fuori dal Parlamento, l’alleanza col Pd non potrà andare avanti. “O con Silvio o contro Silvio”. E’ questa la sintesi del pranzo della verità del Pdl.

La partita decisiva inizia in un clima tranquillo, con le due “squadre” impegnate a “studiare l’avversario” più che ad attaccare. Vivo apprezzamento per la “saggezza” dell’intervento-antipasto di Altero Matteoli. Cicchitto scantona evocando complotti. Alfano ripete a Berlusconi di volergli “bene come un padre”.

Mossa della pitonessa: Daniela Santanchè chiede di poter parlare per ultima. Renato Brunetta da Ravello a spada tratta per il Banana, applauditissimo. Lara Comi e Gaetano Quagliariello, seduti vicini vicini, si scambiano occhiatine d’intesa.

La Santadechè, in formissima in abitino rosa di Prada, è la delizia di Denis Verdini: gran feeling tra il falco e la pitonessa. Alfano si lancia: “Il Governo resiste se Silvio non decade!”. Berlusconi gongola, mentre Dudù continua a ringhiare contro Daniele Capezzone. Colombe tramortite.

Arrivano i “ma” e i “però” di Alfano, che cita Marina Berlusconi, beccandosi un perentorio “alt!” a voce alta da Silvio. “Lasciate fuori i miei figli dalla politica, loro già sopportano tanto, non serve tirarli in ballo”. E’ il momento dello scazzo Verdini-Alfano. Denis non si trattiene da un clamoroso “ma va via…”. Quagliariello, capita l’antifona, si dedica quasi esclusivamente a Lara Comi. La Lorenzin nicchia. Il governo scricchiola. I toni si scaldano.

Inizia la litigata generale, con accuse e controaccuse. Ma la linea ormai è tracciata.
Sono le 17 e 30, manca mezz’ora all’inizio di Verona-Milan quando Silvio Berlusconi interviene e invita tutti alla calma. Passa la linea dura: se decade il presidente il governo va a casa. “Tutti pronti a tutto, con Silvio o contro Silvio”. Le colombe ripiegano. Il Milan passa in vantaggio a Verona con Poli. Berlusconi ha vinto un’altra partita. E il governo ora è davvero appeso a un filo…

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