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Condanna Berlusconi, depositate motivazioni: “Ideatore del sistema illecito”

Condanna Berlusconi, depositate motivazioni: “Ideatore del sistema illecito”

(di ) – Silvio Berlusconi fu ”ideatore del meccanismo del giro dei diritti che a distanza di anni continuava a produrre effetti (illeciti) di riduzione fiscale per le aziende a lui facenti capo in vario modo”. Arrivano a tempo di record in Cassazione le motivazioni della sentenza di condanna a 4 anni per frode fiscale nei confronti di Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti tv Mediaset. Motivazioni che confermano le impostazioni dei giudici di merito e che dipingono l’ex premier come la mente alla base del meccanismo per pagare meno tasse: “Conoscendo perfettamente la macchina, ha lasciato che tutto proseguisse inalterato – si legge nella sentenza – mantenendo nelle posizioni strategiche i soggetti dal lui scelti e che continuavano a occuparsi della gestione in modo da consentire la perdurante lievitazione dei costi di Mediaset a fini di evasione fiscale“.

A figurare come estensore della sentenza non è solo il relatore, come d’uso, ma tutto il il collegio dei giudici della Cassazione. Sintomo di una compattezza di vedute tra i cinque supremi giudici.

Non è passato nemmeno un mese da quando il giudice Antonio Esposito ha pronunciato la sentenza, esattamente il primo agosto scorso.

Ieri il Pdl ha continuato a insistere sull’inapplicabilità della legge Severino. I legali di Silvio Berlusconi, hanno depositato presso la Giunta per le elezioni del Senato sei pareri pro veritate di giuristi e costituzionalisti che smontano la tesi della retroattività al caso della decadenza del Cavaliere (leggi il documento). Si tratta di una “memoria difensiva ponderosa”, come l’ha definita Andrea Augello, che sarà relatore alla riunione del 9 settembre, accompagnata anche da una breve lettera del leader azzurro che annuncia anche il ricorso alla Corte europea di Strasburgo per “pacifica violazione” dei principi contenuti nell’articolo 7 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo. Con questa mossa il Cavaliere cerca di prendere tempo e chiede alla Giunta di sospendere i lavori in attesa di un pronunciamento della Corte costituzionale sulla sua cosiddetta “agibilità politica”. Ma il deposito delle motivazioni è destinato ad agitare ulteriormente le acque.

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