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Gioventù bruciata in chat. I segreti del sesso on line

chat(Sofia Gorgoni – iltempo.it) – Sognano una Villa gigante a Miami beach, vogliono a tutti i costi borse, scarpe e vestiti griffati, sono pronti a tutto in cambio di ricariche telefoniche. È l’esercito dei teenager 2.0, armati di smartphone, si fotografano e inseriscono le loro immagini sul web. Decine di siti di chat per adolescenti e non, dal più conosciuto “libro di facce”, colmo di profili di gente di tutte le fasce d’età, al più nuovo, utilizzato per lo più da minorenni, improntato su domande e risposte aperte. Ma ce ne sono tanti altri e di vario tipo: uno di questi, ad esempio, è una chat anonima con webcam, si tratta di un sito che prende il nome da un gioco d’azzardo. Una volta collegati al servizio, gratuito e senza registrazione, non saprete mai con chi vi troverete a chattare o chi vi apparirà sullo schermo del computer: nessun account, basterà premere il tasto F9 per passare ad un altro utente. La formula dell’anonimato rende le chat potenzialmente insidiose: bastano pochi click per accedere liberamente al profilo di migliaia di minorenni, sapere dove vivono, quanti anni hanno e che scuola frequentano, si può addirittura leggere le loro conversazioni.

“Cosa desidero di più al mondo?” “Comprare scarpe, borse, reggiseni e altro…”

“Voglio una villa gigante a Miami beach”, così scrive Simona(nome di fantasia), 15enne al primo anno di una scuola superiore di Roma. È una delle tante minorenni che utilizzano questo sito chat. Molto diffuso nelle grandi città di tutto il mondo, sta prendendo piede tra gli adolescenti anche nei piccoli centri. Scorrendo le pagine, sembra di stare al cinema, ognuno recita la parte del proprio personaggio, migliaia di profili visibili a chiunque spenda pochi secondi per inserire una mail e un nome utente. Foto in atteggiamenti da copertina di riviste hot, Cyber bulletti che parlano come i gangster del cinema. Alcuni offendono altri coetanei: spesso succede anche sul social network più celebre. C’è chi dà dello sfigato al ragazzo timido, il branco si scatena sempre contro qualcuno: parolacce, frasi forti e insulti contro il malcapitato colpevole di avere scarpe allucinanti, pettinatura peggio e via dicendo.

Così le ragazzine, si comincia per gioco e si finisce a vendersi per qualche ricarica telefonica, oppure si può essere adescate da un gruppo di persone per finire a prostituirsi in qualche appartamento dei Parioli.

Come funzionano le chat: una delle più famose si basa su domande e risposte aperte, chi apre una pagina sceglie di sottoporsi a un’intervista collettiva, con domande il più delle volte anonime. Cose banali, forse divertenti, che troppo spesso diventano intime e provocatorie. È sufficiente navigare per qualche ora all’interno del sito per veder circolare piccoli segreti di adolescenti. Iscriversi è facile: basta dichiarare di avere compiuto 13 anni, o accedere dal profilo di un altro social network, per ottenere una pagina con una foto e una serie di domande personali. Quando la risposta è azzeccata, arrivano i mi piace da parte degli altri utenti che assistono all’intervista. Più se ne ricevono, più si diventa popolari. Non importa se la maggior parte delle domande e apprezzamenti siano anonimi. Tutti possono dire la loro, senza inibizioni, anche chi non è iscritto alla community. “Hai le tette più belle dell’universo, ma perché oggi a scuola non c’eri?!” è una delle tante domande rivolte a Simona(nome di fantasia), ha 15 anni e frequenta una scuola di Roma, lei senza imbarazzo risponde: “chi sei??? Grazie, guarda che c’ero, sono solo entrata più tardi…”

Quando una domanda è offensiva, c’è la possibilità di farlo presente al team di sicurezza del sito, che dovrebbe essere pronto rispondere a qualsiasi segnalazione di violenza e di contenuti “che violano i termini di servizio”. Ma seguire quello che si scrivono tra i 60 e i 70 milioni di persone è impossibile. Secondo cifre non ufficiali, in Italia più di un milione di adolescenti frequenta questo sito e il loro numero cresce di giorno in giorno.

Prendi uno strumento come quello delle chat e dallo in mano a degli adolescenti, digli che possono restare anonimi e chiedere quello che vogliono ad altri utenti e in poco tempo, probabilmente le domande verteranno su sesso e argomenti trasgressivi, perché gli adolescenti è di questo che vogliono parlare. Guardando in moltissimi profili, ad un certo punto, appaiono sempre domande a sfondo sessuale. “Hai mai fatto sesso?” Clara(nome di fantasia) risponde: “Sì, mi piace fare sesso!” Clara ha 13 anni. Come lei tante altre, a Silvia, 15 anni viene chiesto, “Se accetti di uscire con me, ti faccio entrare in disco sabato” lei risponde: “chi sei? A quale discooo??” L’immagine sul profilo è quella di una bambina che si atteggia a donna, il seno appena cresciuto, ben in vista sotto la maglietta scollata, accanto alla foto l’invito ad aggiungerla su un altro social network. Da qui il passo è breve. Si passa dal web all’incontro reale. La maggior parte delle volte il rapporto continua in chat, tanto esistono le webcam. Una nuova applicazione, scaricabile sullo smartphone, che sta prendendo piede anche in Italia, consente di inviare foto e video che si autodistruggono. Il suo successo è tale che già viene paragonato a quello di un’altra popolare applicazione chat. Un dato su tutti: 150 milioni di foto condivise quotidianamente che poi spariscono per sempre.

Uno degli usi più frequenti di questa chat è quello per fare il cosiddetto sexting, l’invio cioè di messaggi erotici attraverso i cellulari, una pratica che può anche avere delle conseguenze pericolose quali il cyberbullismo.

Proprio così: le foto inviate attraverso questa applicazione spariscono dopo pochi secondi dalla visualizzazione. L’ideale se si tratta di mandare foto intime e confidenziali o immagini sessualmente esplicite (sexting). Giocano tutti con i propri corpi, giocano tutti a imitare le maschere di un certo tipo di cinema e di una tv di serie b: è un gioco che piace a tutti gli adolescenti, ma che si può trasformare in qualcosa di diverso. Le cronache sono piene di giochi finiti male: internet è una grande piazza piena di adescatori. Le ragazze fanno come la pubblicità, imitano le posizioni hot nelle loro foto: una sorta di “bulimia della posa” che le espone anche agli sguardi più maliziosi. I ragazzi sembrano usciti da un video di MTV o da uno di quei film che parlano della violenza nei ghetti americani: c’è chi fa il duro, c’è chi fa il simpatico. In questo caso, si può proprio dire che le loro vite imitano la cattiva tv, parafrasando Woody Allen.

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