Cronaca/Interno/Politica

Matteo Renzi: Il doppio lavoro che affonda Firenze

È il nuovo segretario del Pd, ma non rinuncia alla poltrona di sindaco. E la città arranca tra scioperi e debiti

PD - Conferenza stampa di Matteo Renzi

(Adriano Bonanni – iltempo.it) – Non se la passa bene neppure con la privatizzazione di Ataf, l’azienda partecipata dei bus. Nei giorni scorsi il messaggio lanciato dai Cobas lo ha travolto. «Uno sciopero politico contro Renzi», lo ha definito — non a caso — l’assessore ai trasporti del Comune di Firenze Filippo Bonaccorsi. Per due giorni, il 5 e il 6 dicembre scorsi, i lavoratori non sono usciti coi mezzi pubblici. E a nulla è servito l’incontro tra la Rsu di Ataf e il prefetto Luigi Varratta. Nonostante il precetto, non sono state rispettate le fasce orarie di garanzia. E il giorno dopo nessun bus girava per le strade della città. Risultato: la dirigenza Ataf ha mostrato i denti ed è andata a fare querela contro i lavori. Morale: in Procura sono stati denunciati oltre 1000 autisti accusati, a vario titolo, di interruzione di pubblico servizio e di violazione del precetto del prefetto. Non è per questo che è finito, lo sciopero. La situazione si è normalizzata dopo che i sindacati hanno ottenuto altre undici assunzioni.

Altra nota dolente riguarda il Maggio musicale che poteva essere commissariato già nel 2010, ma il sindaco Renzi ha difeso il ruolo e il lavoro della sovrintendente che aveva scelto: Francesca Colombo. Non gli è andata benissimo, tanto che il Maggio è stato commissariato a causa dei conti che non tornavano. Ironia della sorte: commissario è stato nominato Francesco Bianchi, fratello di Alberto che è il legale del sindaco nonché ma anche presidente della Fondazione Big Bang, il motore economico del Matteo pensiero. I problemi restano ma lui attacca a testa bassa contro lo «stipendificio» e, in una lettera pubblicata su «Il Corriere della Sera» alcuni mesi fa, ci va giù duro: «Per anni dirigenze conniventi con alcuni sindacati hanno assunto personale (tecnico e amministrativo) in modo sproporzionato, forti di un contratto nazionale che grida vendetta tante e tali sono le voci di indennità aggiuntiva da suscitare stupore prima ancora che indignazione». Il punto «è che però lui non ha mai risolto nulla — sbottano i sindacati del Maggio — e ha fatto solo promesse su promesse». Dal 2007 a oggi il buco è sui 40 milioni di euro. L’inchiesta aperta dalla Procura di Firenze servirà a capire, realmente, che fine abbiano fatto i soldi: i finanzieri, in questi mesi, si stanno concentrando sui bilanci acquisiti negli uffici del Maggio. Eppure non c’è alcuna dichiarazione in merito. I conti rimangono un vulnus, per il sindaco. Nel 2012 il rosso del Comune è aumentato di 179 milioni e si è arrivati a raggiungere un indebitamento complessivo di 753 milioni. Il suo ex assessore Claudio Fantoni, che lo ha abbandonato per correre contro di lui nelle elezioni della prossima primavera, lo ha accusato di portare Palazzo Vecchio al «dissesto finanziario» per non rispettare i patti di stabilità. È vero che Renzi ha ridotto l’Irpef ma è pure vero — dicono alcuni comitati di cittadini — che Palazzo Vecchio ha aumentato il canone d’occupazione del suolo pubblico, le tasse cimiteriali, le mense scolastiche, le imposte di soggiorno e la Tia, l’imposta sull’ambiente e i rifiuti. Ma bisogna far attenzione a quello che uno dice, a Firenze. Il sindaco di Firenze ha denunciato un usciere del Comune, poi indagato dalla Procura, per averlo diffamato su alcuni organi di informazione on line con «esternazioni peraltro non inusuali», che costituiscono «offesa al prestigio e all’onore» dello stesso Renzi. Le affermazioni di Alessandro Maiorano riguardano presunti sprechi di denaro pubblico quando Renzi era Presidente della Provincia. «Negli anni — scrive Renzi nella querela — il signor Maiorano ha ripetutamente utilizzato questo linguaggio nei miei confronti diffondendo in maniera metodica esternazioni ingiuriose ed offensive, altamente lesive della mia dignità personale». Renzi si è riservato di costituirsi parte civile in un eventuale processo futuro. Maiorano dice di aver collezionato fatture e altri documenti che proverebbero il presunto spreco da 20 milioni di euro alla Provincia di Firenze, atti che ha detto di aver consegnato alla Guardia di Finanza».

Effettivamente, però, le Fiamme Gialle stanno facendo verifiche sul materiale che Maiorano, più volte sentito nei mesi scorsi, ha portato negli uffici. Ma non tutti stanno zitti. Piero Pelù è andato sul proprio profilo Facebook e ha scritto: «Come cittadino\contribuente di Firenze ti chiedo se, finito questo mondiale di ciclismo, sarai in grado di asfaltare (o lastricare) le migliaia di pericolosissime buche che ci sono nelle strade della mia amata città. Grazie dell’attenzione». Ha replicato nuovamente l’assessore alla mobilità Filippo Bonaccorsi: «Pelù insiste nella sua personale battaglia contro Renzi. Dopo aver fallito come ben pagato curatore dell’Estate fiorentina nelle precedenti amministrazioni si scaglia contro la cultura in città e contro le strade. Ma gli facciamo presente che dal 2009 al 2013 sono stati risanati oltre 124 chilometri di asfalto in città». Non ha mai precisato quanto è costata, questa maxioperazione. Ma, si sa, i numeri possono fare paura. E a Firenze, evidentemente, la fanno.

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