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Sesso a pagamento, un’app per trovare le prostitute

prostituzione-germania-applicazione-140505141301_big.jpg.pagespeed.ic.wEykWkroSk(di ) – Perché stare in strada, magari con il freddo, a cercare lavoro quando il lavoro può arrivare direttamente sullo smartphone?
Deve avere pensato esattamente questo la giovane informatica berlinese che ha ideato una app a misura di prostitute. Un modo per geolocalizzare il sesso a pagamento e provare a dare una mano al settore.
GRATIS PER LE PROSTITUTE. L’applicazione si chiama Peppr e il nome si ispira alla sua ideatrice, la 26enne Pia Poppenreiter che l’ha realizzata insieme con due amici Florian Hackenberger e Shahak Shapira.
Per le prostitute si tratta di un servizio a costo zero, mentre il cliente deve versare una piccola quota. Non c’è alla base un’intuizione di business, ma l’idea è nata letteralmente ‘sul campo’.
«Una sera d’inverno passando per Oranienburger Strasse con degli amici ho visto delle prostitute al gelo, in attesa di clienti. Io stessa avevo la gonna, e sentivo freddo. E allora mi sono detta: pazzesco c’è un’app per tutto, perché per le prostitute no?», ha raccontato Poppenreiter a un giornale tedesco.
SEGNALARE LA PROPRIA POSIZIONE. Come funziona? Il cliente deve prima segnalare la propria posizione per poter poi prenotare un incontro con una delle ragazze (tra i 25 e i 40 anni) che si sono registrate gratuitamente alla app. Per farlo occorre digitare il codice postale dell’area e poi bisogna dichiarare una preferenza sessuale (sul sito si possono incontrare anche uomini). Le tariffe non sono proprio da discount però: si parla di circa 200 euro l’ora ai quali vanno aggiunti cinque o 10 euro del servizio che vanno in tasca a Peppr.
CATALOGO DISPONIBILE ONLINE. Una volta registrati è possibile poi accedere al catalogo con le foto dei soggetti più vicini alla posizione indicata e, cliccando sulla foto, si arriva al profilo della prostituta prescelta. Sul display del telefonino si apre infatti una vera carta d’identità con dettagli su età, altezza, prestazioni comprese nel prezzo, extra, tariffe e orari.
Scelta la ‘compagna’ di sesso si può mandare un messaggio per verificare l’effettiva disponibilità e finalizzare la prenotazione. Poi non resta che uscire che andare e incontrarla di persona, evitando la strada.
PRECETTARE LE LIBERE PROFESSIONISTE. Per il momento, come hanno spiegato i fondatori, l’applicazione lavora soprattutto con le agenzie di escort, ma si sta già muovendo per contattare direttamente anche le libere professioniste per offrire una spazio sulla piattaforma dove farle registrare.
A costo zero s’intende, perché le lavoratrici non pagano nulla per usufruirle del servizio. I costi sono addebitati per intero al cliente.

Un mercato legale, ma su cui pesa l’ombra dello sfruttamento

Non è un caso che l’app sia nata in Germania. Paese dove la prostituzione è legale dal 2002 e, secondo quanto riportato dal Telegraph, l’industria del sesso tedesca vale oggi 21 miliardi di dollari (circa 15 miliardi di euro).
Gli esperti parlano infatti di più di 200 mila prostitute che lavorano in Germania e secondo le associazioni di tutela della salute dei lavoratori immigrati fra il 65 e l’80% delle ‘operatrici del sesso’ arriva dall’estero, soprattutto da Romania e Bulgaria.
IL VOTO DEL PARLAMENTO. Nel 2001 il parlamento tedesco, grazie ai voti del Spd insieme con i Verdi, aveva fatto passare la legge sulla prostituzione con l’intento di migliorare le condizioni di vita delle lucciole che potevano così gestire i propri salari e accedere al servizio sanitario e pensionistico.
In realtà, però, l’aver reso legale esercitare il sesso a pagamento non pare aver risolto il problema dello sfruttamento in Germania. Anzi.
LA LEGGE AGGIRATA. Aumentano infatti sempre più le migranti lavoratrici del sesso, spesso sfruttate da protettori che utilizzano la nuova legge aggirandola a proprio vantaggio.
Nonostante i suoi ideatori e i soci cerchino di assicurarsi, attraverso veri e propri colloqui o conversazioni telefoniche, che gli iscritti siano tutti professionisti volontari e indipendenti o anche membri di agenzie di escort, è difficile, anche ora grazie alla nuova app, avere la certezza che dietro non si nascondano sfruttatori senza scrupoli.
‘LA TOLLERANZA TEDESCA’. Prima che il parlamento tedesco si esprimesse sulla legalizzazioni della professione comunque la prostituzione non era punita legalmente, ma solo considerata immorale. Anche i bordelli erano tollerati dalle autorità: oggi solo a Berlino ce ne sono 500 e circa 270 nella regione meridionale del Saarland a confine con la Francia da cui arrivano molti ‘turisti del sesso’.
Ma ora la ‘liberale’ Germania ha deciso di rivedere la legge sulla prostituzione approvata dal governo di Gerhard Schroeder. Sul piatto ci sarebbe l’aumento dell’età minima e l’introduzione di una vera e propria licenza a pagamento rilasciata dal comune sia a chi lavora come ‘libero professionista’ sia ai bordelli.
Un tentativo, almeno sulla carta, per contrastare criminalità e prostituzione forzata.

Fonte: http://www.lettera43.it/tecnologia/mobile/sesso-a-pagamento-un-app-per-trovare-le-prostitute_43675128594.htm

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