Cronaca/Interno/Stampa

I condomini del palazzo in cui ha sede “Il Fatto” hanno paura di ritorsioni

charlie-hebdo-fatto-quotidiano-632404_tn (Francesco Maesano per la Stampa) – Mentre «Charlie Hebdo» usciva nelle edicole italiane di fronte alla redazione del «Fatto Quotidiano» si intensificavano le misure di sicurezza per scongiurare eventuali minacce. Anche oggi e per qualche giorno il quotidiano diretto da Antonio Padellaro continuerà a uscire accoppiato con la rivista satirica francese.

La rabbia degli inquilini
Una decisione che ha provocato un’allerta che riguarda un po’ tutta l’area nel centro di Roma nella quale si trova la redazione, in pieno quartiere Prati. Per ragioni di sicurezza sotto la palazzina sono stati fatti sgombrare automobili e motorini: parliamo di una delle zone della capitale dove durante il giorno il traffico è più intenso per via dei tantissimi uffici.

Ora, davanti all’ingresso del palazzo, staziona una camionetta dei carabinieri. Due militari armati presidiano l’androne, mentre al portone del piano occupato dal «Fatto» sono stati effettuati degli interventi per rendere l’accesso più sicuro. Qualche vicino è più preoccupato. «Noi con questa cosa di Charlie Hebdo non c’entriamo nulla, eppure ne paghiamo le conseguenze in termini di disagi e qualche timore». Qualche dipendente del giornale è stato tentato dall’idea di prendersi un periodo di congedo.

Tutto esaurito
D’altra parte l’iniziativa ha riscosso un notevole successo, diffondendo presso una larga fetta di pubblico italiano il popolare e controverso settimanale satirico. «Il Fatto e Charlie? Li ho finiti stamattina prima delle otto, se vuole può prenotarsi per domani». Gli edicolanti lo chiamano soltanto «Charlie», pronunciato alla inglese, con una confidenza e una familiarità da rivista venduta ogni settimana.

Un po’ la curiosità e un po’ l’idea di accaparrarsi un numero da collezione, qualcuno per militanza laica, qualcun altro sentirsi parte del cordoglio per i morti di Parigi: delle 300mila copie di «Charlie Hebdo» distribuite in Italia neanche una è rimasta invenduta.

«Qualcuno si sarà spaventato – spiega Marco Travaglio che del Fatto è condirettore – siamo tutti un po’ spaventati, ma c’è chi sta peggio, ci sono colleghi in zone di guerra, persone come Lirio Abbate che vivono da anni sotto scorta. Abbiamo deciso di utilizzare il nostro giornale come un veicolo e nient’altro, tanto che il nuovo numero di Charlie l’abbiamo visto lunedì notte». Tutti d’accordo nonostante i rischi? «Abbiamo tenuto un’assemblea plenaria lunedì mattina e non c’è stata una voce che abbia parlato contro l’ipotesi di uscire con Charlie, tutti erano per andare avanti».

One thought on “I condomini del palazzo in cui ha sede “Il Fatto” hanno paura di ritorsioni

  1. Con i guadagni della vendita dell’edizione italiana del settimanale francese possono permettersi guardie armate per molti anni!!! Cosa vogliono? Che paghiamo noi per la loro sicurezza? Ma qui in Italia i fanatici pazzi tipo i due folli di Parigi non ci sono (grazie al cielo!, quindi un allarmismo pubblicitario secondo me. La pace la vogliamo tutti, ma le provocazioni non portano altro che guai! Lottiamo per la pace, e chi guadagna sulle provocazioni si paghi “la sicurezza privata”. Grazie.

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