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“Tutti zitti o tutti a casa”: di Marco Travaglio

raggi(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Ieri la giunta Raggi, dopo meno di due mesi di vita, ha subìto un colpo durissimo. Non tanto per l’uscita della capo di gabinetto, la giudice Carla Raineri, del vecchio ad di Atac e del nuovo ad di Ama, piuttosto facili da rimpiazzare. Quanto per le dimissioni del superassessore al Bilancio e alle Partecipate Marcello Minenna, uomo forte della squadra e tecnico molto competente e ingombrante. Questo colpo potrebbe condannare la giunta a una fine immediata o, peggio, a una lenta agonia. Ma potrebbe anche ricompattarla in vista di un rapido rilancio. Dipende dalle scelte che faranno Virginia Raggi e il suo staff, ma soprattutto dalla coesione e dalla maturità che saprà eventualmente dimostrare il M5S, finora ridotto – almeno a Roma – a un miserevole infantilismo da Asilo Mariuccia: dossier, pettegolezzi, chiacchiericci da bar sport anzi da social network, polemicuzze cacofoniche perlopiù sul nulla (i “compensi d’oro” che, per tutte le nomine, assommano per ora a meno 1 milione, contro i 5 di Marino e i 6 di Alemanno), ripicche e giochetti correntizi, batracomiomachie da vecchia partitocrazia. Come se non si trattasse della capitale d’Italia, ma di un paesino di campagna. Come se il M5S non si giocasse lì tutte le chance per accreditarsi come forza di governo. Come se non fosse noto che i poteri marci – politici, affaristici ed editoriali – hanno puntato il massimo della posta sul fallimento pentastellato a Roma per rimettere le grinfie sulla mangiatoia.

La Raggi, dopo il plebiscito che l’ha issata sul pennone del Campidoglio, ha commesso tre errori. 1) Per assicurarsi la presenza prestigiosa di Minenna, voluto dal Direttorio, gli ha concesso troppe deleghe, facendone un simil-sindaco che sbilanciava gli equilibri di giunta e acuiva l’insofferenza della base per un tecnico esterno ed estraneo al M5S; e gli ha pure lasciato scegliere l’ad di Ama e la capo-gabinetto, che rispondevano più a lui che a lei (una specie di giunta parallela), infatti ieri sono usciti in corteo come gemelli siamesi. 2) Ha cincischiato troppo sulle nomine, annunciandone una al giorno ed esponendosi allo stillicidio quotidiano degli attacchi esterni e interni, il che non sarebbe accaduto (o si sarebbe concentrato in pochi giorni) procedendo con tutto il blocco una volta per tutte. 3) Ha tollerato i troppi galli nel pollaio, senza pretendere il rispetto da chi dovrebbe stare dalla sua parte e senza allontanare la Raineri dopo le imbarazzanti interviste, da genio incompreso, rilasciate per difendere il suo pur legittimo stipendio.

Sulla qualità della giunta, invece, c’è poco da obiettare: la squadra resta di buon livello, con punte di eccellenza (Bergamo alla Cultura, Berdini all’Urbanistica) e una generale indipendenza dal M5S. Nulla da ridire nemmeno sull’inevitabile rispetto del parere dell’Anac di Cantone, che ha giudicato illegittimo il contratto della Raineri e ne imponeva uno diverso (ma meno vantaggioso). Gli errori più clamorosi li han commessi i vertici e la base, non solo romani, del Movimento, circondando la sindaca di direttorii, direttoriucci e direttorietti dove il primo che si alza la mattina mette becco dappertutto e twitta tutto, anche i mal di pancia. Una manna per i giornaloni, che non vedono l’ora di incunearsi tra le divisioni pentastellate per allargarle e amplificarle, titolando ogni giorno sulla “guerra”, il “caos”, la “rivolta”, la “bufera” in Campidoglio e sparacchiando su tutti gli uomini più vicini alla Raggi per indebolirla. Il risultato è lo spettacolo inverecondo da “Prova d’orchestra” felliniana di questi due mesi, che ha finito per oscurare i pochi, ma buoni risultati già ottenuti: dal superamento della prima emergenza rifiuti ai primi risparmi su sprechi milionari.

Intanto, nel silenzio generale, il sindaco Pd di Milano Beppe Sala perdeva i pezzi molto prima della Raggi, e per motivi ben più scandalosi: indagato per aver nascosto varie proprietà, nominava assessore (proprio al Bilancio) il suo socio in affari e capo di gabinetto il factotum della sua campagna elettorale, spendeva in nomine molto più della Raggi ed era costretto a revocare dopo 5 giorni il suo segretario generale, Antonella Petrocelli, imputata per turbativa d’asta. Nemmeno un articolo di giornale (Fatto a parte) né un titolo di tg. Ma questo era prevedibile. Così come gli attacchi alla giunta Raggi (vedi la campagna d’estate contro l’assessore all’Ambiente Paola Muraro), puramente estorsivi e ricattatorii: parlavano di rifiuti ma pensavano alle Olimpiadi, colpivano la nuora perché la suocera intendesse. Sarebbe bastato che la Raggi rinnegasse la sua campagna elettorale contro Roma 2024, cedendo alle pressioni ai limiti del Codice penale cui molti esponenti di giunta e Consiglio sono stati e sono sottoposti, perché il corpo della Muraro venisse restituito intatto dalla grande stampa e dagli affaristi retrostanti. Ma questo i 5Stelle lo sapevano fin da prima delle elezioni e avrebbero dovuto prepararsi per tempo.

Oggi, anziché prendersela coi prevedibili nemici esterni, dovrebbero riunirsi in conclave con Beppe Grillo, recitare il mea culpa e dirsi in faccia che intendono fare da oggi in poi. Se vogliono aiutare la Raggi a rilanciare la giunta, si cuciano la bocca, si tengano per sé i buoni consigli tipici di chi ha finito i cattivi esempi e lascino governare chi è stato eletto per farlo. Se invece intendono continuare a logorare la loro giunta, a lanciare sassate contro la loro vetrina, a segare il ramo su cui sono seduti, lo dicano subito e sfiducino la Raggi, confessando di non essere pronti a governare Roma e dunque, a maggior ragione, l’Italia. In questo caso, tutti a casa. Ma per sempre.

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11 thoughts on ““Tutti zitti o tutti a casa”: di Marco Travaglio

  1. Dicono che se sei martello vedi tutto come un chiodo e forse questo capita anche a me per colpa (o merito) del lavoro che faccio. Per farla breve il mio pensiero è questo (e ho perso il conto delle volte in cui l’ho detto e scritto): il M5S ha bisogno di una scuola politica e dell’istituzione di una scuola di formazione continua. Trovo ridicoli alcuni scivoloni (“eufemizziamo” va’!) che, al netto delle strumentalizzazioni parassitarie da parte di media e partiti vari, sono comunque reali, concreti e allarmanti.
    Ho visto gestire situazioni e gruppi di persone senza la minima cognizione manageriale, relazionale, comunicativa, senza alcuna preparazione circa le dinamiche sistemiche interne ed esterne al Movimento, ho visto ignorare bellamente le sacre leggi che sovrintendono le interazioni tra singoli e gruppi, ho sentito bocche aprirsi e dare fiato senza la minima cognizione di ciò che stavano per combinare; sostengo il M5S sin dall’inizio e ancora credo che sia l’unica speranza che abbiamo in questo paese fradicio nelle fondamenta ma il punto è proprio questo…
    Il Movimento ha ottenuto sì già ottimi risultati (anche di amministrazione checché ne dicano le prefiche di regime) ma resta evidente ai miei occhi che se non si decide a crescere (inteso: diventare adulto) e a ridimensionare le velleità di purezza da movimento leaderless (una bestemmia antropologica) o ad avvalersi di scuole e consulenti seri con linea e valori direttivi condivisi, se non si decide a mettere a fattore comune le esperienze accumulate finora beh, temo che non dureremo a lungo, non con successo almeno.
    Ci sarebbe molto da dire ma diventerebbe un trattato, e non è questa la sede. E chissà se ci sarà mai, una sede.

  2. mi sembra che l’articolista alla fine commetta lo stesso peccato che rimprovera ai “vertici” 5 stelle: dire cosa debba fare la raggi. il “fatto” ha bisogno di non lasciarsi identificare con i 5 stelle e quindi le deve sparare. dall’articolo, che almeno dà un po’ di informazioni sul problema in questione, si evince poco la volontà di sabotare il movimento 5 stelle, che invece è palese. non si tratta di “dare la colpa” agli altri, si tratta di capire che c’è una guerra in corso e che i politici o i “tecnici” navigati sono più bravi del movimento in questo. quanto siano bravi ad ammnistrare lo abbiamo visto.

  3. Francamente se Travaglio conosce i fatti, poteva mettere anche i nomi di chi rema contro. Di solito è imparziale e si attiene ai fatti, ma questa volta ho letto un disagio nel dire i nomi e le eventuali correnti.

  4. Ciò che è inaccettabile è la chiusura dell’articolo. Si sostiene che in caso di fallimento, ma sarebbe meglio dire “boicottaggio” da parte del sistema (mafia capitale approved), il M5S deve andare a casa per sempre. Quindi tutti gli altri che hanno distrutto l’Italia grazie alla loro esperienza, possono rimanere per anni e anni, e l’unico movimento che ha l’opportunità di farci risorgere ha UNA SOLA POSSIBILITÀ?
    Con tutte le trappole che hanno reso e che ancora devono scattare? Vergognoso, semplicemente vergognoso. Anzi ciò che si deve fare è non solo evitare il boicottaggio dando tutto il sostegno possibile al MoVimento in generale, ma rispondere con tutta la forza necessaria a respingere le ombre generate dai media di regime (praticamente tutti) con il semplice buonsenso.

    • Dice che quelli del Movimento che parlano troppo devono azzittirsi e lasciare che la Raggi governi, invece di mettere bocca su tutto quello che fa. E ha ragione.

      • Lo dice in una piccola parte.
        Per il resto sembra altro.
        Comunque il M5S è dov’è perchè ha avuto la lungimiranza di scegliere persone perbene (salvo alcuni saltati nel carro solo per opportunismo), che in quanto tali, possono anche sbagliare in un mondo creato da e per criminali.
        Certo, dire che si sono fatti degli errori, numerandoli anche, senza sapere come si sono svolte le cose, non è che sia molto edificante secondo me….anche perchè sarebbe impossibile non farne viste le trappole tese…

  5. Mi dispiace ma la differenza tra il Movimento e gli altri sta proprio nel rigido rispetto delle regole in un paese talemente lassita in questo senso che la corruzione, e l’allagra gestione amministrativa è diventata ingestibile e in mano a poteri forti che si sono arricchiti e hanno fatto il bello e il cattivo tempo grazie proprio a questi lassismo. Che si sia nuovi al potere non è uno svantaggio ne significa incompetenza, ma al contrario è un punto di forza, si vedono le cose con occhi non logorati dal contatto costante di anni al potere, si è in contatto con la realtà, si ha quella doverosa etica e moralità che serve per raddrizzare una situazione piegata fino all’inverosimile. E per raddrizzare la situazione si può solo che applicate integerrimità, fermezza e coerenza. Gli sbagli si fanno perchè si lavora, chi non fa, non sbaglia, basta poi però velocemente aggiustare il tiro. Qui abbiamo tuttti contro, pronti a metterti il piedino davanti per farti inciampare, ma a noi gli inciampi non ci spaventano. Non si è capito che l’unico modo per vincere qui è non fermarsi per nessun motivo, non si va a casa, non ci si arrende, MAI, non si vince contro chi non si arrende mai, nonostante tutta la stampa e le televisioni contro, nonostante i tranelli dei venduti, nonostante le pressioni pesanti, le tentate ingerenze, MAI MAI MAI ci si arrende, si va avanti a spallate e una spallata oggi una domani si sfonda la porta, si cambia il sistema. E questa è l’unica strada per vincere quella, che non so se ve ne siete accorti, è una guerra, i cittadini contro i lobbisti, i politici, i mafiosi, i venduti, i media. Questo è, l’unica cosa da fare è sostenere il nostro Sindaco che sta combattendo per noi, e la certezza che lo stia facendo sta proprio negli attacchi che le arrivano.

  6. Dell’assessore all’ambiente che si dice?
    Scusate, apprendo ora che non aveva un avviso di garanzia ma era solo sottoposta ad indagini…

  7. CONTRORIVOLUZIONE

    Con pochissime eccezioni, partiti & giornalisti stanno cercando di distruggere il Movimento 5 Stelle entrando con i loro cavalli di troie (le televisioni) dentro il Campidoglio tentando con qualunque mezzo di rovesciarne la giunta. Com’era facile prevedere valanghe concentriche di diffamazioni e sporche menzogne stanno piovendo a raffica dell’ancien regime sull’unico movimento popolare che si sia mai visto nella storia della nostra repubblica, un movimento di cittadini seri e onesti che per la prima volta hanno avuto l’ardire di stanare le malefatte e i crimini della più incancrenita, marcia e corrotta nomenclatura economico-politica d’Europa. Questi gerontosauri senza età, né pudore, sono letteralmente impazziti al pensiero che dopo Roma il Movimento potesse puntare al governo nazionale, sapendo bene che in questa eventualità per loro sarebbe la fine. Osare entrare nei Palazzi del potere – per questi balordi – è stato di una sfrontatezza inaudita, inammissibile, un’onta che va punita severamente e adesso, tutti coalizzati, stanno cercando di assestare il colpo mortale al 5Stelle.
    Quella della Muraro indagata è una gigantesca bufala, (leggetevi l’interessante articolo di Franco Bechis, non certo un sostenitore del M5S, “La verità sulla Muraro”) così come le illazioni sullo studio S.Marco. Il problema vero è che la sindaca Raggi in questi primi due mesi e mezzo purtroppo ha pagato lo scotto della sua ingenuità, della sua mancanza di cinismo, non avvezza com’era ai bassi meccanismi e alle sordide strategie vigenti e – aspettata al varco dagli sciacalli del luridume – ha fatto una mossa sbagliata, e adesso questi ignobili individui già sbavano chiedendo la sua testa.
    Il Movimento non ha una televisione per bilanciare le indegnità e le schifezze ascoltate in questi giorni (e in generale dacché questi nostri concittadini si sono affacciati alla Cosa Pubblica). I partiti si sono coalizzati in una vera e propria controrivoluzione e con tutta la potenza di fuoco mediatica al loro servizio sparano ogni giorno bordate micidiali contro il 5Stelle. È una cosa indegna, che deve finire. Quel 67 per cento di cittadini romani che hanno creduto nella Raggi deve scendere in piazza senza indugi, farsi sentire, confermando la giustezza della fiducia accordata a questa ragazza entusiasta e pulita, rinnovandole la propria fiducia ma pretendendo che la composizione della Giunta sia rivista sulla base dei criteri di onestà e trasparenza fondanti e imprescindibili del 5Stelle. Basta con gli esperti e i nomi illustri che non hanno portato altro che malcostume e corruzione. Gli amministratori, i consiglieri, gli assessori vanno scelti fra i tanti ragazzi pentastellati privi di blasone ma forti di rettitudine morale, spavaldi e incorruttibili, è questo che vogliono gli elettori, sapere che a rappresentarli ci siano persone certamente preparate ma soprattutto in cui riconoscersi. Viceversa lasciare le cose così come stanno, consentendo a questa Kasta nefasta di riprendere il sopravvento, vorrebbe dire rinunciare ad un sogno che è ancora lì, ad un passo dal realizzarsi.

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