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D’Alema lancia il Comitato per il No al Referendum

dalema-renzi-832341(di Andrea Carugati per La Repubblica) – Non usa giri di parole Massimo D’Alema, aprendo l’assemblea per il No al referendum da lui organizzata oggi al cinema Farnese di Roma. “La vittoria del No segnerebbe la fine del partito della Nazione renziano. Il che sarebbe un bene per il Pd e per il Paese. Siamo stati sottoposti ad accuse di ogni genere: noi non siamo qui per un’iniziativa che vuole dividere il Pd. Non ci interessa il Pd come oggetto del nostro impegno, ma ci interessa il Paese. C’è un sistema democratico fortemente indebolito”, spiega D’Alema aprendo l’incontro.

Una assemblea che è solo l’inizio di una lunga marcia, e che prefigura la nascita di un Comitato e forse anche di qualcosa di più. “Intendiamo costituire una rete organizzata. Daremo avvio a un comitato nazionale per il No e proporrò all’assemblea di indicare il nome del presidente nella persona del professor Guido Calvi. Abbiamo promosso questa iniziativa sulla base della richiesta proveniente da tante parti del Paese. Si tratta di una richiesta che secondo me allude anche ad altro”, ha aggiunto l’ex leader Ds.

“La maggioranza che ha cambiato la Costituzione non aveva il mandato per farlo. E’ una maggioranza trasformista, formata grazie alla trasmigrazione di parlamentari eletti sulla base di una legge incostituzionale. Sarebbe un vizio di origine grave che costituisce un precedente preoccupante”, ha aggiunto D’Alema.

 “Esiste un fenomeno immenso che riguarda milioni di persone che hanno smesso di votare Pd, spesso scegliendo di non votare, e di migliaia che non hanno rinnovato la tessera del Pd. C’è un partito senza popolo e un popolo senza partito, al quale non vogliamo dare un partito ma un’occasione d’impegno civile”.

E ha chiarito: “Ci sono quelli che sono e restano nel Pd, come il sottoscritto. Come ha affermato il presidente del Pd, vige la legittimità dell’opinione in dissenso”. Dura stoccata al premier Renzi: “Io sono un suo grande ammiratore perché è capace di dire qualsiasi cosa. Ora dice che non può mettere mano alla legge elettorale perché è affare del Parlamento, ma è lui che ha messo la fiducia entrandoci a gamba tesa”.

E ancora:  “Trovo decisamente sgradevole che il governo non abbia ancora fissato una data per il referendum. Sa di una furbizia”.

Anche sul merito della riforma l’ex leader Ds non fa sconti: “Si tratta di una riforma totalmente contrastante con lo spirito del centrosinistra e con la tradizione dell’Ulivo. Non lo dico io, ma uno come Valerio Onida. Le teorie secondo cui l’idea stessa ‘si sa chi vince e quindi fa il governo’ sono prive di fondamento. Non so quali cose straordinarie dovrebbero derivare da questa pasticciata riforma costituzionale e una parte della campagna dovrà tendere a demistificare questa paccottiglia ideologica”, ha aggiunto D’Alema.

“Questa riforma ripropone, in alcuni casi peggiorandoli, alcuni punti qualificanti della riforma di Berlusconi”.

Sul futuro del governo spiega: “Con la vittoria del No sarà obbligatoria una radicale revisione della legge elettorale. Se vince il No non ci saranno elezioni anticipate perché ci sono due leggi elettorali. Il governo andrà avanti o se ne formerà un altro, non dipende da noi. La vittoria del No non precluderà per decenni ogni riforma: credo che alcuni aspetti precisi come la riduzione parlamentari e la navetta tra camere si potranno fare”.

Guido Calvi è un giurista da sempre vicino alla sinistra. E’ stato senatore del Pds-Ds e poi del Pd dal 1996 al 2008. Come avvocato ha rappresentato le parti civili nei processi per le stragi di piazza della Loggia a Brescia, della stazione di Bologna e del rapido 904.

“Calvi – ha affermato D’Alema annunciando il nome del neopresidente – rappresenta una parte della storia dell’impegno civile dei giuristi democratici e non è iscritto al Pd e quindi non può essere accusato di voler creare una corrente all’interno del partito”.

All’evento al cinema Farnese sono presenti i dieci parlamentari dem che hanno dichiarato il loro No al referendum, da Massimo Mucchetti a Paolo Corsini e Luigi Manconi, gli europarlamentari dem Massimo Paolucci e Antonio Panzeri e altre personalità del centrosinistra di ieri e di oggi. In sala anche il componente del cda Rai Carlo Freccero e i deputati di Sinistra italiana Arturo Scotto e Alfredo D’Attorre.

Presente anche  l’ex ministro dei Trasporti del secondo governo Prodi, Alessandro Bianchi: “No a una pessima riforma della Costituzione e una pessima legge elettorale che comportano una svolta autoritaria”, spiega a margine dell’evento. “Anche il fatto di restare in posizione attendista, come fa la minoranza Pd, non va bene. E’ sicuramente un imbroglio quando si dice di voler assicurare la governabilità del Paese attraverso l’ingegneria istituzionale”.

I big della minoranza dem, da Bersani a Speranza e Cuperlo, non sono presenti all’iniziativa. L’Area riformista guidata da Speranza ha mandato una delegazione composta dai parlamentari Carlo Pegorer e Giuseppe Zappulla.

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