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Le “perle” di Marco Travaglio

giorgia-salari-marco-travaglio-830449(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)Slurp. “Quando Renzi arriva alla Versiliana la gente batte le mani. Sono tutti curiosi di vederlo. ‘Però è simpatico’, concede con un sorriso una signora in bianco… Il pubblico applaude. Il popolo della sinistra e di chi subisce le angherie del pubblico, della burocrazia ha la sua rivincita. Renzi sa quali tasti suonare. Dopo dieci giorni di ferie è in forma. Pronto per la campagna d’autunno. Dal vivo, poi, rende bene. Soprattutto se in prima fila ha la nonna di 96 anni, capelli candidi e faccia simpatica, ad ascoltarlo. È il tocco da maestro. Ma quello ce l’hai o non ce l’hai. Come l’energia, al termine dell’incontro, per bissare i selfie… Tutto mentre la folla ti spintona, ti vuole toccare come se tu fossi Santa Evita (Peron), se non ci fosse un domani, se tu potessi risolvere i problemi con l’imposizione delle mani. Passando lievemente fra il cordone della scorta. Quella che Agnese, la moglie, non ha. Non ne ha bisogno. Anche se non le mancano le richieste di selfie, all’uscita della Versiliana. Ma sono più pacate” (Il Tirreno, 23.8). La fortuna di averlo avuto la capiremo solo quando non l’avremo più.

Matteo Salvinazzi. “Andiamo a governare con la ruspa in tangenziale!” (Matteo Salvini, segretario Lega Nord, 29.8). Fa rima con “ma tu non sei mica normale”.

Mestieri usuranti. “Trovare i colpevoli (dei morti e dei crolli per il terremoto, ndr)? Una caccia alle streghe” (Carlo Nordio, procuratore aggiunto a Venezia, il Giornale, 31.8). E noi ingenui che pensavamo di pagare i magistrati proprio perchè trovino i colpevoli. Invece, per evitare le cacce alle streghe, devono trovare gli innocenti.

Sergiostaisereno. “Non vede come sono sereno? Posso andare dal magistrato domani. Parlo per quattro ore e si sgonfia tutto. Poi mi arricchirò con le querele. Altro che contestazioni: a me devono dare l’Oscar” (Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, la Repubblica, 1.9). Miglior controllore non protagonista.

Vedo-non vedo. “Trasparenza” (titolo del post firmato da Virginia Raggi alle ore 4,45 sulle dimissioni del suo capo di gabinetto, seguite da quelle dell’assessore al Bilancio e dei vertici Ama e Atac, 1.9). Seguono cinque giorni di silenzio. Più che trasparenza, invisibilità. (…)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi

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