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Diego Fusaro: “Complotti” e “populisti”, così il potere ci denigra

Tutto ciò che dissente dal pensiero unico viene demonizzato con la neolingua.

populismo-160905173815_medium(di – lettera43.it) – Per i tramite delle prestazioni della neolingua, il pensiero unico politicamente corretto fa sì che si generi un automatico dissenso verso chiunque si discosti dai corollari e dai teoremi dell’ordine simbolico dominante.

Quest’ultimo viene sempre da capo riconfermato: anche per via negativa, ossia per il tramite dell’ostilità verso chi rifiuta il pensiero unico.
La neolingua impone parole e concetti sottratti a ogni libero agire comunicativo e a ogni discussione critica e dialogica.
Procede per proscrizione e non per confutazione. E impedisce anche solo l’enunciazione verbale di contraddizioni, subito diffamando e silenziando chi osi dissentire.
ACCUSE INFAMANTI. «Populismo», per esempio, diventa l’infamante accusa con cui il ceto intellettuale e il clero giornalistico silenziano chiunque assuma una prospettiva non coincidente con la loro e che, lungi dal tutelare sovrastrutturalmente gli interessi delle élite oligarchiche, dà voce agli interessi del popolo e delle classi subalterne che lo compongono.
Analogamente, «complottismo» è l’oggi in voga etichetta con cui si demonizza ogni prospettiva che demistifichi la versione ufficiale dei fatti o la grande narrazione edulcorante e ad alto tasso ideologico che chiama «globalizzazione» il massacro di classe planetario, «flessibilità» la precarizzazione neoschiavile dei giovani lavoratori e «competitività» la possibilità per i dominanti di rimuovere senza riserve e impedimenti politici i diritti sociali dei dominati.
TUTTO È OMOFOBIA. La stessa categoria di «omofobia» è l’etichetta in auge con cui il “ministero dell’Amore” di orwelliana memoria mette a tacere chiunque osi ancora pensare che esistano uomini e donne e che la razza umana si perpetui in virtù della differenza sessuale.
Condannati come omofobici, infatti, non sono oggi soltanto coloro che usano violenza e compiono discriminazioni: in questo caso, naturalmente, è giusta la piena condanna dei violenti e di chi discrimina, come, del resto, sarebbe giusto sanzionare ogni forma di violenza e di discriminazione, compresa quella classista del sistema economico, che resta, invece, puntualmente impunita.
CACCIA AGLI PSICOREATI. A incorrere nella condanna di omofobia sono anche quanti commettono, in termini orwelliani, lo “psicoreato” consistente nel ritenere che esistano uomini e donne, che la famiglia non corrisponda a un concetto “autoritario” da cui prendere congedo, che – pur essendo molteplici i legittimi gusti sessuali – due siano i sessi, che possano essere discusse razionalmente senza dover essere accettate senza riserve le nuove disposizioni sull’educazione di genere nelle scuole.
Per questo il compito di un pensiero critico e di una filosofia che non sia semplice serenata per lo status quo deve oggi essere anche la destrutturazione del pensiero unico e della neolingua.
Twitter @DiegoFusaro

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