Cronaca/Interno/Politica

Renzi riparte dall’annuncite

renzi-porta_a_2(lettera43.it) – È un Matteo Renzi scatenato quello che ai microfoni di Porta a Porta ha rispolverato una raffica di annunci non nuova alle promesse del premier.
Pensioni, statali, scuola e partite Iva. Ma anche referendum e dimissioni. Il presidente del Consiglio non ha utilizzato frasi di cicrcostanza nell’introdurre le misure in aggenda per il prossimo autunno
«DUE MISURE PER LE PENSIONI». Per cominciare, nella legge di bilancio ci saranno «due misure sulle pensioni: per dare un po’ più una mano a chi ha la minima» con «una sorta di quattordicesima» e trovare il modo di agevolare chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino».
«Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata», ha precisato il premier.
«ADEGUEREMO GLI STIPENDI PUBBLICI». Renzi ha anche promesso l’imminente sblocco dei contratti pubblici. «Da sette anni i dipendenti della Pubblica amministrazione hanno il contratto fermo. Lavoriamo perché nella legge di Stabilità sia sbloccato il loro adeguamento salariale».
«BONUS SCUOLA RINNOVATO». Buone notizie anche per il mondo della scuola: «Il bonus continuerà per gli insegnanti e i professori e sarà rinnovato: un piccolo contributo per formarsi. Se fai l’insegnante è giusto che lo Stato riconosca la tua funzione».
«SGRAVI FISCALI PER LE PARTITE IVA». Altri annunci hanno riguardato il popolo delle partite Iva. Il presidente del Consiglio ha preannunciato sgravi fiscali che possano avere «un risparmio di mille euro l’anno», con l’obiettivo di «raggiungere 500 mila partite Iva».
«DIMISSIONI SE VINCE IL NO? NON CI HO RIPENSATO». E sul referendum: «A naso la data del sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre». Sulle dimissioni in caso di vittoria del ‘no’ «non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare il referendum, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. C’è tanta gente che si preoccupa del futuro dell’Italia. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle regioni».
«DEBITO, QUELLI DI PRIMA MANGIAVANO SENZA PAGARE». C’è spazio anche per il debito pubblico «La Spagna cresce del 3%. Ma ha un deficit del 5%, che in Italia varrebbe circa 50 miliardi. Dessero a me 50 miliardi da dare ai cittadini o da ridurre le tasse, anche io avrei una crescita del 3%. Ma il problema è che quelli prima di noi hanno mangiato al ristorante e hanno lasciato da pagare. Per questo abbiamo il debito. E io non lo lascio da pagare a figli e nipoti». E ancora: «Nel rapporto tra deficit e Pil più o meno resteremo sul 2,3%-2,4%. Non sforeremo il 3%. Èun fatto di credibilità e reputazione. Bisogna cambiare le politiche economiche e lo stiamo facendo, ma anche dire che è buonsenso che non ci si può più indebitare, non dobbiamo spendere i soldi dei nostri figli e nipoti perché non sarebbe serio».

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