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“A lavorare”: di Marco Travaglio

raggi-675-675x275(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)Ecco le parole che Virginia Raggi non ha (ancora?) pronunciato sulla crisi devastante della giunta a soli due mesi dalla nascita – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 8 settembre 2016, dal titolo “A lavorare” .

Cari amici dei 5Stelle e cari elettori che mi avete votata anche senza appartenere al Movimento, vi chiedo scusa per questa falsa partenza, frutto di errori commessi da tanti, ma anche da me. Sapete, non è facile per un movimento outsider mettere insieme una squadra all’altezza della Capitale. Il M5S è troppo gracile e giovane per avere già al suo interno una classe dirigente: perciò ci siamo rivolti alla società civile e al mondo delle professioni in cerca di personalità esterne, ma omogenee al nostro progetto, ma abbiamo raccolto più dinieghi che disponibilità. Il “sistema”, almeno a Roma, ha deciso di non collaborare col sindaco democraticamente eletto, ma di restarsene sulla riva del Tevere per alternare bastone e carota: o io mi piego ai diktat dei soliti noti (Olimpiadi, stadio, acqua, rifiuti, svendita del patrimonio immobiliare), tradendo gli impegni della campagna elettorale, o avrò contro tutta la contraerea e prima o poi dovrò arrendermi. Così, con l’aiuto non sempre disinteressato dei due direttorii, abbiamo formato una giunta con punte di eccellenza, ma molto eterogenea.

Infatti la maionese è subito impazzita. Minenna, ottimo tecnico, ha preteso 3 deleghe cruciali e si comportava come se il sindaco fosse lui. E io ho commesso l’errore di abbozzare. Mi ha pure imposto il capo di gabinetto, la giudice Raineri, con uno stipendio addirittura superiore a quello di magistrato. E io, per trattenere lui, ho ceduto su di lei. Poi ho scoperto che la Muraro era iscritta nel registro degli indagati dell’inchiesta sui rifiuti, anche se ci era noto solo il reato (violazione delle norme ambientali) e non i fatti addebitati. Ho informato il minidirettorio romano e fatto informare Di Maio. Il quale, come me, ha commesso il grave errore di sottovalutare la cosa: non perché l’indagine in sé sia infamante (sui controlli della Muraro sugli impianti ci diranno i magistrati), ma perché 5Stelle vuol dire trasparenza. Siccome le carte che attendevamo non sono arrivate, avremmo dovuto già a fine luglio comunicare che c’era l’indagine, che al momento la Muraro godeva della nostra fiducia e ne avremmo riparlato quando ne avessimo saputo di più. Questo è l’errore principale di cui ci scusiamo, anche perché se n’è portati dietro altri: il barcamenarci mio e di Di Maio fra avviso di garanzia e iscrizione, e la bugia della Muraro sul “non mi risulta nulla”. (…)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi

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