Cronaca/Economia/Interno/Politica

Le mille e una patrimoniale (occulte)

Tobin tax. Canone Rai in bolletta. Case e capannoni. Bollo auo. Super car e jet. Ecco perché il prelievo su risparmi e beni c’è già. E vale 50 miliardi all’anno

renzi-patrimoniale-160908113911_big(di lettera43.it) – Susanna Camusso ripete il concetto da quando siede sulla poltrona di leader della Cgil: per salvare l’Italia ci vuole una patrimoniale.

Un prelievo straordinario sui risparmi e sui beni posseduti per cancellare parte del debito pubblico o finanziare un piano per tagliare il cuneo fiscale.
L’ipotesi – un tempo cavallo di battaglia della sinistra – non è mai piaciuta al premier Matteo Renzi.
Angelino Alfano, ministro dell’Interno e leader del Nuovo centrodestra (Ncd), ha persino minacciato una crisi di governo: «Se nella Legge di Stabilità c’è la patrimoniale non ci siamo noi, non avrà il nostro voto».
Mentre dal Forum Ambrosetti 2016 di Cernobbio, i colleghi Maurizio Poletti (Lavoro) e Carlo Calenda (Sviluppo economico) hanno tranquillizzato la comunità finanziaria del Paese: «Non ci sarà nessuna patrimoniale».
UN’IMPOSTA CHE C’È GIÀ. Eppure, a ben guardare, già oggi il fisco italiano non lesina imposte patrimoniali che secondo la dottrina «gravano sulla ricchezza posseduta dalle persone in un determinato momento».
Sono circa una quindicina le cosiddette patrimoniali occulte, che riguardano la casa, l’auto e gli investimenti.
Sommate assieme, portano de facto l’effetto voluto dalla Camusso.
E il governo incassa ogni anno dalle tante piccole patrimoniali circa 50 miliardi di euro.

Le azioni “costano” più dei Bot. E poi c’è la Tobin tax…

Sui capital gain e sulle cedole il prelievo sulle rendite finanziarie è del 26%.
Che scende al 12,5 soltanto per i titoli di Stato italiani e stranieri.
A questo poi bisogna aggiungere l’imposta di bollo annuale, che è pari allo 0,2% di quanto investito.
E viene applicata indipendentemente se si è guadagnato o meno.
(TAR)TASSATI SOLO GLI ITALIANI. Sui conti correnti superiori ai 5 mila euro c’è un fisso di 34,2 euro all’anno.
Infine la Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie: precisamente l’Erario (ma soltanto dagli investitori italiani) incassa lo 0,1% sul valore di ogni operazione.
Nel campo delle patrimoniali occulte il risparmio, per il nostro fisco, è una delle maggiori fonti di sostentamento.
Soltanto nel 2015, e stando a uno studio del centro studi Impresa&Lavoro pubblicato da Panorama, gli italiani hanno pagato imposte per 15,1 miliardi.
L’anno precedente ci si era fermati a 14,9 miliardi.

Il canone in bolletta per recuperare mezzo miliardo: è una tassa di possesso

Il governo sta studiando come esentare dal pagamento le popolazioni residenti nelle aree colpite dal sisma di Amatrice del 24 agosto 2016.
Ma portando il canone Rai nella bolletta elettrica spera di recuperare quel mezzo miliardo di evasione, che ogni anno contraddistingue quella che è di fatto una tassa di possesso sulla televisione.
CHIESTE 817 MILA ESENZIONI. Al momento circa 817 mila italiani hanno presentato una richiesta di esenzione: tra loro chi ha un reddito inferiore di 6.500 euro e chi denuncia di non aver né televisione né altri apparecchi per guardare immagini e contenuti televisivi.
L’agenzia delle entrate ha già alzato il suo radar contro possibili evasori.
Anche perché Palazzo Chigi vuole usare il 40% di ogni 100 euro incassati per finanziare il fondo di riduzione fiscale per la tassa sulla prima casa.

Quei 6,5 miliardi garantiti dalle auto: la patrimoniale più trasversale che c’è

Sull’onda del “successo” del canone Rai, il governo starebbe studiando di portare anche in bolletta il bollo auto.
Cioè la patrimoniale più trasversale che ci sia, visto che colpisce anche il possesso della macchina, utilitarie e fuoriserie che siano.
SICILIA MAGLIA NERA. Soltanto nel 2015 l’erario ha incassato 6,5 miliardi di euro.
Ma c’è l’obiettivo di recuperare l’evasione che, soltanto per questo balzello vale un miliardo di euro.
In testa, nella classifica del sommerso, la Sicilia, dove ogni anno mancano all’appello tra gli 80 e 90 milioni.
In parlamento giace una proposta di legge per sostituire il balzello con una maxi accisa sulla benzina da 15 centesimi.

Case e capannoni: una rendita per il fisco da 22 miliardi

La patrimoniale sul mattone arriva nel 1992 (si chiamava Isi) con la manovra lacrime e sangue approvata dal governo Giuliano Amato.
Ma il picco di incassi si ha nel 2012 quando Mario Monti non soltanto reintroduce con l’Imu l’Ici cancellata da Silvio Berlusconi, ma le estende a tutte le prime case e ai capannoni delle imprese. Tanto da incassare soltanto nel primo anno 24 miliardi.
Nonostante gli sconti fatti prima da Enrico Letta e poi da Matteo Renzi, cancellando il prelievo per la prime abitazioni non di lusso o per gli imbullonati, il salasso per gli italiani non ha subito grandi alleggerimenti.
NON SI AFFITTA, MA SI PAGA. Confedilizia ha calcolato che tra Imu e Tasi, «la patrimoniale c’è già, vale circa 22 miliardi di euro all’anno e colpisce una sola categoria di contribuenti, i proprietari di immobili».
Un’imposta che, denuncia l’associazione dei proprietari, viene pagata anche sui «locali che non si riescono neppure ad affittare».
Ma anche chi affitta casa deve sottostare a un’altra piccola patrimoniale: con il padrone di casa si divide il costo dell’imposta di registro in fase di registrazione di contratto.
È il 2% del canone annuo moltiplicato per il numero delle annualità. Soltanto nel 2015 lo Stato ha incassato il 13,2% in più.

Caccia (fiscale) al lusso: nel mirino super car e jet privati

Fino al 2015 si doveva riconoscere un tributo anche per il possesso di imbarcazioni e navi oltre i 14 metri di lunghezza.
Poi, con l’ultima manovra, il governo ha finalmente ascoltato una delle principali eccellenze italiane: la diportistica.
Eppure il lusso resta una delle prede preferite del fisco: infatti, a differenza di yacht e velieri, non sono stati approvati sconti per le super car.
QUELLA STRANA “DIMENTICANZA”. Nonostante i tentativi della maggioranza, per una “dimenticanza” parlamentare è stato confermata l’addizionale erariale della tassa automobilistica fissata in euro 20 per ogni Kw di potenza del veicolo superiore a 185 Kw e voluta da Monti nel 2012.
“Costa” anche volare: nel 2011 è stata infatti introdotta l’imposta erariale per gli aeromobili privati: si passa da 75 centesimi per ogni chilo per gli aeri fino a mille chili per a 7,60 euro per i mezzi che superano le 10 tonnellate.
Indipendentemente se siano in funzione oppure “parcheggiate sul suolo italiano”.
L’Erario ha deciso un forfait di 450 euro per alianti, motoalianti, autogiri e aerostati.
Twitter @FrrrrrPacifico

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