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Cosa è stato il Risorgimento? Un massacro dei sabaudi su migliaia di meridionali

briganti-risorgimento-833289(Luca Rossi per Libero Quotidiano) – Tutte le strade portano a Roma, ma non tutte ci mettono lo stesso tempo. Lo dice un flyer di un corriere internazionale che da Milano spedisce in tutta Italia specificando che ci vogliono 3 giorni nello stesso comune, 5 in tutti gli altri comuni italiani, ma che ce ne vogliono 7 per la Sicilia, la Sardegna, la Calabria e la Basilicata. Passi per le isole, con il corriere che nel ventre di un traghetto affronta la tempesta perfetta al largo di Livorno, ma per Calabria e Basilicata? Coda sulla Salerno-Reggio Calabria per attraversamento ovini? Superstrade crollate in Sicilia?

Lunghi tratti monocorsia con la polizia stradale sulla corsia d’ emergenza a bordo di Lamborghini? L’Italia ha due velocità, lo sentiamo ripetere da settant’ anni da presidenti della Repubblica meridionalisti e da trent’anni quasi di Leghismo autonomista sentiamo rispondere che il sud è un peso che affonderà il Paese. Oggi Apple investe nel centro di sviluppo app di Napoli, come a dire che basta un iPhone a chiudere la questione meridionale.

Ma la questione meridionale è tale da prima dell’ unità peninsulare, insegna Pino Aprile già autore di Terroni (2010), Giù al Sud (2011), Mai più terroni (2012), Il Sud puzza (2013) e Terroni ‘ndernescional (2014). Con Carnefici (Piemme, 464 pp., euro 19.50), l’ autore torna al tema caro, ma si sposta in epoca pre-pre-pre-Apps, quando il terrone ante litteram fondeva il borbone e il brigante. Aprile racconta di un vero e proprio genocidio compiuto dai piemontesi cattivi a discapito dei terroni buoni.

PINO APRILE - CARNEFICI

Il libro, frutto di anni di ricerche, di archivi ne ha per tutti. Non si salva nemmeno Garibaldi, che si fece costruire una villa a Caprera: una residenza quasi in stile Scarface se l’eroe dei due mondi avesse avuto la televisione come i mafiosi emuli di Gomorra, anche se non si fece mancare il veliero da 42 tonnellate per la sua piccola flotta personale.

Comunque non toglie che Garibaldi, più brigante dei briganti, in fondo non avesse poi colpa, così come secondo Aprile non avevano colpa gli ufficiali sabaudi che dicevano che i meridionali (terroni ancora non si usava) erano peggio degli «affricani» (con due f), perché erano incivili e ignoranti più degli affricani (con due f) e per questo meritavano quello che il Piemonte allargato stava facendo.

Ma cosa stava facendo? Deportati, fucilati, incarcerati, le figlie dei briganti, anche bambine, erano stuprate, i sabaudi erano peggio degli unni insomma, erano più violenti e animali degli «affricani» che tanto disprezzavano, così è facile che su una stima di 7 milione di persone, la popolazione dell’ allargato stato del Piemonte, manchino 500 mila persone svanite pochi anni dopo l’ unificazione del Paese.

Si scrive spesso che i crimini compiuti dai vincitori passano sotto silenzio. Così se Hitler avesse vinto con gli Zeppelin padroni dei cieli d’Europa, la Shoah sarebbe stata espulsa dalla storia, con buona pace di Primo Levi, Anna Frank e Roberto Benigni. Perché i vincitori sono sempre puri, Vittorio Emanuele II era un vincitore, era l’unificatore del regno, il re sul trono di spade.

GaribaldiAprile scrive e documenta di campi di prigionia, veri e propri lager subalpini come quello istituito nelle mura del forte di Fenestrelle, una pratica della quale siamo stati precursori.

Genocidio perché i proto-terroni non erano poi così diversi, così incolti, così selvaggi del popolo pedemontano, ma eran visti come impuri, come briganti anche se non lo erano e quindi bisognosi di scrematura.

Occorreva scremare quel crogiuolo dal quale si sarebbe forgiato il nascente popolo italico. Tutto documentato: il 20 gennaio 1861 fu istituito a Fenestrelle uno dei Depositi d’ uffiziali d’ ogni arma dello sciolto esercito delle Due Sicilie e su richiesta di La Marmora, venne indicato di «non porre in libertà nessuno dei detenuti senza l’ assenso dell’ esercito». Colpevoli di terronìa, venivano chiusi in gabbia peggio che animali senza il minimo magone.

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