Cronaca/Interno

Terremoto: nessun rimborso per le seconde abitazioni

Soldi per la ricostruzione solo a chi ha pagato l’Imu sulla prima casa negli anni precedenti

terremoto-centroitalia-amatrice-1000x600(Dimitri Buffa – iltempo.it) – L’appello del sindaco Sergio Pirozzi a mettere a disposizione 5mila seconde case per i terremotati sta cadendo nel vuoto. E questo perché adesso quelli a cui le seconde case sono crollate li stanno trattando in tv, nei Tg regionali o nei talk show come truffatori.

Anzi sciacalli, che stanno portando la residenza da Roma, per la maggior parte, ad Amatrice per avere i soldi per ricostruire la loro seconda casa. Ma uno che dovrebbe fare quando quattro successivi governi, Berlusconi nel 2009, Monti nel 2012, Letta nel 2013 e Renzi, con due distinti provvedimenti 2015 e 2016 (quest’ultimo in Gazzetta appena tre giorni prima del sisma del 24 agosto), ti escludono da ogni fondo per la messa a norma e la ristrutturazione anti sismica, solo perché non è stata soggetta all’Imu prima casa? Se si fossero potute mettere a norma tutte le seconde case di Amatrice oggi piangeremmo un centinaio di morti di meno. Altro che «onestà onestà».

E, nella loro ingenua auto difesa, gli abitanti delle seconde case di Amatrice, oltre il 70 per cento di quelle venute giù e che non sono state messe a norma perché le leggi non erogavano soldi (e nessuno si paga da solo 50 o 60 mila euro di rifacimento anti sismico per abitazioni che sul mercato possono valere anche meno di quella cifra) non sanno neanche che le norme in questione non si accontentano mica della residenza effettiva.

No le case devono dimostrare di essere quelle che hanno pagato l’Imu prima casa negli anni precedenti, e non solo dopo il sisma. Il primo tragico errore, che suppone che le seconde case degli italiani non siano degne di tutela anti sismica né materia per risarcire gli eventuali terremotati, risale al Dl 28 aprile 2009 numero 39 varato in fretta e in furia dopo il sisma de L’Aquila, notte tra il 5 e 6 aprile 2009.

Tutto grazie al comma 1 lettera a dell’articolo 3: «la concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell’abitazione principale distrutta».

Da questa assurda linea guida non si sono più discostati tutti i successivi decreti di proroga dei finanziamenti per la ricostruzione. Tanto a L’Aquila e quanto per gli altri sismi, come quello di Mirandola in Emilia nel maggio 2012.

Così il dogma dei “soldi solo alle prime case” resta nel decreto legge dell’ottobre 2012, governo Monti, in quello del 26 aprile 2013, governo Letta, in quello del gennaio 2015 del governo Renzi e in quello messo in Gazzetta ufficiale, sempre del governo Renzi, tre giorni prima del sisma a Amatrice.

Le seconde case continuano ad essere considerate un lusso per ricchi . I quali se vogliono sopravvivere ai sismi se le rifacciano a norma, ma da soli. D’altronde in un paese che colpisce sistematicamente con tasse anche le prime abitazioni e dove ogni anno si sveglia qualcuno promettendo e minacciando patrimoniali punitive per i troppo abbienti non c’è da stupirsi di questo stato di cose.

E proprio il sindaco Pirozzi aveva avvertito il governo e i media che ad Amatrice le case crollate sono in gran parte di romani che hanno la prima abitazione a Roma.

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