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“5 Stelle e 2 misure”: di Marco Travaglio

Matteo Renzi ospite a ''Porta a Porta''(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – L’altroieri, mentre Matteo il Bomba dava lezioni di trasparenza ai 5Stelle (“mai viste tante bugie tutte insieme”), il suo ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan telefonava a Fabrizio Viola, ad di una banca privata, il Montepaschi, e gli intimava di sloggiare per ordine del premier Renzi – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 10 settembre 2016, dal titolo “5 Stelle e 2 misure” . Motivo: Viola non piace ai vertici della banca d’affari JP Morgan, a cui Renzi ha promesso in dono il Mps. Roba che nemmeno Erdogan, o Putin. Il tutto due giorni dopo aver giurato a Porta a Porta: “La politica non mette più bocca nelle banche”, mentre il 4 luglio pontificava: “Noi abbiamo tolto la politica dalle banche. Noi facciamo gli interessi dei cittadini e dei correntisti, non delle lobby”. Una maxiballa che fa scopa con quest’altra: “Cacceremo i partiti dalla Rai”, detta un attimo prima di renzizzarla con tutte e tre le reti e i tg. Intanto, mentre i Renzi boys puntavano il dito contro i conflitti d’interessi della Muraro, prima consulente Ama poi assessore all’Ambiente, e della Raggi “eterodiretta” da torbidi “ambienti di destra”, il premier volava in Cina con Diego Piacentini, vicepresidente e mega-azionista di Amazon (80 mila titoli, roba da 62 milioni di dollari), da lui scelto come commissario all’Agenda digitale: ruolo che gli consentirà di conoscere e orientare le strategie del governo in un settore che lo vede in affari, anche a proposito delle politiche fiscali (web tax sì o no? Naturalmente no, sennò sai quanto ci rimette il colosso Usa, e dunque lui). Tutti fatti che si leggono solo sul Fatto, quindi non esistono.

Parafrasando il Pd e i giornaloni al seguito a proposito del M5S: Renzi non sarà mica in conflitto d’interessi, o eterodiretto per i suoi legami con JP Morgan e Amazon? Ma l’interrogativo lo pone solo il Fatto, dunque non esiste. Però fateci capire: l’obbligo di trasparenza, verità e onestà lo devono rispettare solo i 5Stelle che l’han sempre richiesto agli altri, o anche gli altri che se ne sono sempre infischiati? È giusto che chi chiede e ottiene voti su quei tre impegni debba essere il primo a mantenerli. Ma si può dare per scontato che tutti gli altri non li rispettino? Trasparenza, verità e onestà non sono forse le precondizioni che ogni politico deve osservare? O valgono solo per chi le predica, mentre è normale che non valgano per chi fa dell’opacità, della menzogna e dell’illegalità la propria ragione sociale? Ogni forza politica è libera di dire e fare ciò che vuole. Ma la stampa dovrebbe dichiarare quali sono i principi ispiratori della buona politica: e poi pretenderli imparzialmente da tutti. (…)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi

One thought on ““5 Stelle e 2 misure”: di Marco Travaglio

  1. Anche il Fatto in questi giorni ha dato troppo risalto alle vuote vicende da gossip di Roma. Anche questa testata si è lasciata prendere dal voler alimentare audience di cacciatori di streghe.
    Perché non ha aperto i titoloni dei suo giornale o del suo sito con queste notizie?

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