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Le “perle” di Marco Travaglio

marco-travaglio-la7-21-marzo-620x350(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Maestri di verità/1. “Di Maio, non ti fai schifo da solo?”, “Di Battista bisognoso di un test antidoping, una vergogna, pagliaccio venditore di gelati coast to coast, sei la feccia dell’umanità”,“Fico, Grillo, Di Maio, Di Battista ipocriti bugiardi cialtroni”, “Raggi ti ho visto al Tg1, sei un’offesa a verità e decenza, che vergogna, che pena!” (Maurizio Gasparri, FI, vicepresidente del Senato, Twitter, 6.9). Casomai qualcuno si fosse scordato perchè ha votato 5Stelle, c’è Gasparri a rammentarglielo.

Maestri di verità/2. “A molti osservatori il fenomeno del M5S è parso come lo stato d’animo degli innamorati. Gli psicologi, quando si riferiscono all’innamoramento, parlano di anestesia percettiva: quando ti innamori, non vedi più niente, c’è una nuvola che ti avvolge, non vedi più la realtà. Una scorfana ti pare una principessa: magari non vedi neanche i suoi pelacci, i suoi baffi, le sue varici… È emerso un trio: il Luigino Di Maio, il Fico moscio (ovviamente) e l’emergente Di Battista, detto Dibba, il gallo cedrone… Questi tre giovanotti hanno in comune che sono tre mezze pippe…. Questi tre sono miracolati che hanno sfruttato l’onda grillina… Luigino di Maio ha chiesto perdono, perché non è stato in grado di leggere un messaggino… Gli daremo anche il panierino con la Nutella e con la brioscina. Ma non faccia più il furbastro. Deve finire questa ipocrisia insopportabile. Questi tre si odiano, si baciano, ma sono falsi come Giuda… Che vi possano ammazzare tutti quanti” (Vincenzo De Luca, Pd, presidente della Regione Campania, 9.9). Casomai qualcuno si fosse scordato la differenza fra un politico e un camorrista.

L’aiutino. “Diamo tempo alla Raggi, se ha bisogno posso darle un aiuto e qualche consiglio”(Giuseppe Sala, sindaco Pd di Milano, Repubblica.it, 11.9). Su come raccontare frottole senza farsi beccare.

Memoria scorta. “La Raggi fa la spesa con la scorta” (la Repubblica e Il Messaggero, 10.9). Vergogna, non si può neanche minacciarla in santa pace.

La differenza. “La Muraro? Almeno i nostri li indagavano dopo, non prima” (Christian Invernizzi, Lega Nord, La Stampa, 8.9). L’appetito viene sempre mangiando. E comunque sono soddisfazioni.

Alf-ano. “Avrei un suggerimento per quelli di Charlie Hebdo, su dove devono infilarsi quella matita…” (Angelino Alfano, Ncd, ministro dell’Interno del governo Renzi, 3.9). Casomai qualcuno non avesse capito il senso dell’espressione “ministro dell’interno”.

Napolitalicum. “Con quello che succede nel mondo e quello che ha sulle spalle l’Italia, è davvero surreale l’infuriare di una guerra sul referendum costituzionale” (Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica, la Repubblica, 10.9). In effetti è curioso che, in un referendum gli italiani si dividano tra il Sì e il No. Facciamo così: chi vuol votare Sì voti No, e fine della guerra.

Scalfaritano. “Ci conosciamo bene Giorgio (Napolitano) ed io. Io ero liberal-socialista e lui liberal-comunista” (Eugenio Scalfari, la Repubblica, 11.9). Soprattutto nel 1956, quando esaltava l’Armata Rossa che schiacciava nel sangue la rivolta di Ungheria.

Slurp, arf. “La cagnolina canora star di Miami Beach”. “Sulla spiaggia di Miami non si sa se è stata più ammirata Michaela Biancofiore o la sua cagnolina canora, Puggy. Spiega l’azzurra: ‘È la mascotte di South Beach, gli americani impazziscono per questa razza per via del film ‘The man in black’. Dovrei portarla a Hollywood per farla scritturare. Cibo? Crostacei e molluschi tentando una vegan diet’” (il Giornale, 7.9). E poi dicono che non c’è più il giornalismo investigativo.

I Conti tornano. “Mi ha fatto ridere essere definito ‘l’uomo di Renzi a Viale Mazzini’: il primo contratto Rai l’ho avuto nel 1985”(Carlo Conti, la Repubblica, 8.9). In effetti ora è solo direttore artistico di Radio Rai.

Tutta colpa di B. “Tanti di noi stanno in cella a fare cosa? A guardare la televisione. Ora io non posso parlar male della televisione… però devo dire che se non ci fosse in carcere sarebbe meglio: abbrutisce” (Marcello Dell’Utri, detenuto per mafia, al congresso radicale a Rebibbia, 2.9). A tal punto che milioni di italiani abbrutiti dalla tv hanno votato per 22 anni un partito fondato da un mafioso.

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