Cronaca/Economia/Interno/Politica

Nuovo record per il debito. Renzi sta distruggendo l’Italia

Sale a 2.252 miliardi il rosso nei conti pubblici. In un anno +52 mld

soldi(Francesco De Dominicis – Libero Quotidiano) – Nel documento che palazzo Chigi ha diffuso all’inizio di settembre, per celebrare i primi 30 mesi del governo di Matteo Renzi (detto il Bomba), c’erano una sfilza di dati: dall’occupazione al pil, dalla pressione fiscale ai turisti in visita nel nostro Paese. Le slide confezionate dai cervelloni del premier mostravano tutti saldi positivi, snocciolati per sostenere che l’economia italiana è in netta ripresa. Miglioramenti, tuttavia, fatti emergere con raffronti in taluni casi non corretti sul piano scientifico e pertanto discutibili. E altrettanto discutibile è apparsa la scelta di nascondere i numeri sul debito pubblico. Forse perché sulla voragine nei conti dello Stato, sempre più larga, i margini per parlare di svolta non esistono. Il debito, del resto, cresce mese dopo mese.

Ieri la Banca d’Italia ha certificato l’ennesimo record: 2.252 miliardi di euro a luglio, cresciuto di 52 miliardi in 12 mesi. Un boom cagionato, in minima parte, anche dall’aumento di 5 miliardi delle disponibilità liquide del Tesoro, passate da 96 a 101 miliardi. L’incremento è legato a una precisa strategia di via Venti Settembre che approfitta dei tassi bassi per emettere una quota maggiore di titoli in modo da poter far fronte a eventuali, futuri rialzi dello spread, il differenziale di rendimento tra i btp italiani e i bund tedeschi.

Sta di fatto che a Renzi non è riuscito il miracolo di arginare il «rosso» nel bilancio statale. Una rapida occhiata alle serie storiche di Bankitalia può essere utile per mettere in fila altri aspetti. Da quando l’ex sindaco di Firenze è il Primo ministro (febbraio 2014), il debito pubblico è aumentato di ben 145 miliardi: vuol dire che è cresciuto al ritmo di 5 miliardi al mese. Meno di quanto sia salito durante il 2012 (a palazzo Chigi c’era Mario Monti), cioè 7,6 miliardi al mese; e meno pure rispetto all’aumento del 2013 (quando c’era Enrico Letta), ovvero 6,6 miliardi al mese. La performance del debito durante l’era Renzi è invece peggiore rispetto a quella fatta registrare nel 2011: stiamo parlando dell’annus horribilis dello spread (superò quota 500 punti base) e il presidente del consiglio era Silvio Berlusconi (fino a novembre, poi fu imposto Monti). Nell’arco di quei 12 mesi, il «buco» nei conti pubblici è passato da 1.842 miliardi a 1.897 miliardi. Calcolatrice alla mano vuol dire 55 miliardi in più in un anno, pari a una media mensile di 4,6 miliardi. Con Renzi il debito corre più veloce.

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