Cronaca/Interno/Politica

Melilla (SI): Lettera aperta al Sindaco di Pescara sul taglio dei pini

maxresdefault-copiaCaro Marco, nel 2000 ero consigliere regionale e proposi, facendola approvare dal Consiglio Regionale dell’Abruzzo, la legge isititutiva della riserva naturale della Pineta Dannunziana.

Per la verità quel parco sino ad allora si chiamava Parco D’Avalos. Ma io pensai che fosse giusto abbandonare la vecchia denominazione nobiliare per esaltare un tratto identitario di Pescara costituito dalla presenza storica di migliaia di pini e dal riferimento culturale a Gabriele D’Annunzio.

Quell’area di 53 ettari, di cui 35 occupati dall’antica selva mediterranea, sono stati così salvati grazie a norme urbanistiche particolarmente stringenti. E’ stato salvato cosi l’ultimo residuo di un grande patrimonio di pini e arbusti tipici della macchia mediterranea che un tempo si estendeva su tutto il litorale adriatico da Francavilla alle Marche.

Da allora il Comune di Pescara, grazie a quella legge, ha ricevuto ogni anno contributi ordinari di centinaia di migliaia di euro per tutelare questa area silvestre.

Immaginerai, quindi, la mia amarezza nell’osservare quanto è accaduto in questi giorni con la scelta del Comune di tagliare 120 pini distribuiti nella città di Pescara, in un clima di accesa conflittualità con tanti cittadini.

So benissimo che il pino, come ogni organismo vivente, nasce, cresce, ha bisogno di una cura da parte dell’uomo, deve essere potato, può subire malattie, incidenti, può crollare sotto il peso della neve, può diventare pericoloso e quindi deve anche essere abbattuto.

Ma quando a Pescara, Città dei Pini, si pone il problema di tagliarne ben 121, di cui molti secolari,vanno coinvolte le migliori energie scientifiche, va attivato un processo di partecipazione democratica e di condivisione delle scelte dolorose che devono essere assunte nell’interesse generale.

In questo caso, invece, mi sembra che ci siano molti interrogativi sul rigore scientifico di tale scelta del Comune, che mi sono stati riferiti da amiche e amici botanici e forestali di grande professionalità. E anche sulle modalità di attuazione dei tagli dei pini vi sono molte critiche fondate.

Il danno ormai è stato fatto, con una coda di velenose polemiche e strumentalizzazioni che mescolano le giuste ragioni ambientaliste, a me molto care, con uno squallido settarismo politico a cui sono totalmente estraneo per storia personale e cultura politica di sinistra.

Ora è arrivato il momento di fermarsi ed evitare che altro “sangue” verde sia versato in questa assurda battaglia che sta degenerando in una contesa in cui un comprensibile ma irrazionale orgoglio amministrativo rischia di compromettere l’immagine di governo cittadino a cui sono affezionato e per il quale mi sono battuto.

Un vecchio proverbio ebraico riconosce anche alle più grandi amicizie uno spazio per il dissenso e la successiva riconciliazione. In questo caso, caro Marco, volevo dirti, in amicizia, che non sono d’accordo e ti chiedo una saggia riflessione di cui sei capace.

Gianni Melilla , pescarese e Deputato di Sel – Sinistra Italiana 

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