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Su Ciampi ha ragione Salvini

ciampi-1-329yae9kbym78bzk0oxr7u(Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro) – Sgombriamo il campo da qualsiasi strumentalizzazione, un conto è il cordoglio dovuto alla scomparsa di una persona, un altro è il giudizio etico, morale, ed in questo caso anche politico, che prescinde da tutto e non può che essere obiettivo.

Carlo Azeglio Ciampi è stata una figura deleteria per l’Italia, risultando forse il maggior responsabile della distruzione del nostro Stato, del disfacimento del nostro apparato industriale ed in conclusione delle sofferenze alle quali oggi sono costretti milioni di nostri connazionali.

Le crisi economiche, che per molti economisti con la “e” minuscola sarebbero eventi ricorrenti ed ineludibili, non sono dei semplici “inciampi” in un trend continuo di crescita, ma creano rotture nel tessuto sociale, producono vere e proprie lacerazioni traumatiche all’interno della collettività, insomma ferite che talvolta non si rimarginano.

E Ciampi non può essere assolto riconoscendogli la buona fede negli errori commessi, egli infatti “scientemente” ha contribuito in maniera decisiva alla devastazione del nostro Paese, quando, da Governatore della Banca d’Italia, bruciò tutte le nostre “riserve”, che ammontavano a 100.000 miliardi delle vecchie lire, nel tentativo dissennato di mantenere  la nostra moneta all’interno di un insensato Sistema monetario europeo, lo Sme.

Per i più giovani ricordo che lo Sme altro non era che una “prova generale” del progetto di moneta unica che successivamente fu denominata “euro”.

Ebbene quella “prova generale” consisteva nel mantenimento dei tassi di cambio delle varie monete dei Paesi aderenti entro limiti prefissati. Cioè in pratica in un “euro con un po’ di flessibilità”, una flessibilità pari al 6% per Italia, Gran Bretagna, Spagna e Portogallo e del 2,5% per gli altri Stati.

Da quell’esperienza noi (l’Italia intendo) uscimmo distrutti, Ciampi, come detto, pur di rimanere all’interno di questo patto sciagurato, bruciò tutte le nostre riserve, pari a 100.000 miliardi delle vecchie lire (una cifra mostruosa per l’epoca). Quei nostri soldi andarono a coloro che giornalisticamente vengono chiamati “speculatori”, in pratica il “gotha” della finanza mondiale, che tuttavia non aveva fatto altro che “approfittare” della scelleratezza del nostro Governatore della Banca d’Italia.

D’altronde, per fare un esempio, se vi dicessero che c’è la Banca Centrale americana che in cambio di 1 euro vi dà 20 dollari, voi cosa fareste?

Evidentemente prima fareste la fila presso la vostra Banca per ritirare tutti i vostri risparmi in euro, poi fareste la fila presso la Banca Centrale americana per farvi dare 20 dollari per ogni euro, e quindi tornereste presso la vostra Banca a cambiare di nuovo in euro tutta quella montagna di dollari che vi ha dato la Banca Centrale americana. Senza aver fatto nulla (se non due file) avreste così moltiplicato per 20 i vostri risparmi.

Ebbene vi sentireste in colpa per questo?

Se per tale motivo vi attribuissero l’appellativo di “speculatori”, come reagireste?

Probabilmente così “Ma chiamatemi come volete, tanto io adesso ho legalmente moltiplicato per 20 i miei risparmi, se c’è una Banca Centrale tanto stupida da darmi 20 dollari in cambio di 1 euro, io ne approfitto! Saranno problemi dei cittadini di quello Stato che ha quella Banca Centrale!!!”

E quei “cittadini”, di quello Stato, che aveva quella Banca Centrale, eravamo noi italiani, ed il Governatore di quella Banca Centrale era Carlo Azeglio Ciampi!!!

Ma fin qui, pur trovandoci già in una situazione terribile, non siamo ancora al peggio, il peggio arriva dopo!!!

Attenzione ora, questo è il nocciolo della questione!

Paradossalmente, ma non proprio, noi dovremmo essere grati agli “speculatori” che ci hanno fagocitato tutte le nostre riserve, perché perlomeno così si è interrotto (pur drammaticamente, con la distruzione totale delle nostre riserve) quel patto scellerato che avevamo fatto con gli altri Paesi europei.

Da quel momento, con il “ritorno alla lira” la nostra economia è ben presto rifiorita e si è aperto un floridissimo periodo economico, sembrava di essere tornati al boom del dopoguerra, erano i nostri favolosi anni ’90, anni in cui gli italiani si sono effettivamente arricchiti. Anni in cui gli extracomunitari arrivavano nel nostro Paese … per lavorare.

Il tutto, ovviamente, non solo perché avevamo la sovranità monetaria, ma soprattutto perché la nostra moneta era correttamente valutata dal mercato e non dovevamo più svenarci per mantenere tassi di cambio “lunari” che non corrispondevano al vero valore della lira.

Un’annotazione. Fummo i soli ad uscire distrutti dall’esperienza dello Sme? NO! Con noi anche la Gran Bretagna uscì con le ossa rotte da quell’esperienza. Una precisazione che tornerà utile ora.

Perché alla fine dei favolosi anni ’90 arriva il nefasto 1999, l’anno dell’euro!

Qui assolutamente dobbiamo fare una PRECISAZIONE IMPORTANTISSIMA.

I nostri politici, nonché i giornalisti e personaggi del mondo della comunicazione, ripetono sempre che noi eravamo fra i Paesi che hanno promosso l’euro.

E’ UN FALSO STORICO!

A promuovere l’euro furono quei Paesi che proseguirono l’esperienza dello Sme anche dopo che, nel 1992, l’Italia e la Gran Bretagna ne uscirono, quindi in particolare Germania, Francia ed il Benelux. Lo Sme, infatti, cessò ufficialmente di esistere soltanto il 31 dicembre del 1998.

L’Italia è vero che firmò con il suo Ministro delle Finanze Gianni De Michelis, sempre nel 1992, il trattato di Maastricht, ma dato che i nostri conti pubblici non soddisfacevano i requisiti imposti in quei trattati nella dichiarazione che sanciva la nascita della nuova moneta si citano i Paesi aderenti aggiungendo … “e forse l’Italia”.

Per far rientrare l’Italia nel primo gruppo di Paesi che adottarono l’euro si rese necessaria una “piccola” variazione allo statuto, ossia non era più necessario ottemperare in particolare alla clausola che il debito pubblico non dovesse superare il 60% del Pil, bensì che il debito pubblico “convergesse” verso quella percentuale. Alla luce del nostro rapporto Debito/Pil attuale … altro che convergenza!!!

Ma siamo quindi arrivati al nocciolo della questione.

Dopo la fallimentare e deleteria esperienza nello Sme, l’adesione all’euro, che è di fatto un sistema di cambi fissi (cioè senza neppure quella elasticità del 6% prevista dallo Sme), non poteva essere derubricata come un clamoroso errore: era proprio una decisione criminale!

Ed infatti la Gran Bretagna, bruciata come noi dall’esperienza dello Sme, non aderì!!!

Carlo Azeglio Ciampi, invece, dopo aver dilapidato 100.000 miliardi di lire (andati a “speculatori stranieri”!!! Questo è ancor più grave!!!) era stato “ripagato” dall’establishment diventando Presidente del Consiglio (dopo il Golpe di Tangentopoli) di un Governo “tecnico” e successivamente Ministro del Tesoro dei Governi Prodi e D’Alema.

Come Ministro del Tesoro egli si adoprò in maniera totale affinché l’Italia entrasse nell’euro e per questo il 13 maggio 1999 fu ripagato con l’elezione a Presidente della Repubblica.

Ebbene le conseguenze dell’adesione all’euro, per l’Italia, sono sotto gli occhi di tutti: milioni di nuovi poveri, il tessuto economico devastato, le zone artigianali industriali delle nostre città desertificate, probabilmente oltre un migliaio di persone che si sono tolte la vita, dico probabilmente in quanto il numero esatto non si conosce perché dal 2012 l’Istat, ufficialmente per la difficoltà di attribuire il gesto estremo a motivi economici, non pubblica più statistiche a questo riguardo che quindi sono ferme al 2010, e l’argomento è diventato almeno da un paio d’anni, totalmente tabù per i nostri mezzi di (dis)informazione nazionali.

Insomma, un bilancio tragico e drammatico.

Questo è stato Carlo Azeglio Ciampi.

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One thought on “Su Ciampi ha ragione Salvini

  1. I fatti raccontati sono verosimili quindi “credibili” ma serve oggi conoscerli? Direi proprio di no; si continuerà con la solita e convincente informazione aspettando monumenti alla memoria e tante vie intitolate al beneamato ed eroico Carlo Azeglio Ciampi. E poi come predestinato era sorretto da due nomi!

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