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“Tiritiritu?”: di Marco Travaglio

elezioni-2016-scrutini-ape10(di Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano)L’unica cosa chiara dell’accrocco Italicum-riforma costituzionale è che non si capisce nulla. Tant’è che partiti e giornali si dividono sull’interpretazione del rinvio della Consulta sull’Italicum: per alcuni è un favore a Renzi, per altri un dispetto. Il bello è che non lo sa neanche Renzi, il quale si sta dibattendo tra le due opposte letture: “Sarà meglio o peggio per me?”. Ha preso così tante posizioni sulla legge elettorale che il Kamasutra, al confronto, pare la bibbia del Family Day. E non sa più che pesci pigliare. Fino a un paio di mesi fa, l’Italicum era la linea del Piave, l’ultima trincea, la più bella legge elettorale del mondo, quella che tutti gli altri, poveretti, ci invidiavano – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano nell’editoriale di oggi 21 settembre 2016, dal titolo “InCiampi” . Poi qualcuno che ci capisce (uno a caso: Napolitano, o chi per esso) lo ha preso da parte e gli ha spiegato una cosetta: se la partita delle prossime elezioni si chiude col ballottaggio tra il primo e il secondo partito, come prevede l’Italicum, e cioè tra Pd e 5Stelle, vincono i 5Stelle. Come in tutti i ballottaggi col Pd alle ultime Amministrative. Motivo: tra gli elettori del centrodestra esclusi dal secondo turno e intenzionati a votare comunque, prevale la voglia di punire lui e dunque di premiare il M5S. Ecco il nobile motivo ideale che ha convinto i padroni del vapore e i sottostanti giornaloni a scoprire di botto che l’Italicum non è più la panacea di tutti i mali, ma un mostro antidemocratico. Era la panacea quando fu inventato nell’ultima versione, all’indomani delle Europee del 2014, quelle del Pd al 40,8%. E lì, guarda un po’, nacque l’idea della soglia del 40% per aggiudicarsi il premio di maggioranza: così il Pd, che Renzi già vedeva veleggiare verso il 50% dei voti, avrebbe vinto al primo turno, incassando l’intera posta senza il rischio di un ballottaggio che avrebbe consentito ai 5Stelle (ridotti allora al 22%) o al centrodestra (sul 25% tutto insieme) di incamerare i voti del terzo escluso. Poi però, anziché volare verso il 50%, Renzi ha trascinato il Pd nel gorgo delle sue bugie: ora i sondaggi lo danno sul 30, alla pari del M5S e delle destre (sempreché si presentino compatte in un listone elettorale da sciogliere l’indomani). A quel punto le elezioni si risolverebbero al ballottaggio e si ripeterebbe lo schema delle ultime Comunali: il Pd magari vince il primo turno, ma ben lontano dal 40%, dunque deve affrontare i “grillini” al secondo, e lì resta fermo dov’è, mentre quelli imbarcano voti dai due fronti esclusi: destra e sinistra radicale. E vincono. Perciò Renzi annuncia, con l’aria magnanima di chi si vuole rovinare per il bene altrui, che è pronto a modificare l’Italicum.

Ma l’annuncio scalda i cuori soltanto di mezzo centrodestra (che vuole il premio alla coalizione, non al partito) e della sinistra Pd, che se non cambia l’Italicum vota No al referendum costituzionale. E i 5Stelle stanno a guardare, in attesa che il Pd si trasformi nel solito mattatoio. Tantopiù che in Parlamento una maggioranza contro l’Italicum oggi c’è (Pd più centrodestra), ma una maggioranza concorde sulla nuova legge che dovrebbe sostituirlo non esiste: ciascuno ha in mente la sua, la più comoda per il proprio orticello. Quindi Renzi vorrebbe cambiare l’Italicum, ma non sa come né con chi. E finché non lo sa, non può aprire il vaso di Pandora, data la certezza che non riuscirebbe più a richiuderlo. Ieri poi i 5Stelle ne han fatta una giusta: lui sperava che seguissero l’interesse di bottega e difendessero l’Italicum dopo averne detto peste e corna; invece hanno ribadito che, anche se conviene a loro, è antidemocratico e proposto la legge elettorale più democratica che ci sia: il proporzionale con le preferenze. (…)

Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi

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One thought on ““Tiritiritu?”: di Marco Travaglio

  1. Ogni tanto chi non è completamente intossicato si affaccia alla finestra per una boccata d’aria fresca e pulita. E’ quello che han fatto i 5 Stelle proponendo un ritorno al proporzionale. Si badi bene che non si tratta di proposta eversiva ma, come dice Marco Travaglio, della legge più democratica che ci sia. Fino a prova contraria siamo ancora in democrazia; ciò nonostante si sfornano e si propongono leggi antidemocratiche che io già definii “leggi truffa” perché si cerca il consenso dei cittadini per governare da dittatori. A mo’ di giustificazione sempre il solito ritornello: l’Italia è ingovernabile, servono pertanto governi più forti. In sintesi si richiede il permesso di usare il manganello. La verità è ben diversa: se si smettesse di fare continuamente il proprio interesse ma quello di tutti, qualunque legge elettorale può andare bene e non c’è bisogno del manganello!

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