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Olimpiadi? Un dibattito surreale

olimpiadi(Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro) – A volte mi chiedo se sono io ad essere “particolare” … oppure viviamo in un mondo che ha completamente perso il senso della realtà. Mi sono posto questa domanda dopo aver seguito per giorni su tutte le emittenti televisive una serie continua di servizi giornalistici e dibattiti che non esiterei a definire “surreali”.

Argomento: Olimpiadi a Roma nel 2024.

Mi sono chiesto: ma possibile che non ci sia una persona, dico una sola, che faccia notare come ormai siamo sconfinati nel “teatro dell’assurdo”? Possibile che nessuno faccia notare come per giorni si sia semplicemente parlato del nulla, di un qualcosa che non avrebbe mai potuto esistere, nemmeno come concezione filosofica?

I Giochi Olimpici nel 2024 a Roma non si sarebbero mai potuti svolgere semplicemente perché MAI E POI MAI  il Comitato Olimpico internazionale avrebbe assegnato l’incarico di organizzare i Giochi del 2024 alla città di Roma.

Quindi per quale motivo dibattere, scornarsi, litigare furiosamente per un evento che mai avrebbe potuto realizzarsi?

Domanda retorica perché la risposta la conosciamo tutti.

Per i soldi!!!

Ma facciamo un passo alla volta, ed utilizziamo uno strumento sconosciuto a tutti coloro che hanno dibattuto sull’argomento: il cervello.

Il Cio (Comitato Olimpico Internazionale ndr) assegna l’organizzazione dei Giochi cercando di rispettare un principio di buonsenso: una logica suddivisione geografica.

Ed allora, detto che nessun Paese africano è in grado, economicamente, di organizzare le Olimpiadi, che la “piccola” Oceania, dopo Sidney 2000, dovrà attendere ancora molto prima di tornare ad essere la sede dei Giochi, ed escludendo l’Asia, visto che nel 2020 si terranno a Tokyo, non rimangono che l’America e l’Europa.

Ed infatti delle tre città che sono rimaste in lizza per l’organizzazione dei Giochi nel 2024 due sono europee ed una americana, o meglio, statunitense.

E partiamo proprio dagli Usa, la superpotenza mondiale, l’unica forse in grado, per forza economica (sponsor e quant’altro) di gestire un evento di tale portata senza dissanguarsi, puntualmente, candida una delle sue metropoli.

In questa occasione il Comitato olimpico degli Stati Uniti aveva invitato i 35 sindaci delle maggiori città a manifestare un eventuale interessamento all’organizzazione dei Giochi del 2024, questa procedura ha portato a selezionare quattro metropoli, e fra queste, nel gennaio del 2015, fu scelta Boston.

Ebbene, sei mesi dopo, nel luglio 2015, prima che la candidatura fosse ufficializzata … Boston (Massachusetts), sede del leggendario MIT (Massachusetts Institute oh Technology ndr), una delle città con il più alto tenore di vita dell’intero globo, per la precisione all’ottavo posto al mondo nella classifica delle città con il più alto Pil pro-capite, ebbene, Boston ha deciso di rinunciare alla propria candidatura “per l’elevato rischio di ricaduta dei costi sui cittadini”.

Capito?

La scelta quindi è andata alla seconda in classifica, ossia Los Angeles che tuttavia pare una candidatura “di ripiego” anche perché la città californiana è stata sede dei Giochi in tempi tutto sommato recenti (1984).

E passiamo all’Europa.

Anche nel Vecchio Continente c’è stato un fuggi fuggi fra le città che inizialmente avevano annunciato la loro candidatura, in particolare si sono ritirate Madrid, dopo il NO della neo sindaca (guarda che coincidenza) ed Amburgo, la ricchissima Amburgo, la città con il più alto reddito pro-capite della Repubblica Federale di Germania, dopo che i suoi cittadini, chiamati ad esprimersi tramite un referendum, si sono dichiarati in maggioranza contrari.

Capito?

Ed allora è assolutamente chiaro a tutti che la vera candidatura “forte” è quella di Parigi che ha “dovuto” candidarsi soprassedendo all’aspetto economico. Anche senza rispolverare l’abusata “grandeur” francese, infatti, si potrebbe dire che quella di Parigi sia una candidatura “obbligata” per il fatto che nel 2024 ricorrerà il centenario dell’ultima occasione in cui la Francia ospitò i Giochi Olimpici nella sua capitale, ossia il 1924.

Detto questo le altre due candidature sono da considerare estremamente più “deboli”, ed ossia Los Angeles, per il motivo già esposto, e Budapest, la cui designazione è stata voluta da un Presidente amante della ribalta mediatica.

Ma seppure “deboli”, queste due candidature sono estremamente più “forti” rispetto a Roma, una città completamente allo sbando gravata già ora da un debito assolutamente insostenibile per la cittadinanza, una città che negli ultimi anni ha visto aumentare in maniera esponenziale, oltre al debito, soltanto la colonia di topi che la infesta.

Una città che avrebbe bisogno di tutto tranne che sperperare denaro in una manifestazione che si è sempre dimostrata fallimentare da un punto di vista economico per le città che l’hanno ospitata.

L’Italia si trova in condizioni economiche disastrose quindi soldi per organizzare le Olimpiadi non ci sarebbero stati, tuttavia, caro Matteo Renzi, se lei ritiene che avessimo potuto spendere una decina di miliardi per organizzare i Giochi, perché non distribuire allora quelle risorse alle centinaia di migliaia di persone che a Roma oggi vivono in uno stato di indigenza?

La verità è che tutti, ma proprio tutti, a cominciare dal comitato organizzatore di Roma 2024, sapevano perfettamente che il Cio non avrebbe MAI E POI MAI assegnato i Giochi a Roma, quindi, di cosa stiamo a discutere?

Per capirci è come se io, con la mia famiglia, guardando una Lamborghini Centenario Roadster, ci mettessimo a discutere sul fatto che non possediamo un garage adatto, oppure che non potremmo fare viaggi tutti assieme perché è un’auto che ha solo due posti, tralasciando il trascurabile fatto che 2 milioni di euro (più le tasse) per acquistare quel bolide non li avremo né ora né mai (e se anche li avessimo non li spenderemmo di certo per acquistare un’automobile!).

Insomma una discussione assolutamente surreale.

O no?!?

Perché come sempre è nella coda che c’è il veleno!

Il Presidente del Coni Giovanni Malagò ha infatti avuto addirittura la sfacciataggine di ipotizzare di chiedere alla neo giunta di Roma il danno erariale quantificato in 20 milioni di euro facendo emergere così una scandalo colossale.

Scusate cari lettori, ma per caso noi abbiamo già sperperato 20 milioni euro delle nostre tasse, 20 milioni di euro di soldi pubblici per darli al Comitato promotore di Roma 2024???

Sì?!?

E questi finora cosa hanno prodotto?

Un PowerPoint con qualche immagine di nuovi stadi???

Questo è uno scandalo colossale sul quale si dovrebbe fare subito assoluta chiarezza. Ci ha provato il Fatto Quotidiano, stando ai dati riportati dal giornale di cui è direttore Marco Travaglio, i soldi sperperati finora dal Comitato organizzatore nel 2015 sono stati 2,2 milioni di euro, per il 2016 erano già stati inseriti a budget costi per 7,5 milioni di euro, mentre per il 2017, con l’ultima legge di stabilità, il Governo aveva stanziato 8 milioni di euro.

Da quanto pubblicato sul Fatto veniamo a conoscenza che la spartizione del malloppo era già cominciata. Diana Bianchedi, ex fiorettista e coordinatrice generale del comitato per Roma 2024, ha tentato in tutte le maniere di convincere i Consiglieri del Comune che stavano per votare la mozione del M5S sul NO alla candidatura per i Giochi inviando loro, tramite mail, una disperata supplica. Non ha avuto successo e la Sindaca Raggi ha confermato il NO definitivo alla candidatura di Roma, la Bianchedi, quindi, dovrà accontentarsi soltanto dei 380.000 euro (più bonus per 38.000 euro) che aveva già spuntato firmando un contratto da 190.000 euro l’anno per due anni.

Ed così il “povero” Fabio Guadagnini, ex Sky, che per la carica di Direttore della comunicazione di Roma 2024 aveva firmato un contratto da 200.000 euro l’anno (più bonus di 40.000 euro).

Vi offendono questi stipendi?

Ma come, non avete notato? Vedete che arriviamo al massimo a 240.000 euro l’anno? Così le indicazioni del Governo sono state rispettate, gli stipendi dei dirigenti pubblici non dovevano superare quello del Presidente della Repubblica, cosa volete che siano 240.000 euro l’anno per Guadagnini e la Bianchedi, quella gente lì sgobba dalla mattina alla sera, sapete, e se lo merita tutto quello stipendio.

Vi siete indignati?

NO?!?

Ed allora aggiungo anche che dai dati contabili relativi al 2015, sono stati spesi 453.000 euro per “supporto tecnico legale ed amministrativo” e 485.000 euro per “collaborazioni e prestazioni professionali di terzi”, ora vorremmo sapere a chi sono andati quei soldi? Magari a persone vicine, politicamente, a chi aveva promosso questa insensata candidatura? E naturalmente ricordatevi, come vi abbiamo già detto, che per l’anno in corso le spese a bilancio sono state ben più che triplicate, passando da 2,2 a 7,5 milioni di euro!

Provate sdegno?

Non ancora?

Ed allora vi aggiungo una vera e propria perla, sempre dal bilancio del 2015, sapete qual è la voce di spesa nettamente più consistente?

“altri costi per servizi”

Ma vi rendete conto? Su un bilancio di 2,2 milioni di euro sono imputati al “altri costi per servizi” una voce che più generica non potrebbe essere, la bellezza di oltre 785.000 mila euro!!!

Ribadisco la domanda: a chi sono andati questi soldi pubblici, quindi presi dalle tasche degli italiani?

Ed allora, cari lettori, avete capito perché il Presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è letteralmente infuriato per la decisione presa dal Consiglio comunale capitolino?

Vedersi portare via quella mangiatoia lo ha fatto letteralmente andare in bestia arrivando a dire che chiederà al Comune di Roma il pagamento del danno erariale per 20 milioni di euro (ed alcuni parlano addirittura di 35 milioni di euro).

Caro sig. Malagò, sono i cittadini italiani che chiedono a lei che fine ha fatto quella montagna di soldi pubblici che avete sperperato, sapendo già, voi per primi, che il Cio, mai e poi mai avrebbe assegnato a Roma l’organizzazione dei Giochi Olimpici del 2024, quindi il “danno erariale” semmai, andrebbe chiesto al Coni.

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