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Chi parte per Marte?

elon-musk-spacex-3-838650(Silvia Bencivelli per La Repubblica) – Vi porterò su Marte, vi ci porterò in torpedone: salirete in cento alla volta e pagherete un prezzo stracciato. Non è uno scherzo, parola di Elon Musk, il fondatore di Space X. L’imprenditore sudafricano naturalizzato americano lo dice da sempre, di voler liberare l’umanità dalla Terra e trasformarla in una specie “multiplanetaria”. Ma stavolta l’annuncio lo ha fatto al 67° International Astronautical Congress a Guadalajara, in Messico, di fronte a una platea di presidenti di agenzie spaziali, scienziati e industriali del settore. Ed è entrato nei dettagli.

Il torpedone in questione, ha spiegato, si chiamerà Mars Vehicle (MV) e sarà un veicolo di più di 120 metri di lunghezza e di 12 metri di diametro, il più grande mai costruito. Sarà composto di due parti. La prima verrà spinta da 42 motori Raptor a metano, che gli ingegneri di Musk stanno già testando con successo: servirà ad allontanare MV dalla Terra e a portarlo in orbita.

La seconda sarà l’astronave vera e propria: avrà altri nove motori e le aree passeggeri. Ma attenzione: i serbatoi di questa parte inizialmente saranno vuoti, per rendere il tutto più leggero al momento del lancio. La prima parte di MV sarà cioè l’unica a spingere. Una volta usciti dall’atmosfera, la seconda parte sarà parcheggiata lì, mentre la prima tornerà a fare rifornimento. Poi farà il pieno al torpedone e lo metterà in grado di partire alla volta di Marte. Già: Marte.

Un centinaio di giorni di viaggio, forse 80, forse 150, dice Musk. E per tornare? MV dovrà usare le risorse del Pianeta Rosso, avvantaggiandosi del fatto che la gravità laggiù è circa un terzo di quella terrestre. Perciò per ripartire basterà molta meno energia di quella dell’andata. Quanto ai tempi, Musk giura che si tratterà di aspettare un paio di anni per i primi test, e sei o sette per i voli sperimentali. Mentre sui costi, l’idea è quella di fare come le compagnie aeree low cost.

Cioè sostanzialmente di usare più volte le stesse componenti, per ammortizzare la spesa. Il biglietto, ha spiegato Musk, dovrà essere accessibile a tutti. Sennò che specie multiplanetaria saremmo? Musk non ha convinto tutti. Tra gli scettici, alcuni rappresentanti delle grandi agenzie spaziali, come la Nasa, che pure collabora con Space X.

Anche perché l’imprenditore è stato vago sui costi: «Arriveranno finanziatori privati e fondi pubblici». Ma, dice, dieci miliardi di dollari, i suoi, sono già pronti. E sugli altri aspetti critici Musk è stato lapidario: è chiaro che i primi passeggeri avranno un rischio altissimo. Ma lo accetteranno come tutti i pionieri della storia dell’umanità. Chi ha assistito all’annuncio ammette che è stato “un tuffo nel futuro”.

«Musk» racconta Simonetta Di Pippo, direttrice dell’Ufficio per gli affari dello spazio extra-atmosferico dell’Onu «ha fornito informazioni tecniche che danno credibilità a un sogno». E anche il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston ha apprezzato: «Visionari ne abbiamo conosciuti tanti. La differenza è che Musk è un ingegnere, sa mettere mano al portafogli e i suoi sogni li ha sempre realizzati».

Perché il 45enne Musk ha creato il sistema di pagamento digitale Paypal, Tesla Motor che produce auto elettriche e Space X. «Gli americani» dice Battiston «parlano di Marte da 50 anni. Stavolta Musk ha una struttura, e un modello di business. Forse è un nuovo modo di occuparsi di spazio».

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